New media: anche quella nei blog è una attività giornalistica

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Un blog di viaggi

Confezionare notizie su un blog e coordinare il lavoro dei blogger all’interno di una testata online è da considerare a tutti gli effetti una attività giornalistica e come tale presuppone il pagamento dei contributi all’Inpgi. Con una innovativa sentenza (n. 8395/2016) pubblicata nei giorni scorsi  la sezione lavoro del Tribunale di Roma ha accolto integralmente la domanda dell’Istituto di previdenza dei giornalisti che, a seguito di una verifica ispettiva del 2013, aveva chiesto il pagamento dei contributi a due giornaliste che avevano svolto attività consistente nel coordinamento dei blogger sul blog di una testata on line e nella gestione della pubblicazione di notizie su social network con modalità e caratteristiche per cui era ravvisabile la natura subordinata e giornalistica.

Il lavoro in un blog

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L’attività oggetto del giudizio si inseriva nell’ambito dello spazio dedicato ai blog di una testata online e consisteva di fatto nel confezionamento di notizie, nel coordinamento di oltre 400 blogger (ai quali venivano proposti gli argomenti da trattare), nonché nella selezione e indicazione delle notizie di maggior rilievo da evidenziare, ed infine nella modifica dei titoli e del contenuto dei testi.

In questo tipo di informazione – si legge in una nota dell’Inpgi – il Tribunale ha ravvisato gli elementi caratterizzanti l’attività giornalistica utilizzando un concetto “dinamico” di giornalismo, in continuo divenire, perché al passo con l’evoluzione degli strumenti di comunicazione e delle modalità espressive.

Il giornalista svolge una complessa attività di natura intellettuale, volta alla diffusione di notizie tramite vari strumenti di comunicazione (nei tempi recenti la notizia viaggia oltre che mediante tradizionale giornale cartaceo, anche attraverso la radio, la televisione, da ultimo, anche via internet) sicché l’attività stessa può atteggiarsi diversamente a seconda dello strumento di diffusione utilizzato“, si legge nella sentenza.

Per la prima volta la giurisprudenza prende dunque atto che il blog è da annoverare tra le nuove modalità espressive nel campo dell’informazione giornalistica online e dunque può ritenersi di carattere giornalistico anche l’attività d’informazione svolta all’interno dei blog.

Nell’attività del blogger i giudici hanno infatti ravvisato gli indici tipici elaborati dalla giurisprudenza per delineare l’attività giornalistica, ancorché atteggiati in modo diverso da quello proprio dei tradizionali canali di diffusione.

Il blog – secondo il tribunale –  è infatti “un contenitore … di commenti in merito alle notizie già note e aliunde divulgate al pubblico, e pertanto è uno strumento che comporta elaborazione e diffusione della notizia, ciò che è proprio del giornalista (essendo irrilevante il fatto che le notizie elaborate e diffuse siano eventualmente già note)“.

La pronuncia dei giudici romani – rileva l’Inpgi – assume particolare rilevanza in quanto interviene in un contesto, quello del mondo dei social network, che costituisce sempre di più lo spazio virtuale all’interno del quale le nuove generazioni attingono e si scambiano notizie, informazioni, commenti e riflessioni e che sta diventando – di fatto – un ulteriore sistema di comunicazione attraverso il quale si fa informazione.

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