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Esecuzione penale esterna: tegola Inail sulle associazioni di volontariato

Brutte notizie per le circa 200 associazioni di volontariato e cooperative sociali che in Sardegna ospitano a fini rieducativi persone che scontano una misura alternativa alla detenzione. I tentativi di affiancare alla cosiddetta giustizia retributiva, mirata solo a punire chi ha commesso un reato soprattutto di lieve entità, una giustizia riparativa che cerchi di riparare lo strappo sociale determinato dal reato reinserimento socialmente il reo, rischiano di scontrarsi contro il muro della burocrazia e degli adempimenti. Il mese scorso – rende noto il sito di informazione Sardegna Magazine l’Ufficio di Esecuzione Penale esterna per la Sardegna ha infatti recapitato una circolare in cui l’Inail richiede agli enti ospitanti di provvedere all’apertura di una posizione assicurativa Inail per tutti i soggetti sottoposti a misure alternative alla detenzione che prestano attività come lavoro di pubblica utilità presso le associazioni convenzionate.

Coordinato dalla responsabile Rossana Carta, l’Ufficio Esecuzione Penale Esterna di Cagliari è competente per le attività di cinque istituti di pena tra cui Cagliari-Uta e Oristano-Massama per oltre un migliaio di detenuti inseriti nel circuito delle misure alternative alla detenzione. Dal maggio 2014 sta tra l’altro sperimentando anche per gli adulti l’istituto della messa alla prova, previsto solitamente per i minorenni autori di reato. Come la responsabile ha recentemente spiegato durante un convegno sulla giustizia riparativa, si tratta di una procedura extraprocessuale che punta sul riavvicinamento tra vittime e autori del reato che, quando utilizzata, fa calare drasticamente la percentuale di recidiva (in Sardegna ci sono 2mila procedimenti pendenti di cui circa un migliaio a regime).

inail esecuzione penale esterna
La sede centrale dell’Inail

Non c’è dubbio che il nuovo adempimento penalizzerà in primo luogo le persone che devono essere reinserite in esecuzione penale esterna e solitamente devono scontare delle pene per reati di lieve entità. Oltre che ovviamente le associazioni di volontariato e le coop sociali che ospitano questi soggetti e li aiutano al reinserimento sociale attraverso lo svolgimento di lavori di pubblica utilità. Associazioni che, oltre che assicurarli, ora dovranno accollarsi altri oneri e pagare le ulteriori assicurazioni Inail.

La circolare dell’Inail fa riferimento all’articolo 1 commi 86 e 87 della legge Finanziaria 2017 in cui si prevede che i soggetti beneficianti delle agevolazioni siano coperti da assicurazione Inail senza specificare chi debba provvedere alla copertura assicurativa (il Ministero della Giustizia o l’ente ospitante). Secondo le associazioni isolane al pagamento del premio assicurativo dovrebbe essere obbligato il ministero della Giustizia in qualità di affidante, in quanto la responsabilità di sorveglianza del programma di recupero compete all’Ufficio Esecuzione penale esterna territoriale, mentre le associazioni affidatarie – che peraltro già sostengono i costi delle coperture assicurative previste dalla legge – si occupano solo dello svolgimento pratico della attività in qualità di delegati. Viceversa se i premi assicurativi Inail fossero posti a carico dei soggetti ospitanti costituirebbero un notevole e ingiustificato aggravio di spese per le associazioni che svolgono le attività convenzionate a titolo completamente gratuito. Con il rischio che associazioni e cooperative sociali alla fine vengano costrette a revocare le convenzioni con il Ministero della Giustizia, con buona pace della funzione rieducativa della pena prevista dalla Costituzione.

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