Cagliari si prepara alla 48a Settimana Sociale dei cattolici italiani

C'è un filo conduttore tra la 48a Settimana Sociale dei cattolici che si svolgerà a Cagliari dal 26 al 29 ottobre e la visita di Papa Francesco del settembre 2013: quel filo conduttore è sicuramente il lavoro, merce preziosa in una Sardegna dilaniata da una crisi senza precedenti che investe soprattutto i giovani e li priva della speranza nel futuro

0
74
cagliari 48a settimana sociale
Cagliari

C’è un filo conduttore che lega la 48a Settimana Sociale dei cattolici in Italia, che si svolgerà a Cagliari dal 26 al 29 ottobre, alla visita di Papa Francesco nel capoluogo sardo avvenuta nel settembre di quattro anni fa. Quel filo conduttore è sicuramente il lavoro, merce preziosa in una Sardegna dilaniata da una crisi economica senza precedenti che investe soprattutto i giovani e li priva della speranza nel futuro. Per comprendere appieno il significato del grande incontro ecclesiale che nei prossimi giorni scandaglierà a fondo le tematiche del lavoro, bisogna dunque prendere le mosse dalla accorata preghiera spontanea pronunciata dal Pontefice la mattina del 22 settembre 2013 dopo aver riposto i fogli in cui aveva scritto il suo discorso ufficiale.

Ma soprattutto bisogna prendere le mosse dal commovente appello che un operaio della Sardinia Green Island, Francesco Mattana, rivolse al Papa a nome dei lavoratori, dei cassintegrati, dei disoccupati e dei precari sardi.

«La mancanza di lavoro rende lo spirito debole – aveva detto l’operaio sardo al Pontefice -. Una debolezza che genera paura. E la paura talvolta affievolisce anche la nostra fede e la fiducia nell’avvenire. A nome di ogni lavoratore le chiedo di farsi portavoce del nostro grido di dolore presso chi rappresenta le istituzioni come Mosè portò dinnanzi a Dio le sofferenze del popolo di Israele».

Papa Francesco a Cagliari

E’ da quell’appello, scagliato con la forza della disperazione dal grande palco allestito davanti al porto di Cagliari domenica 22 settembre 2013, che bisogna partire per comprendere appieno la 48a Settimana Sociale che sarà dedicata proprio alle problematiche del lavoro. Perché in quella risposta di Francesco, ancora fresco di elezione al soglio petrino, al suo omonimo operaio, c’era già il germe di quel lavoro “libero, creativo, partecipativo e solidale” che successivamente Jorge Mario Bergoglio ha descritto nell’esortazione evangelica Evangelii Gaudium che sarà alla base del grande incontro ecclesiale che si svolgerà nel capoluogo sardo. C’era già quella equivalenza fondamentale tra il lavoro e la dignità umana.

«Negli oltre 18 minuti del discorso di Papa Francesco rivolto ai lavoratori sardi si può trovare lo svolgimento del tema della Settimana Sociale dei Cattolici italiani», sottolinea il giornalista Alessandro Porcheddu, all’epoca consigliere nazionale Ucsi, che insieme all’amico e collega Paolo Matta (anche lui ex presidente regionale dell’associazione dei giornalisti cattolici sardi) ha commentato la storica mattinata cagliaritana di Papa Francesco dai microfoni di Videolina, l’emittente sarda che ha trasmesso in diretta tutte le quasi 12 ore della seconda visita fuori Roma del Pontefice.«La mattina di quella domenica resterà nella memoria delle migliaia di sardi che hanno ascoltato commossi le parole del quarto Papa in Sardegna – ricorda Porcheddu -: un discorso che ha toccato il cuore e i sentimenti di chi ascoltava in piedi nella via Roma davanti al palco o attraverso le immagini trasmesse dalle Tv».

Di quell’esperienza il giornalista cagliaritano ricorda soprattutto un passaggio del discorso del Papa ai lavoratori. Il momento in cui Francesco, accantonati i fogli del discorso ufficiale, ha iniziato a parlare a braccio con commozione. (Queste le parole esatte del Pontefice: “Ma devo dirvi “Coraggio!”. Ma sono anche cosciente che devo fare tutto da parte mia perché questa parola “coraggio” non sia una bella parola di passaggio! Non sia soltanto un sorriso di impiegato cordiale, un impiegato della Chiesa che viene e vi dice: Coraggio! No, questo non lo voglio! Io vorrei che questo coraggio venga da dentro e mi spinga a fare di tutto come Pastore, come uomo. Dobbiamo affrontare con solidarietà, fra voi – anche fra noi – tutti con solidarietà e intelligenza questa sfida storica”).

