madre speranza

Stigmate sanguinanti, estasi improvvise, fenomeni di bilocazione, attacchi furibondi e lividi derivati da misteriose percosse notturne, come accadeva ad un altro gigante della santità, Padre Pio da Pietrelcina. Madre Speranza di Gesù – mistica spagnola beatificata nel 2014 da Papa Francesco – è una figura ancora poco conosciuta in Sardegna. Eppure sono migliaia i pellegrini che ogni anno vanno ad immergersi nelle vasche dell’acqua sgorgata in mezzo ai monti di Collevalenza. Lì sorge infatti la piccola Lourdes italiana in cui, negli anni Cinquanta, la suora spagnola fece costruire un’opera immensa, l’unico santuario al mondo dedicato all’Amore Misericordioso di Dio. Quell’acqua – stando a centinaia di referti medici – sarebbe infatti capace di guarigioni miracolose, fisiche e soprattutto spirituali.

madre speranza
Pietro Iacopini, testimone oculare di tanti episodi sulla vita di Madre Speranza

Della figura di Madre Speranza si è parlato a Cagliari durante un incontro pubblico al quale hanno partecipato il Rettore del Santuario dell’Amore Misericordioso, Padre Ireneo Martin, e Pietro Iacopini, laico consacrato e testimone oculare di tanti episodi che riguardano la mistica spagnola a stretto contatto della quale ha vissuto per circa trentacinque anni.

Ex calciatore professionista (giocava nell’Ascoli) e professore di fisica, Pietro Iacopini ha lasciato tutto e tutti per seguire Madre Speranza a Collevalenza dove, insieme ad altri protagonisti, ha vissuto in prima persona migliaia di episodi che a tutt’oggi racconta ai pellegrini che incontra nel grande santuario in provincia di Perugia.

La vita di Madre Speranza

Nata nel 1893 a Santomera, regione della Spagna sud orientale, Madre Speranza, al secolo María Josefa Alhama Valera, è la prima dei nove figli di una famiglia poverissima. Sin da piccola, a sette anni, i genitori, papà agricoltore e mamma casalinga, la affidano al parroco della cittadina. María Josefa vive nella canonica con le due sorelle del parroco che le impartiscono la prima educazione e le insegnano i lavori domestici fino al 1915, quando all’età di 21 anni parte per farsi suora ed entrare nel monastero di Villena della Congregazione delle “Figlie del Calvario”.

Nel 1930 a Madrid Madre Speranza fonda la Congregazione delle Ancelle dell’Amore Misericordioso che vent’anni dopo avranno anche il ramo maschile: i Figli dell’Amore Misericordioso.

Nel 1951 si trasferisce con alcune consorelle a Collevalenza, piccolo centro montano in provincia di Perugia, dove su ispirazione divina progetta una grande opera, un santuario dedicato all’Amore Misericordioso di Dio.

In quel paesino dove secondo gli scienziati non si sarebbe mai potuta trovare l’acqua, Madre Speranza si ostina a far scavare un pozzo da cui, dopo parecchie peripezie e tentativi, inizia sgorgare l’acqua che ancora oggi continua a riempire le vasche dove migliaia di pellegrini vanno ad immergersi. Acqua che, come detto, pare susciti guarigioni fisiche e spirituali.

Il Santuario dell’Amore Misericordioso, dove Madre Speranza riceve ogni giorno centinaia di persone, viene riconosciuto Basilica Minore pochi mesi dopo la visita di Giovanni Paolo II, avvenuta nel novembre 1981.

Dopo una vita costellata da avvenimenti prodigiosi (stigmate, estasi frequentissime, bilocazioni inspiegabili e lotte furibonde con il demonio) Madre Speranza muore l’8 febbraio 1993. Viene sepolta in una cripta del santuario di Collevalenza e trent’anni dopo, nel luglio 2013, a conclusione di un iter canonico iniziato nel 1988, Papa Francesco approva il decreto della sua beatificazione, ufficializzata il 31 maggio 2014 nel santuario dell’Amore Misericordioso da lei fortemente voluto.

Le testimonianze di Padre Ireneo Martin e Pietro Iacopini sulla vita di Madre Speranza di Gesù sono riportate in questa puntata della trasmissione Cammino nel mondo – Storie di fede quotidiana andata in onda su Radio Bonaria.

Di Alessandro Zorco

Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *