Giubileo dei Migranti

E’ stata la risposta più sensata alle polemiche mediatiche suscitate dalla vicenda della scuola delle suore Mercedarie dove alcuni genitori sono arrivati addirittura a ritirare i figli dalla scuola per la presenza in classe di due minori non accompagnati. E dove le suore, dopo aver difeso a spada tratta la presenza dei due minori nel loro istituto, pare abbiano provvisoriamente assegnato loro un bagno ad hoc per cercare di placare quella assurda protesta. L’omelia dell’arcivescovo di Cagliari monsignor Arrigo Miglio al Giubileo dei Migranti che si è tenuto ieri nel Santuario di Bonaria, era incentrata proprio sui pregiudizi.

Sradicare l’albero dei pregiudizi è difficile – ha spiegato monsignor Miglio – anche perché il pregiudizio è presente anche all’interno di gruppi della stessa cultura e della stessa lingua. E’ presente tra chi – come nel caso dei genitori cagliaritani che hanno ritirato i figli dalla scuola delle Mercedarie – non riesce ad accettare i nuovi arrivati per la paura di chissà quali conseguenza, ma è presente anche tra i nuovi arrivati nei confronti di chi li vorrebbe accogliere.

Il Giubileo dei Migranti a Bonaria

Un momento della celebrazione
Un momento della celebrazione nel Santuario di Bonaria

Centinaia di stranieri che hanno deciso di stabilirsi in Sardegna e continuare a vivere nella nostra regione secondo le loro usanze hanno affollato ieri pomeriggio il Santuario di Bonaria dopo aver percorso la scalinata e aver varcato la Porta Santa. La stragrande maggioranza dei partecipanti al Giubileo dei Migranti faceva parte della nutrita comunità filippina di Cagliari che ha come punto riferimento il parroco di La Palma padre Saul Maquito. Ma ieri a Bonaria erano rappresentate tante etnie: africani, ucraini, sudamericani. La festosa liturgia – animata proprio dalla comunità filippina – è stata dedicata da monsignor Miglio alle suore Mercedarie che, ha detto il presule, “hanno sofferto a motivo del desiderio di accogliere e dare solidarietà”.

Oltre ai canti e alle preghiere in varie lingue la multiculturalità del Giubileo dei Migranti è stata testimoniata anche dai doni colorati portati all’altare durante l’offertorio che, simbolicamente, hanno rappresentato tutte le etnie presenti nel santuario di Bonaria.

Più volte tra le preghiere collettive è stata sottolineata la grande importanza del lavoro, questione dirimente se si vuole affrontare seriamente, senza ipocrisie e populismi, la complessa questione della migrazione nel nostro Paese.

Il Signore ci aiuti a favorire la possibilità di lavoro sia per chi è nato qui sia per chi è arrivato da poco – ha detto l’arcivescovo Miglio – perché favorire la possibilità di lavoro per tutti ci permetterà di rendere ancora più bella la nostra terra. Tutti abbiamo bisogno di aprire il cuore e cercare di camminare insieme partendo dalla comune appartenenza all’umanità e, come in questo caso, dal comune denominatore della fede. Anche perché – ha concluso – siamo tutti migranti e pellegrini sulla terra”.

Di Alessandro Zorco

Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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