«Erano trascorsi appena tre minuti dall’inizio del discorso e Papa Francesco aveva già abbandonato i fogli del testo che aveva scritto e stava leggendo – ricorda ancora Porcheddu -. Da quel momento ha continuato con un bellissimo e appassionato discorso improvvisato a braccio che sembrava essere personalizzato e diretto a ognuno dei lavoratori e disoccupati presenti. Sembrava volersi fare carico personalmente delle istanze dei tre lavoratori che avevano parlato prima di lui. Probabilmente il Papa ha abbandonato l’ufficialità del discorso perché si è reso conto che uno dei tre lavoratori aveva cambiato il testo che avrebbe dovuto leggere e che era stato preventivamente approvato dall’organizzazione diocesana e vaticana».

In effetti qualche settimana più tardi l’operaio della Sardinia Green Island rivelò che la mattina della visita papale era uscito di casa con due fogli in tasca: uno era il discorso già approvato, letto e corretto, mentre nell’altro c’era il testo che avrebbe voluto leggere al Papa, ma che forse non era in linea con un intervento più diplomatico. Discorso che poi effettivamente lesse.

«Parlando della sofferenza dovuta alla mancanza di lavoro papa Francesco aveva invitato tutti a “non farsi rubare la speranza”, ma soprattutto a non “sentirsi senza dignità” – conclude Porcheddu -. Poi quella preghiera finale improvvisata nel silenzio generale della moltitudine di persone con parole che uscivano dal cuore del Papa e che invocavano lavoro, ma anche solidarietà e speranza».

La 48a Settimana Sociale di Cagliari

C’è dunque un saldo filo conduttore tra il commosso discorso a braccio di Cagliari, in cui il Papa ha detto chiaramente che senza lavoro non c’è dignità e ha per la prima volta messo sul banco degli imputati un sistema economico che idolatra il dio denaro, e la 48a Settimana sociale che la Chiesa cattolica vivrà il prossimo ottobre a Cagliari, quando circa un migliaio di persone tra delegati delle Diocesi italiane, esponenti del mondo sindacale, imprenditori, sociologi, esponenti del Terzo settore, dell’Università e del mondo dell’informazione dibatteranno sui temi del lavoro.

«E’ forte la necessità che quel modello di “lavoro degno” affermato dal Magistero sociale della Chiesa e dalla Costituzione Italiana trovi un’effettiva attuazione nel rispetto e nella promozione della dignità della persona umana», si legge nella lettera di invito alla 48a Settimana sociale inviata nei mesi scorsi ai Vescovi italiani dal presidente del Comitato scientifico e organizzativo delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani, Filippo Santoro.

L’incontro cagliaritano, come si legge nell’instrumentum laboris, avrà lo scopo prima di tutto di denunciare le situazioni più gravi e inaccettabili (sfruttamento, lavoro nero, insicurezza, disuguaglianza, disoccupazione e problematiche legate al mondo dei migranti), poi di raccontare il lavoro nelle sue profonde trasformazioni ed infine di raccogliere e diffondere le buone pratiche, costruendo delle proposte concrete da offrire alle istituzioni.

Tutto questo – aspetto estremamente simbolico – avverrà nel capoluogo di una regione in grave affanno, la Sardegna, in cui nel primo trimestre del 2017, per la prima volta negli ultimi quattordici, anni il tasso di disoccupazione ha superato il 20% e in cui negli ultimi sei mesi si sono volatilizzati altri 50mila posti di lavoro. Una regione che registra un tasso di disoccupazione di gran lunga superiore al doppio della media registrata nei Paesi dell’Unione Europea ed è una delle aree territoriali europee con il maggiore tasso di disoccupazione giovanile (56,3%).

Questo è il programma ufficiale della 48a Settimana sociale dei cattolici in Italia.

L’informazione sarda e il lavoro

Ma l’informazione riesce a raccontare in maniera efficace una situazione occupazionale così drammatica?

Il presidente regionale dell’Ucsi Mario Girau, collaboratore della Nuova Sardegna e addetto stampa storico della Cisl sarda, è convinto della bontà del lavoro della stampa cartacea isolana che, come si sa, è ormai limitata a due testate che si suddividono equamente il territorio sardo, L’Unione Sarda al sud e La Nuova Sardegna al nord.

«Quando succedono e riguardano il territorio o l’intera regione gli scioperi e le manifestazioni sindacali hanno un posto privilegiato nel giornale, poi vengono tutte le altre notizie – assicura Girau -. Tutto questo vale per i quotidiani regionali. A livello nazionale le cose possono anche essere diverse ma nei quotidiani locali – prosegue il presidente dei giornalisti cattolici sardi – il tema del lavoro è sempre presente anche se lo spazio dipende ovviamente da alcuni criteri giornalistici: importanza del settore economico-sociale, numero dei soggetti interessati, gravità e urgenza e territori coinvolti. Possiamo comunque dire che nei due quotidiani sardi le lotte dei lavoratori, in particolare gli scioperi generali regionali, hanno sempre trovato adeguata eco e rilevanza in tutte le fasi della mobilitazione: annuncio, preparazione, organizzazione, cronaca dello sciopero».

