Dalic, i potenti croati e il gioco più bello e democratico del mondo

L’allenatore croato Zlatko Dalic si scaglia contro i politici: avete affamato la nostra nazione. Quando il calcio sovverte tutti i pronostici

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Croazia dalic

Sui Mondiali 2018 in Russia ne abbiamo letto e visto di tutti i colori, come sempre ormai succede su internet. Dalle discussioni sull’etnia dei giocatori di colore della Francia, meritata vincitrice della finale, alle battutacce sulle cadute plateali del carioca Neymar. Ma quel che rimarrà di questo mondiale è soprattutto la Croazia. Quasi tutti, salvo i fanatici del retropensiero politico e i complottisti della faziosità a tutti i costi, ci siamo stretti attorno alla squadra di Dalic. Abbiamo versato qualche lacrimuccia per la storia di Luka Modric, troppo mingherlino – dicevano i suoi primi allenatori – per diventare il grande campione che è poi riuscito a diventare. Ci siamo appassionati per una squadra che rappresenta la caparbia voglia di riscatto, il desiderio incontenibile di pace dopo la guerra e la devastazione. La vita che prevale sempre e inevitabilmente sulla morte. Perché il calcio per noi è questo. E’ qualcosa che va oltre il gesto agonistico, oltre la singola partita. Vinta o persa. Nei tempi regolamentari, ai supplementari o ai rigori. Il calcio e lo sport, per noi che li amiamo visceralmente sin da bambini, sono fatti soprattutto di storie e di umanità. Di voglia di riscatto. Di impegno quotidiano e di sacrificio. Di questi valori è fatto persino l’odierno calcio milionario dove i diritti tv oscurano la visione delle partite e dove la Juve paga più di cento milioni di euro per comprarsi un Cristiano Ronaldo che nei prossimi anni ne guadagnerà 30 all’anno.

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Un campo da calcio in terra battuta

Ma oltre i soldi, oltre i diritti televisivi e oltre la gloria personale di un singolo giocatore, per quanto fuoriclasse fortissimo, ci sono sempre i valori e le storie. E’ confortante sapere che – come ha reso noto ieri lo stesso allenatore croato Dalic – i giocatori della Croazia devolveranno alle famiglie croate più disagiate il premio per il secondo posto ottenuto in Russia. I 23 milioni del premio permetteranno ai bambini croati più poveri di farsi una vacanza al mare. Nell’annunciare questo gesto, Zlatko Dalic, allenatore semi sconosciuto prima dei mondiali russi, ha attaccato i potenti politici croati accusandoli di aver causato la crisi economica nazionale. Un attacco che sicuramente pochi mesi prima del mondiale non avrebbe mai potuto fare con questo clamore.

E’ il bello dello sport. E’ il bello del calcio che sovverte i pronostici. Dove anche la Germania campione mondiale uscente incontra la sua Corea e il Belgio di Hazard, Lucaku e Fellaini elimina a sorpresa il forte Brasile. E dove anche il Carneade Dalic può permettersi di denunciare la corruzione della politica nel suo Paese.

Nell’epoca dei diritti televisivi e dell’antidemocratica preclusione a tutti i bambini di vedere le partite in tivù, i Mondiali 2018 sono stati una fantastica eccezione. Perché quest’anno tutti hanno potuto vedere in chiaro tutte le partite sulle reti Mediaset. Anche i bambini che non hanno il papà che può permettersi l’abbonamento a Sky o a Mediaset Premium. E perché, nei giorni del milionario trasferimento di CR7 alla Juve, il carneade Dalic, novello Davide contro Golia, si è potuto far portavoce di tutti quelli, e fortunatamente sono tanti, che pensano che la corruzione e il malaffare dei potenti non debbano affamare le nazioni. E che tutti i bambini, anche quelli meno abbienti, in Croazia come in ogni altro Paese del mondo, devono potersi fare una vacanza come tutti gli altri loro coetanei.

Aggiornamento

L’ufficio stampa della Federcalcio croata Tomislav Pacak ha smentito categoricamente la veridicità della con cui il ct croato Dalic annunciava la donazione dei 23 milioni di euro di premio ai bambini poveri. Si sarebbe trattato dunque di una fake news, scritta da un tale Igor Premuzic, che avrebbe ammesso di essersi inventato questa bufala, amplificata dal clima di simpatia generalizzata verso la nazionale croata.

Ecco il testo della falsa lettera di Dalic divulgata nei giorni scorsi da varie testate anche nazionali.

La Croazia è oggi il Paese più povero dell’Unione Europea e governato da membri di quella che è stata considerata un’organizzazione criminale. Milioni di persone sono fuggite negli ultimi vent’anni. In Croazia, i pensionati non sono in grado di soddisfare i loro bisogni primari, i giovani non possono permettersi un’istruzione adeguata, la salute pubblica sta collassando e la magistratura è corrotta. Il nostro Paese ha più di mille km di costa, eppure abbiamo bambini che non hanno mai visto il mare, bambini che vanno a letto affamati perché i loro genitori, disoccupati, non hanno nulla da dargli da mangiare. Ora, tutti i bambini croati avranno l’opportunità di trascorrere almeno sette giorni di vacanza al mare: è il minimo che possiamo fare per i più deboli. Chiedo ai politici e a tutti i rappresentanti delle autorità che hanno portato il Paese all’inferno e alla miseria, di non avvicinarsi alla Nazionale. Qui non siete i benvenuti. Non indossate la maglia della Nazionale per promuovere il vostro successo, perché minereste il valore del nostro lavoro“.

Una bufala ben orchestrata in cui siamo cascati in molti. E tornando a questo mondiale in cui se ne sono viste e sentite proprio di tutti i colori, la falsa lettera di Dalic – notizia evidentemente non verificata in maniera adeguata dal sistema dell’informazione (noi per primi, mea culpa) – ne è stata forse la degna conclusione.

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