Noi sardi per la Tanzania. Ovvero come fare solidarietà raccogliendo i tappi delle bottiglie di acqua, cocacola o aranciata destinate ad essere gettate nei contenitori blu della plastica. Una iniziativa semplicissima che spesso ha come protagonisti i bambini, attivissimi raccoglitori di tappi colorati a scuola o nelle loro famiglie, che in Sardegna ha avuto negli ultimi anni un boom eccezionale. Portata avanti dalla Onlus toscana Centro Mondialità Sviluppo Reciproco in quattordici regioni italiane e promossa in Sardegna dalla pagina Facebook Noi sardi per la Tanzania, l’iniziativa ha l’obiettivo di raccogliere fondi per le opere di approvvigionamento idrico nella regione di Dodoma, in Tanzania.

La semplicità della raccolta ha fatto sì che venga svolta ormai da più di 200 comuni sardi – spiega Marino Carta, amministratore della paginaNoi sardi per la Tanzania e animatore dell’iniziativa insieme a Gianluca Chessa, che cura attivamente la raccolta.

I tappi di plastica – spiega ancora Marino Carta – vengono pesati e macinati in alcune società di smaltimento che collaborano con l’iniziativa (in Sardegna il servizio è svolto dalla società LAM di Sestu) e l’intero ricavato della raccolta, circa 20 centesimi al chilogrammo, viene devoluto alla Onlus toscana che esegue materialmente i lavori per la costruzione dei pozzi d’acqua in Tanzania, nella regione di Dodoma interessata da una situazione di siccità al limite della sopravvivenza umana.

noi sardi per la tanzania

Tappi raccolti in Sardegna e destinati alla Tanzania

Cerchiamo la massima adesione da parte di tutta la Sardegna e in neanche due anni di vita della nostra pagina la risposta dei sardi è stata eccezionale, se confrontata con le altre regioni – spiega Carta –. I punti di raccolta devono avere semplicemente un po’ di spazio e la possibilità di mettere in mostra il volantino e far conoscere l’iniziativa nel proprio comune. Il resto lo facciamo noi promuovendo la raccolta sulla nostra pagina e nei gruppi locali. La consegna dei tappi – aggiunge il responsabile della pagina Noi sardi per la Tanzania – viene fatta dai punti di riferimento qualora si abbia la possibilità di scendere a Sestu o Cagliari. Oppure si opta per una staffetta coi paesi limitrofi. Ormai la “rete” è abbastanza fitta e ci si aiuta tra i paesi qualora non ci sia sempre modo di scendere verso Cagliari”.

“Pionieri nella raccolta solidale con diverse scuole elementari e medie, i cagliaritani si sono fatti superare (in termini di solidarietà) dall’entusiasmo sempre crescente delle altre province, in particolar modo del nord Sardegna, che non si fanno scoraggiare nemmeno dai tanti chilometri da percorrere per portare i loro tappi al centro di smaltimento. Il nostro obiettivo, ovviamente tenendo conto della bontà dell’iniziativa, è quello di avere dei risultati sempre migliori. Per il momento – conclude Marino Cartala Sardegna da questo punto di vista sta facendo un figurone”.