medico legale

Il mozzo della Moby Prince Alessio Bertrand, recuperato oltre un’ora dalla collisione; la richiesta d’aiuto via radio; il mayday repray il mattino dopo; il corpo di un membro dell’equipaggio che risulta perfettamente integro sul ponte di poppa, vicino a tanti corpi carbonizzati, alle sei del mattino; le impronte lasciate sulle macchine in garage dopo che si era depositata la fuliggine. Queste prove dimostrano in modo netto che la tragica notte del 10 aprile 1991 sul traghetto Moby Prince tante persone sono sopravvissute in attesa dei soccorsi. Per ricostruire quanto è davvero avvenuto quella notte la Commissione d’inchiesta presieduta dal senatore sardo Silvio Lai ha dato incarico ad una apposita commissione medico legale che dovrà stabilire quanto è durata la vita a bordo del traghetto prima dell’arrivo tardivo dei soccorsi.

Lo staff medico legale

Nonostante le lacunose conclusioni dell’inchiesta ufficiale dicano il contrario risulta  evidente che a bordo del traghetto Moby Prince su cui sono morte 140 persone tra passeggeri ed equipaggio la vita è andata oltre i 20-30 minuti stabiliti dalle carte ufficiali. Per valutare questo importante aspetto, trascurato inspiegabilmente dall’inchiesta, è stato creato uno staff medico-legale, guidato dal professor Gian Aristide Norelli dell’Università di Firenze, che dovrà proprio occuparsi della sopravvivenza a bordo del Moby Prince. Ne farà parte anche la professoressa Elena Mazzeo, ordinario di Medicina Legale presso l’Università  di Sassari.

La notizia è scaturita in occasione della recente audizione dell’allora Comandante della Capitaneria di Porto di Livorno Gregorio Di Falco ed è stata comunicata nei giorni scorsi dal presidente della Commissione di inchiesta, il senatore Silvio Lai.

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Luchino Chessa in un fotogramma del documentario di Paolo Mastino

Esprimiamo piena soddisfazione per questa importante notizia che potrà contribuire a fare luce su quanto avvenuto quella notte”, ha commentato nel corso di un incontro che si è tenuto nei giorni scorsi al teatro comunale di Elmas Luchino Chessa, uno dei due figli del comandante della Moby Prince Ugo Chessa deceduto insieme alla moglie durante la tragedia.

Durante l’incontro – moderato dal giornalista de La Stampa Nicola Pinna, è stato nuovamente proiettato il documentario “Buonasera, Moby Prince” di Paolo Mastino, giornalista del TGr Sardegna e autore di una interessante sintesi di 25 anni di storia della Moby Prince con tante incongruenze e verità nascoste. Documentario per il quale il giornalista Rai, insieme a Luchino Chessa in rappresentanza dell’Associazione 10 Aprile – Familiari Vittime Moby Prince, è stato premiato dal Gremio dei Sardi.

https://www.youtube.com/watch?v=ETzHbwgpR0M

Dopo la proiezione del documentario gli aspetti inesplorati della sopravvivenza a bordo e la nuova indagine sul fronte medico legale sono stati al centro di un dibattito aperto al pubblico con i senatori Silvio Lai e Luciano Uras, rispettivamente presidente e vice-presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul Moby Prince.

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