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Cresia.net: l’ex direttore Bandinu chiede scusa a don Paolo Tammi

Una dichiarazione di scuse dell’ex direttore responsabile del sito internet Cresia.net, Bachisio Bandinu fa balzare nuovamente agli onori delle cronache dopo oltre cinque anni una delle pagine più oscure della Diocesi di Cagliari. Come riporta nel suo blog il sacerdote romano don Paolo Tammi che ha pubblicato la lettera, Bandinu ha espressamente ammesso che nel marzo 2011 il sito Cresia.net da lui diretto ha pubblicato uno scritto anonimo gravemente diffamatorio nei confronti del parroco romano senza verificarne la veridicità e senza garantire allo stesso don Tammi alcun diritto di replica.

Le scuse di Bandinu

tammi
L’ex Arcivescovo di Cagliari monsignor Giuseppe Mani insieme al Papa Emerito Benedetto XVI° in una foto tratta dal periodico Chorus

Nel marzo 2011 nella qualità di direttore responsabile del sito Cresia – scrive Bandinu nella lettera pubblicata sul blog di don Tammi – ho pubblicato un editoriale a corredo di una lettera non firmata inviata al Papa Benedetto XVI nel quale si riproponeva un racconto circolato in alcuni ambienti di Cagliari sul parroco romano Don Paolo Tammi. In tale racconto, di natura fortemente diffamatoria, si accusava il parroco di atti contrari alla morale cristiana e del tutto non consoni al suo stato sacerdotale”.

Tale commento tuttavia è stato pubblicato senza conoscere e valutare la versione di Don Paolo Tammi sui fatti narrati e senza nemmeno averlo mai interpellato né conosciuto – prosegue Bandinu -. Pur non avendo la premeditata volontà di avvantaggiare nessuno ritengo, pertanto, di dovere delle scuse a don Tammi, consapevole anche del male che tale pubblicazione gli ha provocato presso i suoi superiori diocesani e presso l’opinione pubblica. La vicenda, che poi si è poi trascinata in giudizio penale non ha agevolato alcun percorso di recupero, per cui desidero ora – per dovere morale di lealtà e per chiudere ogni contesa – chiedere scusa al reverendo Tammi per aver espresso un’accusa totalmente infondata, senza alcuna prova nei suoi confronti, e procedere ad un accordo di reciproca soddisfazione, che mi obbliga al pagamento della somma convenuta dai rispettivi legali a favore di Don Paolo Tammi”.

La lettera di scuse del direttore Bachisio Bandinu, autorevole esponente del mondo della carta stampata isolana (è stato anche direttore del quotidiano l’Unione Sarda), oltre a far riflettere sul corretto utilizzo del web soprattutto da parte dei giornalisti professionisti, punta nuovamente i riflettori su un periodo particolarmente oscuro per la diocesi cagliaritana.

Come è noto, il sito internet Cresia.net era stato creato nel 2010 per dare voce alla protesta dei parrocchiani di Sant’Eulalia, inviperiti dopo l’allontanamento del parroco don Mario Cugusi da parte dell’allora arcivescovo di Cagliari monsignor Giuseppe Mani. Il sito era stato oggetto di un parziale oscuramento da parte dell’autorità giudiziaria dopo la pubblicazione di una lettera anonima indirizzata a Benedetto XVI in cui – oltre ad una serie di pesanti accuse sulla gestione della diocesi da parte di monsignor Mani – si faceva appunto riferimento a un episodio che avrebbe avuto come protagonista don Paolo Tammi. Il sacerdote romano sarebbe stato accusato da un giovane diacono cagliaritano, diventato poi sacerdote nell’aprile 2015, di avere intrattenuto una relazione omosessuale con un giovane rumeno.

Cresia.net è infine scomparso definitivamente qualche mese fa dal web, probabilmente in seguito alla definizione dei procedimenti giudiziari avviati da don Paolo Tammi per ottenere giustizia.

Non è chiaro quali siano i collegamenti di questa vicenda con altri episodi avvenuti più o meno recentemente nella diocesi cagliaritana (se ne parla in anche in questo articolo), ma dalle parole – forse un po’ tardive – dell’ex direttore Bandinu si comprende definitivamente che le accuse contro don Tammi erano infondate e non erano state adeguatamente verificate prima della pubblicazione sul sito Cresia.net.

Don Paolo Tammi: finalmente giustizia

Tale ritrattazione mi fa vedere finalmente una giustizia, su una vicenda che ha pesato tantissimo sulla mia vita, dal giugno 2008, ovvero da quando negli ambienti della diocesi di Cagliari cominciarono a girare su di me alcune voci, che non provenivano certo dal nulla, ma che furono messe in giro da una certa persona – scrive don Paolo Tammi sul suo blog -. Dopo avere tentato inutilmente di avere giustizia in sede ecclesiastica, una giustizia a me negata – nonostante avessi vinto tre processi in foro ecclesiastico – da una sorprendente sentenza di una commissione vaticana, ora ho avuto invece giustizia in un’altra sede, quella dei Tribunali dello Stato, dopo che tale vicenda era finita sul tavolo della Procura e del Tribunale di Tempio – Pausania e persino in Corte di Cassazione. La sofferenza di tanti anni non si cancella e lascia i suoi segni anche adesso. Ma ora – dopo anni di lotta – ho finalmente visto un’alba chiara. E – pur risuonando in me le terribili parole del Salmo 93 che si chiede “Può essere tuo alleato un tribunale iniquo, che fa angherie contro la legge, si avventa contro la vita del giusto e condanna il sangue innocente?” – posso dire oggi che ancora esiste una  giustizia umana, sebbene così tardiva. Ringrazio di cuore Dio per questo inatteso regalo di Natale e tutti gli amici che mi sono stati vicini e che hanno sempre creduto in me e nel mio ministero sacerdotale. Grazie di cuore”.

Alessandro Zorco
Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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