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Dati personali: via libera del Parlamento Europeo all’Umbrella Agreement

Il Parlamento Europeo ha approvato l’accordo UE-USA per la protezione dei dati personali scambiati a fini di contrasto alla criminalità. L’accordo – detto Umbrella Agreement – garantirà standard alti e vincolanti per la protezione dei dati personali scambiati dalle autorità giudiziarie e di polizia sulle due sponde dell’Atlantico e sarà applicabile al trasferimento di tutti i dati personali (nomi, indirizzi o precedenti penali) scambiati tra l’Unione europea e gli Stati Uniti a scopi di prevenzione, individuazione, indagine e perseguimento di reati, compreso il terrorismo.

L’Umbrella  Agreement sui dati personali

Il cammino per la protezione dei dati transatlantici sta diventando chiaro“, ha dichiarato il relatore Jan Philipp Albrecht (Verdi, DE). “In futuro ci saranno finalmente norme vincolanti di qualità e diritti chiari per i cittadini di entrambe le sponde dell’Atlantico quando i dati saranno scambiati tra la polizia e le autorità preposte all’applicazione della legge. Dopo sei anni di negoziati stiamo aumentando la protezione dei dati con gli Stati Uniti a un nuovo livello. I diritti fondamentali dei cittadini saranno meglio protetti rispetto al basso standard attuale di mero reciproco riconoscimento delle norme“.

L’accordo – ha aggiunto – non rappresenta una base giuridica per il trasferimento dei dati, ma protegge quelli che sono già scambiati legalmente. Le autorità per la protezione dei dati possono verificare il rispetto in qualsiasi momento“.

Attraverso l’Umbrella Agreement i cittadini di entrambe le sponde dell’Atlantico avranno diritto ad essere informati in caso di violazioni della sicurezza dei dati, poter correggere le informazioni inesatte e chiedere il risarcimento dei danni.

L’accordo stabilisce, inoltre, i limiti per trasferimenti di dati successivi e del periodo di conservazione degli stessi.

dati personali
La tastiera di un pc

Preordinato alla necessità di Europa e Stati Uniti di scambiarsi dati penali e giudiziari per combattere il terrorismo e nello stesso tempo di proteggere le informazioni personali dei cittadini, l’Umbrella Agreement ha in pratica l’obiettivo di parificare i diritti tra i cittadini statunitensi, che fino ad ora hanno potuto ottenere le correzioni alla propria fedina penale anche in Europa, e i cittadini europei che non potevano invece avere  lo stesso diritto negli Stati Uniti.

In caso di omonimia con un criminale perseguito dalla giustizia americana – spiega il sito del Parlamento Europeo – dopo il varo di questo provvedimento anche un cittadino dell’Unione europea potrà ottenere la cancellazione del proprio nome – se necessario da parte di un giudice – una volta chiarito l’equivoco. Le informazioni che verranno trasmesse saranno ristrette solo a determinati fascicoli e solamente per la durata dell’indagine.

Questo – si legge ancora sul sito del l’Europarlamento – non vale per i dati societari o i servizi di intelligence, ambiti in cui la strada da percorrere per ottenere un miglioramento è ancora lunga negli Stati Uniti, dove la loro protezione non è paragonabile alla nostra. In futuro, gli standard per lo scambio di dati penali e giudiziari previsti dal trattato potrebbero essere la base per ulteriori accordi riguardanti lo scambio di informazioni o servizi di Intelligence”.

Nel 2010, a seguito delle richieste del Parlamento europeo, il Consiglio d’Europa aveva autorizzato la Commissione europea ad avviare negoziati su un accordo tra l’Unione europea e gli Stati Uniti in materia di protezione dati personali trasferiti in relazione alla cooperazione di polizia e giudiziaria.

I negoziati sono iniziati nel marzo 2011 e il primo accordo è stato raggiunto l’8 settembre 2015. In seguito all’adozione del Judicial Redress Act da parte del Congresso degli Stati Uniti nel febbraio 2016 che fornisce ai cittadini europei il diritto di chiedere il risarcimento negli Stati Uniti, l’accordo è stato firmato il 2 giugno 2016 dalla Commissione UE e dalle autorità degli Stati Uniti.

Il 18 luglio 2016, il Consiglio ha deciso di chiedere al Parlamento di dare il suo consenso, necessario affinché l’accordo possa entrare in vigore. Il provvedimento – approvato con voti 481 a favore, 75 contrari e 88  astensioni, spiana la strada al Consiglio per approvare la decisione finale che conclude il percorso di approvazione dell’accordo.

Il Parlamento Europeo non ha invece approvato le proposte del gruppo ALDE e del gruppo GUE per chiedere il parere della Corte di giustizia sull’accordo in merito alla sua compatibilità con i trattati UE.

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