albanese de simone

Ci sono anche i giornalisti Michele Albanese e Amalia De Simone tra i quaranta uomini e donne che nei giorni scorsi sono stati insigniti dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per essersi “distinti per atti di eroismo, per l’impegno nella solidarietà, nell’integrazione, nel soccorso, per l’attività in favore della inclusione sociale, nella promozione della cultura, della legalità, per il contrasto alla violenza”. Albanese e De Simone hanno  ricevuto l’onorificenza di Cavalieri della Repubblica dal presidente Mattarella che lo scorso anno aveva riservato la stessa onorificenza ad altri due giornalisti minacciati: Federica Angeli e Paolo Borrometi.

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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (immagine tratta da Internet)

Michele Albanese, cronista calabrese del Quotidiano del Sud, collaboratore dell’agenzia Ansa e consigliere nazionale della Fnsi, è stato nominato Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal presidente Mattarella “per aver affermato il valore della legalità e della libera informazione in un contesto con forte presenza criminale”. Come ha spesso raccontato dando testimonianza della sua vicenda professionale, è costretto a vivere sotto scorta dal 2014 per aver indagato e raccontato le realtà criminali di una delle zone a più alta densità mafiosa d’Italia, la Piana di Gioia Tauro.

Amalia De Simone, giornalista napoletana del Corriere.it e direttrice di Radio Siani (emittente anticamorra di Ercolano), che nei suoi reportage ha raccontato la cruda realtà della Terra dei fuochi, i traffici del clan dei Casalesi e i traffici di immigrati irregolari gestiti dalla mafia nigeriana, ha ricevuto l’onorificenza “per il suo coraggioso impegno di denuncia di attività criminali attraverso complesse indagini giornalistiche”.

Con la nomina di Michele Albanese, responsabile Fnsi per la legalità, e di Amalia De Simone a Cavalieri della Repubblica il presidente Sergio Mattarella riconosce il coraggio civile di due giornalisti con la schiena dritta e, come già avvenuto con il riconoscimento della stessa o onorificenza a Paolo Borrometi e Federica Angeli, richiama l’attenzione sul fenomeno preoccupante dei cronisti minacciati, costretti a vivere sotto scorta e che lavorano in zone ad alta densità criminale”, hanno commentato il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti.

Secondo Lorusso e Giulietti «il presidente della Repubblica va ringraziato per aver riproposto, con due nomine che hanno anche un alto significato simbolico nella battaglia per la libertà dell’informazione e dei cronisti, un tema sul quale la Fnsi chiede da tempo un intervento deciso del Parlamento, dove, purtroppo, sono finite su un binario morto le proposte di legge di riforma della diffamazione e il contrasto alle cosiddette querele temerarie”.

Per questa ragione il sindacato dei giornalisti ha avviato una mobilitazione per la riforma dell’editoria e la tutela dei cronisti minacciati.

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