Carlo Mascia: dalla parte degli atleti speciali

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Olimpia

Nei giorni scorsi i giornali nazionali hanno parlato dell’iniziativa di due giovani calciatrici che a Milano hanno fondato una scuola di calcio per i bambini e ragazzi con disabilità cognitive. E’ stato detto che questa bellissima iniziativa potrebbe rivoluzionare il rapporto tra lo sport e le malattie cognitive (autismo, sindrome di Down o iperattività) consentendo ai ragazzi con disabilità mentali di socializzare praticando uno sport di squadra. Eppure l’utilizzo dello sport per combattere la disabilità mentale non è una novità in Sardegna. Da circa vent’anni Carlo Mascia, vulcanico dirigente della Polisportiva Olimpia Onlus, sta infatti cercando di dimostrare, con innumerevoli e coinvolgenti iniziative (come la recente partecipazione della rappresentativa dell’Olimpia alla Coppa Italia di Calcio a 5 per disabili mentali), che la disabilità mentale non è un motivo valido per rinunciare a vivere e a divertirsi praticando lo sport.

Carlo Mascia: dall’Aias all’Olimpia

carlo masciaSiamo agli inizi degli anni Novanta. Carlo Mascia è un educatore specializzato che lavora alla sede Aias di Cortoghiana. Operando ogni giorno con i ragazzi disabili il giovane educatore si rende conto che l’assistenza prestata dall’istituto non è adatta ai casi di disabilità mentale più grave e rischia di non dare risposte a molti giovani pazienti. Per questo inizia a pensare a qualche alternativa. Il presidente dell’istituto in cui lavora gli dà carta bianca per dimostrare che anche lo sport può essere un mezzo efficace di integrazione e sostegno per persone con disabilità mentale.

Qualche anno dopo Mascia decide di fondare insieme ad un manipolo di volontari la Polisportiva Olimpia Onlus che avvia alla prima attività sportiva per disabili mentali nel Sulcis Iglesiente: si comincia con le lezioni di nuoto per quattro atleti speciali.

In Sardegna siamo ancora all’anno zero, eppure sin dagli anni Sessanta negli Stati Uniti lo sport viene utilizzato come strumento di integrazione sociale e difesa dei diritti umani. Venuto a conoscenza della realtà statunitense, siamo nel 1999, Mascia decide di partire per il North Carolina dove assiste ai 10th Special Olympics World Summer Games che schierano 7mila atleti provenienti da oltre 150 nazioni.

E’ un’esperienza fortissima. In quell’occasione Mascia entra in contatto con Eunice Mary Kennedy Shriver, pioniera della lotta alle disabilità mentali attraverso lo sport, che nel 1962 aveva fondato il Camp Shriver che due anni dopo si è evoluto negli Special Olympics.

Dopo la trasferta statunitense la Polisportiva Olimpia Onlus inizia a lavorare per diffondere la mission della Special Olympics in tutta la Sardegna, riuscendo, nel maggio 2013, ad organizzare a Cagliari e Villasimius i Giochi Nazionali Special Olympics con la partecipazione di circa 600 atleti, 60 tecnici e dirigenti, 300 volontari, 40 giudici e arbitri, accompagnatori e familiari provenienti da tutta Italia. E’ un successone!

carlo masciaIn questi anni la Polisportiva Olimpia, che – è bene dirlo – è rimasta comunque una piccola onlus che combatte quotidianamente per trovare i proventi per finanziare le sue iniziative, ha cercato di operare soprattutto nei piccoli centri della Sardegna, laddove non c’è molta possibilità di offrire agli atleti speciali strutture e attrezzature sportive adatte.

Nel 2014 avviene la scissione dalla Special Olympics. Pur riconoscendosi ancora nell’idea di base del Movimento Special Olympics International, Carlo Mascia e la Polisportiva Olimpia Onlus si staccano dalla Special Olympics Italia per alcune divergenze sulle modalità organizzative e operative nel territorio sardo.

Non mi stancherò mai di sostenere la nascita di nuove polisportive autonome legate al proprio territorio, in quanto meglio di tutte possono operare essendone partecipi nel quotidiano – scriveva Mascia sul sito dell’associazione –. Sono sempre più convinto della necessità di un ruolo autonomo di coordinazione per la Sardegna soprattutto quando questo ha a che fare con i bisogni delle persone. Ogni persona è unica e irripetibile con i propri bisogni, a maggior ragione in tema di disabilità intellettiva: l’integrazione presuppone il coinvolgimento della persona nel territorio del suo vissuto quotidiano e non sporadicamente in occasione di qualche meeting nazionale. Continuerò a perseguire attraverso la Polisportiva Olimpia ONLUS la diffusione della pratica sportiva quale strumento d’integrazione sociale con lo stesso entusiasmo di sempre e con sempre maggiore consapevolezza che il vero cambiamento sociale può avvenire solo sul territorio e attraverso il territorio con il coinvolgimento attivo delle persone, atleti, famiglie, volontari e istituzioni”.

Olimpia pulminoQuello che non è venuto meno in tutti questi anni di attività è il grande entusiasmo con cui vengono affrontati i mille impegni quotidiani degli atleti speciali che, in alcune occasioni si sono improvvisati cuochi, fotografi, giornalisti e anche attori di un cortometraggio diretto da Jacopo Cullin e con la partecipazione di Gigi Riva. Con il suo pulmino giallo e verde Carlo Mascia, insieme agli altri dirigenti della polisportiva, in primo luogo il presidente della Olimpia – Sarrabus Severino Urrai, svolge tutti i giorni il ruolo chiave di accompagnare gli atleti nelle varie strutture per partecipare alle attività sportive.

L’attività sportiva è un’occasione imprescindibile per poter vivere pienamente la vita di una persona a prescindere dalle comuni etichette di normodotato o disabile – spiega Mascia -: è uno stile di vita che coinvolge positivamente volontari, famigliari e tutte le persone della comunità. Il nostro lavoro – aggiunge – si concentra nell’organizzare attività sportive per persone con disabilità intellettive di tutte le età, dalla prima infanzia agli ultra settantenni. In questi anni abbiamo lavorato a tanti progetti che hanno abbracciato tutti i tipi di sport riconosciuti dal Coni: nuoto, calcio, atletica leggera, basket, bowling, bocce, triathlon, golf. Ma anche sci nautico, vela e immersioni subacquee”.

Olimpia rallyE’ di pochi giorni fa la notizia che il pilota di rally Antonio De Felice,  vincitore di tante gare nazionali e internazionali, quest’anno gareggerà con il logo della Polisportiva Olimpia del Sulcis, di Cagliari e del Sarrabus sulla sua automobile.  “Dopo il Rally di Cagliari e di Monza un altro bel regalo per i nostri magnifici atleti”, commenta con entusiasmo Carlo Mascia. “Con la cultura dello sport si possono abbattere e vincere molte barriere che rendono difficile l’inserimento all’interno del tessuto sociale delle persone con disabilità. Con lo sport si vince”.

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