Emergenza femminicidi, cosa possono fare e non fanno i giornalisti?

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Scarpe rosse

Non passa giorno che i giornali non raccontino di una violenza perpetrata da un uomo verso una donna. Mogli, compagne, amanti uccise, violentate, sfigurate da chi diceva di amarle, tradite dalla persona di cui si fidavano. I femminicidi sono diventati il reato simbolo del nostro tempo, sintomatico di un uomo, inteso come persona di genere maschile, sempre più insicuro che spesso non accetta di confrontarsi in maniera paritaria con la donna e, vigliaccamente, sceglie la strada della violenza e della sopraffazione.

Ma come vengono raccontati i femminicidi dai mezzi di informazione? I giornalisti, nel loro racconto di questa drammatica realtà, fanno qualcosa per arginare il fenomeno?

In effetti anche nel racconto degli episodi di femminicidio possiamo riscontrare le consuete mancanze del giornalismo odierno, molto imperniato sul sensazionalismo e sulla ricerca del racconto ad effetto e sempre meno incline ad approfondire le notizie.

Nel raccontare i femminicidi l’informazione fatica ad abbandonare la pericolosa e retrograda retorica dell’omicidio passionale. Anche l’ultimo drammatico episodio di tentato omicidio-suicidio avvenuto nei giorni scorsi a Cagliari ha ricalcato, nel racconto di molti giornali soprattutto online, il solito schema. Una coppia insospettabile di ragazzi, un grande amore, la passione, la gelosia.

In questo racconto giornalistico dei femminicidi, che fa sempre più indignare chi legge e commenta gli articoli sui social network, si perpetua l’ambigua e sbagliatissima confusione tra amore e violenza. E soprattutto non c’è una chiara presa di posizione. Un NO chiaro, soprattutto da parte dei giornalisti maschi, a qualsiasi tipo di violenza, fisica o psicologica, nei confronti delle donne.

femminicidi giornalismo
Le scarpe rosse sono diventate il simbolo della violenza degli uomini nei confronti delle donne

L’amore, quello vero, non è mai violento. L’amore tende a lasciare libero l’altro, non a opprimerlo e incatenarlo. Non è assolutamente vero che se non c’è gelosia non c’è amore, perché l’amore tra uomo e donna è e deve essere fiducia reciproca e accettazione. E chi ama davvero riesce ad accettare anche un rifiuto o una separazione.

Tutto il resto non è amore, semmai è possesso e sopraffazione. Relazioni profondamente sbagliate che prima di tutto le donne devono saper riconoscere nei comportamenti dei loro mariti e compagni.

Nel racconto di questa allarmante e quasi quotidiana ondata di femminicidi dal mondo dell’informazione, soprattutto dai giornalisti maschi, dovrebbe arrivare un forte NO a qualsiasi violenza sulle donne. Invece soprattutto in certi giornali che cercano di ottenere qualche clic in più provocando i pruriti dei maschietti, il corpo femminile é visto ancora come una merce, un oggetto da possedere.

Quella contro i femminicidi oggi è una battaglia difficile perché richiede un cambio di passo culturale da parte di tanti uomini. E in questa battaglia sociale e culturale il mondo dell’informazione, che ha il compito di interpretare e decifrare la società in cui stiamo vivendo, ha enormi responsabilità.

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