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Equitalia: per abolirla davvero bisognerebbe riformare veramente il Fisco

Cittadini e movimenti in rivolta contro lo strapotere del Fisco italiano e di Equitalia. Sabato prossimo 29 ottobre all’hotel Setar di Quartu Sant’Elena (dalle 10 alle 12.30) le associazioni e i movimenti promotori terranno un incontro sulla class action promossa nel 2012 contro Agenzia delle Entrate e Equitalia Riscossione spa. Nonostante il rigetto in primo grado delle loro istanze le associazioni (Movimento Artigiani e Commercianti liberi Sardegna, Associazione Giuristi Indipendenti, Movimento 5 stelle e Movimento Sardegna zona franca) cercheranno di ricompattarsi. Esiste infatti un’ampia parte dell’opinione pubblica isolana che contesta l’operato di Equitalia, Agenzia delle Entrate e Ministero dell’Economia e Finanze e vorrebbe riportarli nell’alveo di una corretta applicazione della legge.

La class action promossa nel 2012 contro Equitalia e Agenzia delle Entrate aveva l’obiettivo di contrastare l’aggressivo sistema di riscossione dei tributi utilizzato al Fisco italiano contro i cittadini “asseriti morosi” attraverso una società che opera in regime di sostanziale monopolio e ha sulle cartelle esattoriali riscosse un aggio del 9% riconosciuto dall’articolo 17 del decreto legislativo 112 del 1999. Aggio che secondo la giurisprudenza non è neppure dovuto.

Giustamente le associazioni chiedono alle istituzioni strumenti di maggior tutela dei cittadini e contestano la vessatorietà delle procedure di riscossione utilizzate dal Fisco italiano che spesso e volentieri arrivano all’espropriazione degli immobili e addirittura al blocco dei conti bancari e della carta di credito, atti che impediscono alle persone persino di vivere normalmente.

E’ in corso un’azione giudiziaria collettiva da me patrocinata contro queste amministrazioni fiscali, per contrastare le mancate applicazioni delle leggi e della Costituzione – scrive nella sua pagina Facebook Francesco Scifo, avvocato cagliaritano segretario politico del Movimento Sardegna Zona Franca e attivo da anni nella difesa dei cittadini dalle angherie del fisco (guarda la video intervista) -: il primo round è andato a loro ma dobbiamo appellare E VINCERE. Chiunque vuole partecipare e darci manforte è invitato, per lottare insieme contro questo potere illegittimo e prepotente. Vi aspetto tutti. Siamo stati i primi a iniziare la lotta e invitiamo tutti a partecipare e condividere la nostra battaglia per la legalità”.

La riforma del Fisco

fisco
Fisco: perchè non semplificare la vita agli italiani?

Eppure è evidente come la lotta contro colossi come Equitalia sia difficilissima. Il grosso problema è che in Italia abbiamo un sistema fiscale complicato che tartassa i piccoli contribuenti che vengono messi in croce per un debito non pagato, mentre lascia ampi spazi di discrezionalità ai grandi evasori.

In questi giorni presidente Renzi sta sbandierando ai quattro venti una presunta rivoluzione fiscale che porterà all’abolizione di Equitalia e alla sua sostituzione con un’altra agenzia di riscossione. Lo schema renziano è sempre il solito: gettare fumo negli occhi ai cittadini cambiando il nome delle cose, ma lasciandone inalterata la sostanza. Equitalia semplicemente si chiamerà Agenzia delle Entrate Riscossione.

Sarebbe invece necessaria una riforma radicale del Fisco che davvero semplifichi la vita ai contribuenti, premi gli onesti e intervenga su chi finora ha evaso allegramente il pagamento dei tributi facendo lievitare a dismisura la pressione fiscale per tutti.

Un sistema più equo alleggerirebbe infatti la pressione fiscale di tutti gli italiani liberando importanti risorse, aumentando i consumi e permettendo alla nostra economia di ripartire. E per giunta farebbe venire meno anche la necessità di monopolisti come Equitalia (o da domani Agenzia delle Entrate – Riscossione) ai quali è demandata la riscossione dei tributi con guadagni abnormi.

La novità della proposta di riforma del Fisco descritta in questo articolo, semplicissima ma radicale, è quella di diminuire la pressione fiscale attraverso la tassazione (con aliquota molto bassa) dei RICAVI e non più del REDDITO come avviene oggi.

È questa la vera novità. Tassando una piccola percentuale dei RICAVI tutti pagherebbero le tasse, si limiterebbe enormemente l’evasione fiscale (oggi chi paga le tasse lo fa anche per gli evasori) e vista la semplicità di calcolo si eviterebbero ai contribuenti tante spese di gestione della contabilità e allo Stato un dispendioso apparato di controllo, verifica e riscossione dei tributi.

Un sistema fiscale del genere sarebbe molto più semplice e premierebbe tutte le persone oneste, quelle che già pagano regolarmente le tasse fino all’ultimo centesimo e le pagherebbero molto di meno. È chiaro che sarebbe viceversa osteggiato dai disonesti, dagli evasori fiscali e da chi è solito falsificare i bilanci societari aumentando a dismisura le voci di spesa per finire regolarmente in perdita e non pagare nulla.

Oggi purtroppo si continuano a preferire soluzioni molto più complicate che premiano e arricchiscono le persone più furbe e senza scrupoli a discapito della maggioranza inconsapevole degli onesti che aprono il portafoglio e pagano per tutti. Ma le conseguenze e le ingiustizie sociali di un fisco iniquo sono sotto gli occhi di tutti.

Alessandro Zorco
Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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