Artigianato artistico: a Mogoro e Samugheo in mostra l’identità dell’isola

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Tappeti sardi in esposizione al museo Murats di Samugheo

Non tutti sanno che la pavoncella, rassicurante simbolo della produzione artistica sarda, simboleggiava nell’antica tradizione sarda un rapace. O non conoscono il tapinu de mortu, antico e rarissimo tappeto confezionato in alcune parti dell’isola per accompagnare i defunti  al seppellimento. O il significato dei vari componenti dei preziosissimi abiti tipici sardi che il primo maggio sfilano per la Festa di sant’Efisio. L’ artigianato artistico tradizionale – un settore economico importantissimo, ma purtroppo oggi molto in difficoltà – consente un tuffo nella storia, nell’identità e nella tradizione della Sardegna. Ed è un richiamo imperdibile per i tanti turisti interessati a cogliere il senso profondo della Sardegna che questa estate, nonostante il caldo torrido, hanno visitato le splendide Fiere di Mogoro e Samugheo.

Oreficeria, tessuti, ricami. Ma anche lavori fatti con il legno e i metalli non preziosi, coltelli, pellami, ceramiche, vetro, cestini e tanti altri manufatti che propongono il meglio della produzione artigianale artistica dell’isola resteranno esposti nei due centri dell’Oristanese fino al prossimo 3 settembre.

Le fiere dell’artigianato artistico

La Fiera dell’Artigianato di Mogoro, giunta alla 56^ edizione, ospita i lavori di una novantina di artigiani, mentre l’esposizione Tessingiu è giunta alla cinquantesima e quest’anno è stata ospitata per la prima volta nei locali dell’ex cantina sociale di Samugheo, in un allestimento davvero molto ben riuscito e coinvolgente per i visitatori.

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I lavori degli artigiani sardi in mostra all’ex cantina sociale di Samugheo

Sempre a Samugheo è possibile visitare Murats, il Museo unico regionale dell’arte tessile sarda, che offre molte suggestioni con la Collezione del Principe dedicata al principe ismaelita Karim Aga Khan e altre esposizioni di pezzi rarissimi della tradizione tessile sarda.

Diverse nella rappresentazione, entrambe le fiere hanno introdotto quest’anno anche l’alimentare, nella convinzione che l’enogastronomia e la tradizione artistica si possano sposare perfettamente e possano valorizzarsi a vicenda avendo la Sardegna come comune denominatore di garanzia e qualità.

Un appello a visitare le due suggestive mostre è arrivato dai vertici della CNA Artistico e Tradizionale della Sardegna, secondo cui le fiere di Mogoro e Samugheo non soltanto permettono a chi giunge in Sardegna di immergersi nell’identità, nella storia e nella cultura sarda, ma danno anche ai turisti la garanzia di poter acquistare in sicurezza manufatti pregiati originali realizzati nell’isola. Proprio la frequente contraffazione, oltre alla concorrenza sleale da parte dei cosiddetti hobbisti, sono alcuni tra i problemi che maggiormente penalizzano l’ artigianato artistico isolano.

Le mostre mercato dell’ artigianato artistico, tipico e tradizionale di Mogoro e Samugheo sono un importante biglietto da visita per far conoscere il grande patrimonio dell’artigianato artistico della Sardegna”, ha spiegato il presidente dell’Unione Peppino Mele. “A Mogoro e Samugheo i visitatori possono ammirare e acquistare oggetti realmente realizzati nell’isola: i numerosi turisti che giungono in Sardegna nel periodo estivo non hanno solo l’occasione di calarsi per qualche ora in un ambiente che trasmette identità, storia e cultura, ma hanno la garanzia, se decidono di fare degli acquisti, di portarsi a casa manufatti realizzati nella nostra regione, dove l’estro, la creatività e l’impegno dei nostri maestri artigiani, si mostrano nella loro più alta espressione. E’ frequente, soprattutto nelle più note località turistiche isolane, che vengano spacciate per sarde produzioni che di fatto di sardo hanno poco o nulla, generando così un danno all’acquirente e all’economia regionale e allo stesso tempo lasciando intendere che certa paccottiglia sia di provenienza locale. Mentre l’artigianato nostrano è soprattutto qualità e pregio”.

Secondo Maria Antonietta Dessi, responsabile regionale della CNA Artistico e Tradizionale “le fiere di Mogoro e Samugheo sono ottime vetrine per intercettare i flussi turistici più sensibili alle produzioni d’eccellenzaProduzioni che, considerato il valore, si rivolgono ad un mercato in grado di remunerare l’impegno e la competenza del maestro che l’ha realizzato. L’artigianato sardo – spiega – deve però nel contempo trovare una collocazione nuova nelle nostre case e nei nostri ambienti. Non si tratta solo di oggetti utili all’abbellimento degli spazi. Molte produzioni hanno infatti una loro utilità concreta. Sono bellissimi da vedere ma anche pratici nell’utilizzo al pari di molti utensili di fattura industriale. Al contrario di questi ultimi sono però oggetti unici, realizzati da mani esperte, espressione più alta della nostra identità, della nostra cultura, del nostro saper fare”.

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