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Questione gender: Giuristi per la vita in prima linea a difesa della famiglia

Il responsabile regionale dei Giuristi per la Vita Alberto Agus ha tenuto a Cagliari un incontro sul tema La famiglia al tempo della questione gender

Innanzitutto bisogna sgombrare il campo da un equivoco: quella che viene comunemente definita questione gender, definizione che fa storcere il naso a molti, non ha nulla a che vedere con il superamento degli stereotipi tra uomini e donne, né con la giusta condanna di qualsiasi discriminazione delle persone omosessuali. La cosiddetta questione gender, che Papa Francesco ha definito uno “sbaglio della mente umana“, non è altro che il tentativo – su basi esclusivamente ideologiche – di superare la naturale differenza tra maschi e femmine per introdurre una identità sessuale che può essere cangiante e mutevole e dipende non più da una naturale conformazione biologica dell’individuo, ma da una sua percezione soggettiva. Solo Facebook, il social network più diffuso al mondo con oltre sei miliardi di iscritti, conta circa 150 diverse identità di genere che ciascuno può scegliere a piacimento.

Questa colonizzazione ideologica, sempre rimanendo all’analisi del Papa, non ha ovviamente nulla a che vedere con i diritti civili e con la libertà, come spesso ci fanno falsamente credere i mass media. Ma viceversa sembra aver molto a che vedere con la schiavitù e la dittatura. Perché, in un mondo sempre più globalizzato e senza punti di riferimento, avere delle persone con una sessualità indefinita, senza un lavoro sicuro, senza famiglia, senza fede e senza identità – dunque perfettamente manipolabili e soggette al potere economico delle grandi lobby – è evidentemente una cosa molto gradita a chi muove i fili del potere.

Non è un caso che l’informazione mainstream mondiale propagandi incessantemente modelli di sessualità ambigua, il cosiddetto gender fluid, e che ad esser presi di mira siano soprattutto i bambini, addirittura in età prescolare.

Alberto Agus
L’avvocato Alberto Agus, responsabile del Popolo della Famiglia e dei Giuristi per la Vita in Sardegna

Della famiglia al tempo della questione gender si è parlato a Cagliari in un incontro informativo organizzato dall’associazione Giuristi per la Vita e tenuto dal responsabile per la Sardegna Alberto Agus al salone della Parrocchia salesiana di San Paolo.

Durante l’incontro il legale ha cercato di chiarire – con molti esempi concreti e citazioni – i meccanismi con cui, attraverso i mass media, la legge, la giurisprudenza, la scuola e la sanità nella società moderna si tende gradualmente e sistematicamente a destrutturare la differenziazione, essenziale per la creazione della vita, quella tra maschi e femmine.

Avvocato Agus, questione gender e famiglia: qual è la situazione?

La situazione l’ha chiarita per l’ennesima volta Papa Francesco una settimana fa in un incontro alla Pontificia Accademia per la Vita. Ha ribadito, mi pare per la quarantatreesima volta tra interviste pubbliche, scritti e battute in conferenze stampa, il fatto che la questione gender è una bomba atomica sulla famiglia. E’ doveroso informare le famiglie e i giovani su questo gravissimo pericolo.

Che cosa sta succedendo in Sardegna?

La Sardegna non si differenzia dal resto dell’Italia e del mondo. Forse in Sardegna i mezzi di comunicazione di massa, ovvero i maggiori giornali e anche le televisioni, sono assolutamente oscurantiste su questo tema. E’ la classica strategia dell’oscuramento dell’informazione. Poca attenzione e molto pensiero unico dominante, ma soprattutto poco coraggio da parte dei giornalisti perché è un tema molto scomodo.

Come reagiscono le famiglie alle conferenze che fate sul territorio?

Le famiglie, una volta informate, passano da una fase di stupore e sgomento per l’enormità della questione all’azione. Sono motivate e pronte per combattere questa deriva nella vita quotidiana soprattutto nell’ambito scolastico. Generalmente ci ringraziano per aver reso possibile un’informazione che non troverebbero altrove.

In che situazione si trovano le scuole sarde?

Come responsabile regionale dei Giuristi per la Vita io vengo continuamente sollecitato dalle famiglie sarde. Posso dire che la scuola è completamente scoperta su questo tema. I recenti programmi scolastici nazionali, ma anche quelli regionali, penso anche a iscol@, consentono una ampia divulgazione della teoria gender nei piani scolastici attraverso psicologi e professionisti di questa ideologia.

Lei è anche responsabile del movimento politico Popolo della Famiglia: che margine d’azione può dare questa situazione?

Il movimento Popolo della Famiglia è incentrato principalmente sui temi della vita, dell’educazione e della famiglia. Una volta che avrà gli spazi pubblici doverosi (penso soprattutto alle politiche in cui non potranno negarci la visibilità per evidenti ragioni legali di par condicio) io credo che questo tema, se portato alla conoscenza degli italiani, riscontrerà un notevole successo. Per noi è un tema fondamentale molto più importante di tutti quelli portati avanti dai partiti classici e tradizionali che invece sono conniventi con il sistema e l’ideologia gender.

Cosa sta facendo oggi la politica per la famiglia?

La politica fa il gioco delle tre carte e sostanzialmente prende in giro gli italiani. Siamo reduci dalla conferenza nazionale sulla famiglia di fine settembre che si è risolta con un nulla di fatto. In poche parole il ministro Padoan ha detto che per la famiglia non ci sono soldi. Quindi invito tutti gli amici che lottano a difesa della famiglia ad unirsi in un fronte unico e sostenere il Popolo della Famiglia perché è l’unico movimento politico che ha a cuore realmente e senza compromessi questi temi.

Alessandro Zorco
Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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