nuova sardegna

Roberto Briglia e Gianni Vallardi, ex Mondadori e soci nel gruppo editoriale DBInformation (che conta tra le sue testate più prestigiose il magazine lifestyle La Grande Cucina) saranno per tre anni i nuovi editori del quotidiano sassarese La Nuova Sardegna. Ne ha dato notizia con una “breve” in Economia il quotidiano cagliaritano L’Unione Sarda.  “Finisce oggi, con l’annuncio dell’affitto per 3 anni da parte del gruppo Briglia-Vallardi, il periodo di incertezza e trattative per La Nuova Sardegna, dopo diversi mesi durante i quali diversi gruppi editoriali si sono candidati per la gestione o l’acquisizione del quotidiano sassarese”, scrive l’Unione Sarda.

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La vecchia sede della Nuova Sardegna in viale Regina Margherita a Cagliari: negli anni scorsi la sede è stata trasferita in via Mameli, ma la redazione cagliaritana del quotidiano sassarese è stata praticamente soppressa

Nei mesi scorsi la decisione del Gruppo l’Espresso-Finegil di cedere o per lo meno dare in affitto lo storico quotidiano sassarese aveva destato molta preoccupazione tra i lavoratori della Nuova Sardegna e in generale tra chi ha a cuore una informazione pluralista in Sardegna. La cessione (in affitto) della Nuova Sardegna è stata comunque una scelta obbligata, effetto della recente fusione tra il gruppo L’Espresso e la società editrice Itedi che controlla La Stampa. L’accentramento delle testate in capo ad un unico gruppo editoriale ha reso infatti necessaria la cessione di alcune testate per consentire a Gruppo L’Espresso di rispettare la normativa Antitrust, in particolare la legge 416/285 che prevede un tetto massimo del 20% di copie diffuse sul territorio nazionale per ogni gruppo. Ecco la necessità di liberarsi di alcune testate tra cui, oltre La Nuova Sardegna, La Città di Salerno e il quotidiano dell’Abruzzo Il Centro.

Nei mesi scorsi gli organismi di rappresentanza dei giornalisti, l’ordine e il sindacato, si erano schierati con i lavoratori della Nuova Sardegna paventando il rischio del venir meno dell’indipendenza della redazione finora sempre garantita dal gruppo editoriale l’Espresso – Finegil.

L’Ordine dei Giornalisti della Sardegna e l’Associazione della Stampa Sarda – chiedendo alla Regione Autonoma della Sardegna di impegnarsi perché tutti i passaggi di questa vicenda avvenissero “sotto un fascio di luce” – avevano definito questa nuova fase “un capitolo nuovo, allarmante e per ora molto illeggibile nella vita di un giornale che da 125 anni rappresenta una voce determinante per l’opinione pubblica isolana: è in questione un pezzo di democrazia, è in questione il presente e il futuro dell’informazione sarda”.

Anche il presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Gianfranco Ganau, intervenendo a sostegno dei lavoratori aveva spiegato che “i progetti di ristrutturazione aziendale, seppur necessari per rispettare le quote del 20% delle tirature nazionali dei quotidiani devono tener conto da una parte del radicamento nell’isola di uno dei principali quotidiani che hanno fatto la storia dell’editoria sarda, e dall’altra della specificità del nostro territorio, dove i temi dell’identità e dell’autonomia caratterizzano da sempre la storia di un popolo. Chi oggi ha il compito di scegliere il futuro della Nuova Sardegna, non può prescindere da questi aspetti”.

Oggi la notizia dell’affitto al gruppo Briglia-Vallardi pone temporaneamente fine all’incertezza sull’identità del nuovo editore. Ma gli interrogativi sul futuro della Nuova Sardegna sono rimandati di tre anni.

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