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Un miliardo e 663 milioni di euro. Sono i proventi che solo nel 2016 le multinazionali del gioco d’azzardo hanno raccolto in Sardegna. La nostra isola si conferma una terra di conquista, tanto che Lottomatica, il più importante colosso mondiale dell’azzardo, ha appena stretto un accordo con la Soprintendenza ai beni culturali per la città metropolitana di Cagliari e per le province di Oristano e Sud Sardegna finalizzato all’organizzazione di una serie di eventi dal titolo “Più tua Cagliari” che si terranno dal 9 al 18 giugno. In particolare come hanno riportato i media locali, Lottomatica ha finanziato il restauro di qualche centinaio di preziose lastre in vetro risalenti alla fine dell’Ottocento conservate nell’Archivio fotografico della Soprintendenza.

E’ un patto “da stracciare“, secondo il movimento SlotMob, che da qualche anno sta conducendo una importante battaglia di sensibilizzazione premiando i locali che scelgono di non installare slot-machine: “Cagliari non si può vendere all’azzardo“.

La Soprintendenza ai beni culturali per la città metropolitana di Cagliari e per le province di Oristano e Sud Sardegna ha stretto un accordo con Lottomatica, colosso del settore che dietro il rassicurante marchio “Gioco del lotto”, in realtà, gestisce slot-machine, gratta e vinci, poker online e scommesse – si legge in una nota -: tutto l’armamentario, insomma, che l’industria dell’azzardo, con il colpevole benestare dei governi degli ultimi anni, ha messo in piedi per drenare ricchezza dai più fragili e vulnerabili“.

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Una slot machine

Come è emerso durante un recente seminario organizzato a Cagliari dalla Caritas, l’industria dell’azzardo, una delle poche attività che in questo momento di crisi economica ha una grande mole di risorse da spendere, investe tantissimo nella pubblicità nei media mainstream, nella ricerca universitaria e con altri enti e istituzioni sportivi e culturali, in modo da sdoganare l’azzardo e far passare in secondo piano gli effetti disastrosi delle dipendenze causate soprattutto nelle fasce più deboli della popolazione.

Gli accordi di Lottomatica

Ricordando l’accordo stipulato nel 2014 dalla stessa Lottomatica con la città di Torino e il patto vigente tra la multinazionale dell’azzardo e il Coni, finalizzato a promuovere lo spot e finanziare le strutture sportive nelle periferie, SlotMob sottolinea come la Sardegna stia dimostrando una grande “capacità di resistenza civile e democratica che si esprime in tutto il territorio della Sardegna con una miriade di Slot Mob, cioè eventi pubblici creativi e festosi dove migliaia di persone decidono di premiare i locali che hanno rinunciato ai proventi dallo spaccio dell’azzardo di massa. Anche importanti comuni come Cagliari, Sassari e Alghero hanno emanato regolamenti restrittivi su orari e distanze per ostacolare l’incentivazione di un’offerta commerciale dell’azzardo anche come prevenzione delle sofferenza patologica dei singoli e del proliferare di tante forme di disagio sociale, come il cancro dell’usura“.

Davanti a tali evidenze, stupisce e addolora la sicumera esibita dalla campagna congiunta di Lottomatica e Soprintendenza ai beni culturali di Cagliari – si legge nel comunicato di SlotMob -. Non vogliamo credere davvero che la tutela del prezioso patrimonio artistico di una Regione così ricca di storia e di cultura, nonché di dignità civile e politica, sia nelle mani di chi si presta a tali impresentabili operazioni pubblicitarie senza accorgersi degli effetti controproducenti per la società intera, a cominciare dalla legittimazione di imprese che si arricchiscono con i soldi dei più fragili e vulnerabili e impoveriscono, sotto tutti i punti di vista, il nostro tessuto sociale e la comunità nazionale intera“.

Di Alessandro Zorco

Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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