nonni sportivi

La grana scoppierà la settimana prossima quando le società sportive che sono entrate in graduatoria per l’assegnazione di 36 palestre degli Istituti Scolastici Superiori della provincia di Cagliari non potranno proseguire la loro attività. Il motivo? Dal primo novembre – se non ci saranno proroghe – entrerà in vigore la nuova convenzione tra la Provincia di Cagliari e le società sportive. Convenzione che quest’anno non prevede i fondi necessari per pagare i “nonni sportivi”, cioè quei pensionati che a fronte di un piccolo rimborso spese curano la guardiania e la pulizia delle palestre rendendo le strutture utilizzabili senza ulteriori esborsi da parte degli istituti scolastici. La conseguenza di questo taglio è che – se non ci saranno contrordini – circa 12mila atleti cagliaritani, per la maggior parte bambini e adolescenti, rischiano di dover smettere di praticare sport. Tutto questo nonostante le società abbiano avviato la stagione da settembre provvedendo già a ricevere le iscrizioni e a pagare l’assicurazione dei propri atleti.

Il grido d’allarme è stato lanciato da numerose società che adesso paventano il rischio di un blocco totale a stagione iniziata delle loro attività in tante discipline sportive, dal calcio a cinque al volley e al basket: un’ipotesi devastante soprattutto nelle zone più a rischio di Cagliari e della provincia dove lo sport rappresenta per i ragazzi un’importantissima valvola di sfogo.

“Siamo venuti a conoscenza del fatto che tutte le palestre verranno chiuse in quanto la Provincia ha azzerato il capitolo di spesa per i nonni sportivi, 13 mila euro a bimestre, ossia circa 50mila euro per stagione, e gli istituti scolastici non possono contribuire economicamente alla gestione degli affidi esterni perché non di loro competenza – segnalano alcuni dirigenti sportivi -: questi fondi, in aggiunta a quanto pagato dalle associazioni sportive servono a pagare i nonni sportivi”.

Il servizio dei nonni sportivi

Sono circa 36 le palestre che i dirigenti scolastici degli istituti superiori della provincia di Cagliari mettono ogni anno a disposizione delle società sportive permettendo di accogliere ogni mese circa 12 mila giovani atleti. Palestre che la Provincia di Cagliari ha assegnato attraverso un bando di cui sono state appena pubblicate le graduatorie.

nonni sportivi
Pensionati leggono il giornale su una panchina

Decisivo per la gestione di questo sistema è il ruolo dei “nonni sportivi”, cioè dei pensionati che ogni giorno garantiscono la guardiania e la pulizia delle palestre permettendo con il loro importante servizio sociale lo svolgimento delle attività sportive.

Per molte di queste persone aprire e chiudere ogni giorno le palestre svolgendo piccole attività di pulizia e manutenzione ordinaria è un’occasione per rendersi ancora utili mettendo a disposizione dei ragazzi la loro attività. Ma per alcune di loro quel rimborso di circa 160 auro al mese rappresenta un’entrata aggiuntiva che gli permette di integrare pensioni minime di circa 500 euro e consente loro di pagare le bollette o affrontare altre piccole spese.

Il problema ha forti risvolti sociali perché lo sport a questi livelli ha uno scopo principalmente sociale – lamentano i dirigenti delle società sportive -: il blocco delle attività nelle palestre andrebbe a peggiorare fortemente la carenza di strutture destinate all’accoglienza sportiva dei giovani e, per gli anziani, verrebbe meno questa entrata fondamentale per arrivare a fine mese: qualcuno di loro percepiva 500 euro di pensione e 160 di contributo”.

L’azzeramento dei rimborsi per i nonni sportivi è stata oggetto di due interrogazioni, una al Consiglio regionale e una al Consiglio comunale di Cagliari. Segno che dopo la soppressione delle Province c’è parecchia confusione sulle istituzioni effettivamente competenti a gestire l’edilizia provinciale: la Regione Sarda o la città metropolitana di Cagliari?

Senza il reperimento dei finanziamenti molte delle strutture cagliaritane saranno costrette alla serrata – scrive il consigliere regionale Edoardo Tocco all’assessore regionale allo Sport Claudia Firino -. E’ necessario un intervento dell’assessorato regionale per assicurare il proseguimento di attività dal forte carattere sociale“.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *