Davvero Dio odia le donne come scrive la Sgrena?

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Giuliana Sgrena durante l'intervista a Cagliari

Devo essere sincero. Volevo capire perché secondo la giornalista Giuliana Sgrena “Dio odia le donne”. Volevo capire perché chiamare in causa Dio, liberandoci da ogni responsabilità personale, quando basta sfogliare le pagine di cronaca di un qualsiasi giornale per capire che sono invece molti, troppi uomini che odiano le donne. Basta aprire quella grande cloaca che oggi sono diventati certi social network per capire che tanti uomini non hanno il minimo rispetto per le donne. Basta guardare le pubblicità, dove il corpo della donna è usato alla stregua di un oggetto per promuovere prodotti commerciali. In tutto questo orrore volevo capire perché fosse necessario chiamare in causa Dio.

Essendo anch’io un laico (nel senso che non appartengo ad alcun ordine religioso) ieri ho quindi deciso di recarmi a quella che è stata denominata Festa della Laicità. Organizzata dal Circolo dell’Uaar, Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti di Cagliari, la festa era in realtà una festa dell’ateismo dedicata al compianto giornalista Giorgio Pisano, che – secondo quanto affermato da un componente dell’Uaar – ha simpatizzato con il movimento riuscendo a pubblicare nell’Unione Sarda una lunga intervista ad uno dei dirigenti del Uaar addirittura la domenica di Pasqua.

Evento principale della manifestazione – che si è tenuta in piazza san Domenico e aveva per tema “il rapporto tra le libertà e i diritti delle donne e i limiti che la religione tenta da sempre di imporre loro” – era proprio la presentazione dell’ultimo libro di Giuliana Sgrena, dal titolo “Dio odia le donne”. In serata era invece previsto un incontro sui diritti riproduttivi, aborto e contraccezione, obiezione di coscienza.

La testimonianza di Giuliana Sgrena

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Il manifesto dell’Uaar

Devo dire che la testimonianza della giornalista del Manifesto rapita nel 2005 in Iraq dai jihadisti islamici e liberata probabilmente a fronte di un riscatto di 5 milioni di euro, mi ha suscitato alla fine una grande tristezza. La Sgrena ha approfondito le tematiche dell’islam, di cui ha parlato con cognizione di causa, ma la sua descrizione del mondo cattolico mi ha riportato indietro di qualche secolo.

Ognuno di noi ha una visione personale della Chiesa che cambia a seconda della frequentazione e del grado di conoscenza. E accade di frequente che quando non conosciamo una persona o qualunque altra situazione siamo vittime di preconcetti che poi magari abbandoniamo quando decidiamo di approfondirne con onestà intellettuale la conoscenza.

La Sgrena – intervistata dalla giornalista Claudia Sarritzu – ha raccontato di essersi allontanata dal cattolicesimo sin da bambina perché una suora, evidentemente molto poco sensibile, chiedeva ogni giorno ai suoi compagni di classe di pregare per lei in quanto, essendo figlia di un comunista, sarebbe andata all’inferno. Da quell’episodio, certamente grave, peggiorato dal fatto che la stessa suora non aveva riservato lo stesso trattamento al fratello maschio, la giornalista ha costruito il suo postulato scientifico: Dio odia le donne.

Comprensibilmente, essendo una bambina, non era riuscita ad elaborare che aveva avuto a che fare con una suora priva di sensibilità e di vero spirito cristiano. Ma che non è mai corretto fare di tutta l’erba un fascio.

Nella testa di quella bambina ferita ha preso dunque forma un teorema perfetto: Dio è stato inventato dall’uomo per controllare e sottomettere la donna. D’altronde Dio è sempre stato descritto come un maschio, nella Bibbia, nel Corano, nel Talmud. Inoltre c’è scritto anche nella Genesi: Dio ha prima creato l’uomo e poi, siccome aveva bisogno di una specie di colf che lo accudisse (nessun animale poteva servire alla bisogna) che ha fatto? Gli ha tolto una costola ed ha inventato la donna. E che fa la donna invece di stare sottomessa? Si fa tentare dal serpente, provoca il peccato originale e determina la cacciata dell’uomo dall’Eden e la fine dello stato di immortalità che Dio aveva previsto per la sua Creatura.

