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Archivio di Villa Clara: i fascicoli saranno catalogati e digitalizzati

Finalmente qualcosa si muove per la conservazione dello storico archivio di Villa Clara dopo la petizione online lanciata lo scorso febbraio. La notizia è stata anticipata nei giorni scorsi dal giornale Ad Maiora Media: rispondendo ad una interrogazione del deputato Bruno Murgia (che aveva ripreso il nostro appello sulle condizioni di abbandono del fondo archivistico dell’ex ospedale psichiatrico cagliaritano) il sottosegretario al Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del turismo, Antimo Cesaro, ha annunciato che – proprio a seguito della petizione online – la Direzione Generale Archivi del ministero ha predisposto un progetto di conservazione e digitalizzazione delle circa 16mila cartelle del fondo, “da realizzarsi anche grazie agli strumenti informatici predisposti dalla Direzione stessa nell’ambito del progetto Carte da Legare”. La direttrice dell’Archivio di Stato – scrive Cesaro – ha trasmesso il progetto richiesto, che comprende lo spostamento dei materiali e il collocamento nei nuovi appositi armadi che erano già stati acquistati nel 2015, nonché la schedatura delle cartelle cliniche con il software Arcanamente, già predisposto per un primo progetto di digitalizzazione del fondo avviato nel 2007.

Per la sola movimentazione del materiale archivistico dagli scatoloni agli armadi la Direzione Generale Archivi ha disposto lo stanziamento di 1000 euro, somma richiesta dall’Archivio di Stato cagliaritano, ma – si legge nella risposta all’interrogazione parlamentare – sta provvedendo a reperire ulteriori risorse per la schedatura delle cartelle cliniche.

Il Ministero al Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del turismo tranquillizza dunque sulla sorte delle circa 16.000 cartelle cliniche appartenute ai pazienti ospitati dal 1896 al 1998 e assicura che l’ archivio di Villa Clara “non è stato abbandonato anzi è ben conosciuto e monitorato da questa amministrazione”.

La storia dell’ archivio di Villa Clara

La risposta del sottosegretario Cesaro ricostruisce la storia dell’ archivio dell’ex ospedale psichiatrico Villa Clara di Cagliari ricordando come, inizialmente, le cartelle cliniche dei ricoverati fossero collocate in parte dentro armadi lignei con le ante chiuse e in parte in scaffalature metalliche aperte. La differente collocazione – spiega il ministero – era legata alla costituzione di due diverse serie principali: una formata dai fascicoli correnti (anche quelli dei paesi pazienti ricoverati nella sezione staccata di Dolianova) e l’altra dai fascicoli dei malati deceduti quando ancora erano ricoverati.

Il primo censimento generale dell’archivio di Villa Clara risale già al 2004 con la schedatura di 700 cartelle cliniche da parte della Soprintendenza archivistica per la Sardegna. Pochi anni più tardi, nel 2007, era stato avviato un nuovo censimento finalizzato alla digitalizzazione dei dati, ma il progetto fu sospeso per la totale inagibilità dei locali. “L’archivio – ricostruisce il ministero – era infatti conservato in container di anguste dimensioni del tutto privi di impianti antifurto e antincendio”.

Nello stesso anno – ricorda la risposta del sottosegretario – la Soprintendenza archivistica aveva allestito al Palazzo Regio di Cagliari una mostra dal titolo “Pazzescamente”, a cura di Anna Castellino e Anna Paola Loi, con l’obiettivo di valorizzare il materiale documentario dell’archivio.

Nell’aprile 2010 il fondo è stato versato l’Archivio di Stato di Cagliari in ottemperanza all’articolo 41 comma 4 del decreto legislativo 42/2004 (versamento degli archivi di enti pubblici estinti all’archivio di Stato territorialmente competente), non essendone garantita la conservazione nei locali della Asl.

villa clara
Nei fascicoli dei pazienti di Villa Clara anche le lettere mai spedite ai familiari

L’ archivio di Villa Clara – si legge nella risposta – comprende fascicoli personali dei ricoverati, registri di ingresso e rubriche alfabetiche ad essi collegati. Nei fascicoli sono confluite le ordinanze di ricovero corredate dalle relazioni dei medici di famiglia, dalle lettere dell’ammalato mai spedite e da quelle dei familiari al direttore. Oltre alla corrispondenza tra le varie amministrazioni che hanno deciso il ricovero è presente inoltre l’intera storia clinica del paziente. Dalla fine della seconda guerra mondiale in avanti sono presenti anche le foto dei pazienti e i referti di analisi cliniche.

Da anni la Direzione Generale Archivi ha promosso il progetto “Carte da legare. Archivi della psichiatria in Italia” – ricorda il ministero -. Nel sito dedicato al progetto sono pubblicate tutte le informazioni dalle quali “è evidente come l’archivio non sia stato abbandonato anzi è ben conosciuto e monitorato da questa amministrazione” (anche se, per la verità, la parte relativa all’archivio di Villa Clara non è aggiornata dal 2015, ndr).

In relazione alle criticità rilevate nell’interrogazione parlamentare – che come la petizione paventava il rischio di una deperibilità dei fascicoli – il ministero ricorda che “il trasferimento all’Archivio di Stato di Cagliari è stato disposto con urgenza nel 2010, benché l’istituto fosse già all’epoca in carenza di spazi di personale, proprio per scongiurare il rischio concreto di perdita del materiale archivistico (costituente bene culturale ai sensi dell’articolo 10 comma due lettera B del codice dei Beni Culturali del paesaggio) dovute alle condizioni conserve conservazione assoluta mente non idonee“.

Le carte – si legge – vennero stipate in scatole senza indicazioni esterne che potessero orientare la ricerca, ciononostante l’Archivio di Stato sempre fatto il possibile per rispondere alle richieste di consultazione pervenute sia direttamente che tramite l’Asl”.

Il ministero ricorda inoltre che “nel luglio 2015 la nuova direttrice dell’Archivio di Stato ha provveduto ad acquistare armadi destinati ad ospitare la documentazione dell’ex ospedale psichiatrico e, grazie alla collaborazione del personale dell’Istituto, ha avviato un lavoro di ricognizione del materiale contenuto nelle scatole“.

Ora, opportunamente sensibilizzata dalla petizione online ripresa dalla preziosa interrogazione del deputato Bruno Murgia, la Direzione Generale Archivi ha fatto un passo in più, sollecitando un progetto per la effettiva conservazione dell’enorme patrimonio della memoria collettiva rappresentato dall’archivio di Villa Clara. Stanziando inizialmente mille euro per la materiale messa in sicurezza dell’archivio negli armadi acquistati nel 2015 e promettendo nuove risorse per remunerare la manodopera necessaria al lavoro di digitalizzazione dell’archivio con gli strumenti informatici già a disposizione.

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