Il gran numero di testate online spuntate in Sardegna negli ultimi anni consentono inoltre un ulteriore prezioso approfondimento delle tematiche del lavoro.

Il percorso della Chiesa sarda

In base al numero dei suoi abitanti, ogni Diocesi italiana parteciperà alla 48a Settimana sociale di Cagliari con una delegazione di 3-7 persone scelte – si legge nella lettera invito – tra coloro che sono coinvolti attivamente con le problematiche del lavoro. Ogni Diocesi inoltre dovrà presentare con un video di cinque minuti una buona pratica che racconti il lavoro nella propria realtà territoriale così da poterlo valorizzare.

48a settimana sociale
Uno degli incontri preparatori alla 48a Settimana sociale di Cagliari

«La settimana sociale di Cagliari deve diventare un’occasione propizia per portare i contenuti e le istanze della dottrina sociale della chiesa dentro la concretezza della pastorale ordinaria», spiega l’Arcivescovo di Cagliari Arrigo Miglio, presidente della Conferenza Episcopale Sarda. «Come comunità cristiana siamo responsabili di farci carico della sete di lavoro, e di lavoro dignitoso, delle persone del nostro tempo e, in particolare, dei nostri giovani».

A Cagliari il percorso verso la 48a Settimana Sociale è iniziato ufficialmente lo scorso dicembre con un incontro con i sindacati, imprenditori, mondo della cooperazione, artigianato, Terzo settore, esperti e studiosi del mercato del lavoro proprio per iniziare a mettere a punto una serie di proposte finalizzate a favorire l’occupazione in Sardegna. «La chiesa sarda si sta approssimando alla celebrazione della 48a Settimana sociale dei cattolici italiani non soltanto attraverso la cura degli aspetti di accoglienza e di supporto logistico necessari in vista di un evento di così grande rilevanza, ma soprattutto percorrendo un intenso itinerario di preparazione, voluto dai vescovi sardi e organizzato dalla delegazione regionale per la pastorale sociale, che vede coinvolte tutte le diocesi dell’isola – spiega Don Giulio Madeddu, vice presidente Ucsi sarda, nonché responsabile dell’Ufficio diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro e dell’Ufficio delle Comunicazioni sociali della Diocesi Cagliaritana -. Il percorso è iniziato a Cagliari lo scorso 10 dicembre con un seminario dal tema “Lavoro e nuove tecnologie. Quale formazione e opportunità per i giovani?”. La seconda tappa si è tenuta a Iglesias nel mese di gennaio ponendo al centro della riflessione i percorsi di riconversione industriale e compatibilità ambientale. “Giovani, lavoro, agricoltura” è stato, invece, il tema approfondito a Oristano nel convegno promosso il 18 marzo dalla diocesi ospitante in collaborazione con quella di Ales-Terralba. Nel seminario organizzato ad aprile dalle diocesi di Nuoro e di Lanusei – prosegue don Giulio Madeddu – si è discusso di “Nuove politiche forestali e ambientali per far fronte allo spopolamento e alla disoccupazione”. Il 3 giugno, presso l’aeroporto di Olbia, le diocesi di Tempio-Ampurias e di Ozieri hanno coinvolto numerosi esperti del settore per fare il punto sulle opportunità lavorative derivanti dalla valorizzazione del turismo e dei beni culturali. Infine nel pomeriggio di venerdì 15 settembre si è tenuto a Sassari il seminario conclusivo che ha trattato di ricerca scientifica e sanitaria. L’incontro era promosso dalla diocesi turritana e da quella di Alghero-Bosa».

La documentazione del cammino delle diocesi della Sardegna verso la Settimana sociale (video, audio, foto e testi) sarà presto disponibile on line (settimanasociale.diocesidicagliari.it) e una rivista che sintetizzerà tutti i contenuti emersi nei sei seminari sarà consegnata a tutti i membri delle delegazioni che saranno accolte a Cagliari dal 26 al 29 ottobre. Quando, durante i lavori della 48a Settimana Sociale dei cattolici, non potranno non risuonare le parole di coraggio e di speranza rivolte da Papa Francesco ai lavoratori e ai disoccupati sardi quella domenica di settembre del 2013: «Dove non c’è lavoro manca la dignità».

Questo articolo (con il titolo La Sardegna verso la 48a Settimana Sociale dei cattolici) è stato pubblicato sul numero 2-3/2017 di Desk, Rivista trimestrale di cultura dell’informazione dell’Unione Cattolica Stampa Italiana.

Nel podcast sottostante potete ascoltare l’intervista al vicepresidente del Comitato scientifico e organizzativo delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani, dott. Sergio Gatti.

COMMENTA QUESTO ARTICOLO

Please enter your comment!
Please enter your name here

*