Questo inqualificabile comportamento ha suscitato le ire di quel Dio terribile giustiziere che l’ha cacciata dal paradiso terrestre e le ha puntato il dito contro: partorirai nel sangue e nel dolore, sarai permanentemente impura e sarai esclusa dalle cose sacre. Per non parlare del risentimento dell’uomo che per colpa di quella storiaccia ha perso pure la sua immortalità ed è costretto a lavorare con sudore.

Nella visione della religione vissuta dalla Sgrena, questo Dio terrificante sarebbe la radice di una società maschilista che da sempre demonizza la donna. Persino la confessione sarebbe stata inventata nel 1200 dagli uomini per insinuarsi nella vita intima delle persone, ma soprattutto per controllare cosa pensano le donne.

E’ oggi? Secondo la Sgrena la situazione non è cambiata di molto. Nonostante Papa Francesco – che come gesuita sa far bene il suo mestiere di politico e addirittura è riuscito a farsi prendere ad esempio dalla sinistra che così sta dimenticando di rivendicare la laicità dello Stato – il Vaticano continua ad interferire nella vita politica degli Stati. Una legge come quella sull’aborto, che poteva essere una grande conquista delle donne, è resa inapplicabile – secondo la Sgrena – a causa dell’obiezione di coscienza. Dimenticando, aggiungerei io, che l’obiezione di coscienza è sempre l’esercizio di un diritto che riguarda la sfera più intima dell’essere umano, una conquista di cui si avvalgono altre donne come lei. Ed è paradossale che proprio l’area politica che più di ogni altra sostiene di difendere la libertà e il libero arbitrio, neghi lo stesso diritto a chi non condivide le proprie idee.

Nella visione della Sgrena, questi obiettori, siano medici che non praticano l’aborto o farmacisti che non vendono alle ragazzine la pillola del giorno dopo, sarebbero ottenebrati dal retaggio culturale di quel Dio che nega la libertà alla donna, e che l’aveva condannata a soffrire e partorire nel dolore e nel sangue. Anche il concepimento senza peccato della Vergine Maria, in questa visione, sarebbe stata una invenzione ideologica per demonizzare ulteriormente la donna peccatrice.

Complici di questo disegno i media, che ancora oggi quando descrivono i femminicidi “partono sempre dalla parte del maschio.” Ma anche le famiglie, ormai in crisi, e soprattutto la scuola, che non è abbastanza laica.

Secondo la Sgrena gli insegnanti di religione e i catechisti insegnerebbero ai ragazzi i terribili valori cattolici che sono causa di queste aberrazioni, sfociando nel bigottismo e nel controllo sociale del comportamento delle donne.

Durante l’ascolto dell’intervista ho provato prima fastidio, poi un sincero dispiacere nel constatare ancora una volta che tante persone hanno una visione distorta e medioevale della Chiesa e soprattutto di Dio. Non c’è dubbio che la condizione femminile debba essere ulteriormente migliorata, ma credo che questa visione della donna così deturpata non sia assolutamente aderente alla visione che oggi la Chiesa ha della donna, e tantomeno alla visione che Dio ha della donna e di ogni essere umano.

Ecco perché dopo un po’ ho sentito il bisogno di andare via per sfuggire alle ire e all’ingiustizia di quel Dio terribile che Giuliana Sgrena si è costruita nella sua mente. Quello che ho incontrato io, anche attraverso la Chiesa e i suoi sacerdoti, è decisamente diverso. Un altro Dio. Un Dio misericordioso. Un Dio giusto che ha mostrato che ognuno di noi deve fare la sua parte, senza sentirsi escluso dalla responsabilità della nostra vita e di ciò che ci accade. Duemila anni fa si è incarnato ben sapendo che sarebbe finito appeso ad una Croce per opera degli stessi uomini, consapevole che gli uomini fanno e faranno sempre molti errori. Ed era un Uomo che in un periodo in cui davvero le donne non erano minimamente considerate, le ha difese, amate, trattate con un rispetto e una delicatezza mai conosciuti prima, basterebbe leggere il Vangelo per constatarlo. Delicatezza che tutti noi uomini siamo chiamati da quel momento ad imitare.

Auguro alla Sgrena di conoscere un altro volto di Dio, quel Dio che ama di un amore profondo ogni essere umano, e le donne in particolare, dato che attraverso una Donna è sceso su questa terra.

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