Ex Hotel Enalc all’asta: quali sono i veri costi per la Regione Sardegna?

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L'ex Enalc hotel, storica sede dell'assessorato regionale del lavoro

Venghino signori, venghino. La Regione tenta di vendere nuovamente l’ex Hotel Enalc di piazza Giovanni XXIII. L’ex sede dell’assessorato al Lavoro – come racconta oggi l’Unione Sarda – risulta infatti tra i beni che saranno messi all’asta a partire dal prossimo 31 luglio perché non reputati più strategici dall’amministrazione guidata da Francesco Pigliaru. In pratica, come spiega l’assessore all’Urbanistica Cristiano Erriu nel servizio, la Regione ha deciso di vendere i beni che non sono “funzionalmente utilizzabili per i servizi regionali, degli enti strumentali, delle agenzie regionali e delle società in house” e rappresentano esclusivamente un costo per l’amministrazione regionale.

Per questo motivo, dunque, la Regione Sardegna tenterà di alienare per l’ennesima volta l’ex Hotel Enalc dopo aver tentato di sbolognarlo in tantissime occasioni, ad esempio proponendolo alla società Nuove Iniziative Coimpresa insieme ad altri beni regionali di proprietà regionale e a qualche decina di milioni, in cambio delle aree vincolate di Tuvixeddu. Questa volta il prezzo base dell’asta è stato leggermente abbassato, si parla di circa 12 milioni di euro, ma la sensazione è che anche questa volta la gara andrà deserta.

Nell’asta di fine luglio saranno venduti complessivamente edifici per un valore di circa 30 milioni di euro, tutti ubicati a Cagliari. In qualche caso la vendita è opportuna e consentirebbe alla Regione di fare un po’ di cassa: ad esempio le aree ex Ersat di viale Monastir, l’ex carcere minorile di Giorgino, la villa con giardino del comandante dell’ex deposito militare di Monte Urpinu,14 appartamenti delle palazzine ex Telecom di via Bainsizza e l’ex complesso militare in località Fangario.

Ex hotel Enalc solo un costo?

E’ però difficile pensare che un edificio come l’ex Hotel Enalc, così grande e adatto ad ospitare degli uffici pubblici, situato in una zona centralissima e strategica come piazza Giovanni XXIII, possa essere considerato solo un costo per la Regione.

ex hotel Enalc
L’ingresso dell’ex hotel Enalc in via XXVIII Febbraio a Cagliari

Ricordiamo che il lungo e tribolato trasferimento dell’assessorato del lavoro nei locali di Santa Gilla di proprietà dell’immobiliarista Sergio Zuncheddu, editore dell’Unione Sarda, era stato accompagnato da moltissime polemiche. I sindacati, che si erano esposti strenuamente e inutilmente al trasferimento dei lavoratori e allo smembramento dell’assessorato (una parte era stata trasferita in viale Trieste, in un altro immobile di proprietà regionale), avevano fatto un esposto alla Corte dei Conti, parlando di un milione di euro di affitto all’anno, cifra che con il passar degli anni deve essere aumentata. Ricordiamo anche che lo stesso assessore ai Lavori Pubblici Paolo Maninchedda, oggi dimessosi dall’incarico, aveva preso clamorosamente le distanze da quell’operazione, da lui ritenuta un aggravio per le casse dell’amministrazione regionale.

C’è da chiedersi allora se il vero costo per l’amministrazione regionale sia rappresentato da un edificio come l’ex Hotel Enalc che, rimanendo di proprietà della Regione, potrebbe ospitare tanti uffici pubblici in una sede centrale e strategica a Cagliari, oppure sia rappresentato dalle spese ingenti affrontate per prendere in affitto da un privato le sedi per gli uffici pubblici mentre gli edifici di proprietà della Regione Sardegna vanno in malora?

Con quali criteri economici viene amministrato il patrimonio pubblico a Cagliari?

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