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Riduzione drastica delle tasse alle imprese e ai cittadini per aumentare i consumi. L’America di Trump punta sul rilancio dell’economia con una vera e propria rivoluzione fiscale. Il Tycoon che ha sconfitto alle ultime presidenziali Hillary Clinton grazie all’appoggio fondamentale della classe media americana, avversa all’establishment dell’asse Obama-Clinton per cui facevano il tifo quasi tutti i media internazionali, ha annunciato di voler puntare su una politica fiscale aggressiva che possa appunto agevolare la classe media. Nei giorni scorsi i quotidiani italiani hanno dato notizia della rivoluzione fiscale che Trump ha intenzione di avviare per rilanciare l’economia statunitense.

Donald Trump ha infatti annunciato che sostituirà il complesso sistema tributario attuale, che prevede per le imprese americane aliquote fino al 38%, oltre i tributi locali, con una flat tax, cioè una tassa unica più leggera per tutte le aziende, pari al 15 per cento. Scopo dell’operazione, molto avversata dai suoi detrattori, è quello di accelerare la crescita dell’economia americana, rilanciare i consumi, aumentare la base imponibile e alla fine rimettere a posto i conti pubblici.

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Il nuovo presidente americano Donald Trump

Ai detrattori, che obiettano il fatto che la rivoluzione fiscale potrebbe causare nei prossimi dieci anni un ulteriore passivo di 2 mila miliardi di dollari di deficit sulle casse Usa Trump risponde spiegando che il buco sarebbe facilmente colmato dalla crescita economica conseguente dall’alleggerimento delle imprese finora tartassate. Queste infatti sarebbero in grado di assumere, investire, accrescere la produttività, aumentare i salari dei loro dipendenti. Insomma la rivoluzione fiscale annunciata da Trump creerebbe un circolo virtuoso in grado di generare una forte spinta ai consumi, componente che incide per oltre i due terzi sul Pil Usa.

La politica fiscale di Trump prevede anche un taglio delle aliquote per le persone fisiche dal 39% al 33%, anche questa una manovra promessa in campagna elettorale. Questa operazione, secondo il neo presidente, consentirebbe agli Usa di sanare più facilmente i conti pubblici, visto che la base imponibile si allarga e le entrate per il fisco crescono.

La rivoluzione fiscale di Trump si ripagherebbe direttamente con la crescita economica e gli effetti si avrebbero proprio sulla classe medio bassa americana: è una scommessa su cui sicuramente Trump si giocherà la credibilità nel suo Paese.

La speranza è che un minimo di questo coraggio possa arrivare ai governanti italiani che, in maniera miope, stanno pensando addirittura di aumentare le tasse sui consumi (IVA) in modo da dare definitivamente una spallata alla classe media italiana, sempre più impoverita.

Di Alessandro Zorco

Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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