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Pigliaru: sì ai punti franchi, ma la zona franca integrale non ci interessa

Si è impegnato di fronte alle richieste dell’avvocato cagliaritano Francesco Scifo per il riconoscimento dei punti franchi doganali, che in effetti non avrebbero bisogno di alcun riconoscimento ma solo dell’applicazione di una norma vecchia quasi vent’anni e mai attuata da una classe dirigente che non ci ha mai particolarmente creduto. Ma non parlategli di zona franca integrale perché si irrita: Francesco Pigliaru, presidente della Regione sarda, a quell’idea di Sardegna completamente esente dall’Iva e dalle altre imposte, dove la benzina si paga senza accise come a Livigno, non ci crede assolutamente.

Di queste cose abbiamo già abbondantemente parlato in campagna elettorale e poi qualcuno ha vinto le elezioni”, ha tagliato corto ieri, interrogato dai militanti del movimento zonafranchista che – dopo il sit in organizzato dal legale cagliaritano Francesco Scifo sotto il palazzo della Regione – hanno fatto irruzione a Palazzo Regio, dove Pigliaru stava partecipando a un incontro pubblico organizzato dal newmagazine Panorama.

zona franca integrale
Il sit in organizzato dall’avvocato Scifo davanti al palazzo della Regione Sardegna

Interpellato dall’avvocato Scifo, Pigliaru ha ribadito quanto più volte aveva ripetuto nell’ultima campagna elettorale quando il tema della zona franca, più che un argomento da approfondire e comprendere tecnicamente, era diventato uno dei punti di scontro frontale con il suo avversario Ugo Cappellacci. “Se stiamo parlando dei punti franchi per Olbia e Cagliari la Regione ha fatto la sua parte – ha detto Pigliaru all’avvocato Scifo -: se ci sono altri problemi di riconoscimento lo faremo come l’abbiamo fatto con la vertenza entrate opponendoci alla finanziaria 2016”.

Il no alla zona franca integrale

Ma quando la presidente del Movimento Zona Franca, Maria Rosaria Randaccio, ha ricordato come la recente modifica dell’articolo 8 dello Statuto Speciale (avvenuta con il decreto Legislativo n.116/2016 entrato in vigore nello scorso luglio) oggi riconosca alla Sardegna lo status di ultraperifericità (che implica la facoltà di incamerare direttamente i tributi che prima erano competenza dello Stato Italiano e di conseguenza il diritto dei cittadini sardi di avere il rimborso dell’Iva pagata) il presidente Pigliaru ha ribadito la sua totale contrarietà all’impostazione della zona franca data dal movimento.

Di queste cose abbiamo parlato in campagna elettorale ed allora qualcuno ha vinto le elezioni”, ha detto Pigliaru: “abbiamo già detto tante volte che una certa idea di zona franca ci sembra sbagliata. Da un lato ci sono i punti franchi che dobbiamo assolutamente avere. Anche se bisognerà vedere se funzionano, perché bisogna anche avere l’umiltà di vedere se le cose funzionano o non funzionano“.

Quanto alla possibilità di istituire la zona franca integrale, secondo il professor Pigliaru la Sardegna non è assolutamente una regione ultraperiferica nella definizione dell’UE. Comunque non è una regione paragonabile alle Canarie o alle Azzorre.

Ma possiamo combattere perché lo diventi – ha detto Pigliaru alla Randaccio – perché il concetto di perifericità non è ben valutato dentro la normativa europea. Siamo andati in Corsica e alle Baleari, due regioni che hanno uno status omogeneo al nostro: dobbiamo fare con la Spagna, con l’Italia e con la Francia una battaglia per farci riconoscere una condizione di insularità. A quel punto credo sia giusto che quella situazione di insularità possa dar luogo ad una fiscalità di vantaggio. Insomma  – ha proposto Pigliaru ai rappresentanti del movimento zonafranchista – facciamo insieme una battaglia per far riconoscere concretamente nella normativa europea (l’art 174 la riconosce, ma non è attuato) la perifericità delle nostre isole. Poi possiamo vedere quali sono gli strumenti a supporto del nostro sviluppo e la fiscalità di vantaggio è sicuramente una cosa giusta”. Ma sulla zona franca integrale il muro di Pigliaru è stato ancora una volta netto: non se ne parla assolutamente.

Alessandro Zorco
Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

3 COMMENTI

  1. Che commento fare ad una affermazione del genere, il Presidente e tutta la si giunta so dovrebbero dimettere non si sa se stia parlando di cose serie o di barzellette anche se con certe affermazioni non fa ridere nessuno.
    Si dovrebbe solo vergognare, invece di preoccuparsi del bene de Sardi si preoccupa di date lo zucchero a pochi e possibilmente suoi amici.

  2. Purtroppo la consapevolezza dei Sardi che vorrebbero è offuscata dalla cattiva informazione, gli altri, quelli che non vogliono, per garantire l’interesse delle grosse entità politiche e statali,fanno di tutto per mentire ai loro correggionali e rinnegano la loro terra e i sacrifici fatti dai loro padri. Traditori,vigliacchi,venduti. Assassini dei nostri e dei loro figli nel cercare di allontanare un futuro di benessere,lavoro e dignita’umana.
    LA ZONA FRANCA SARDA E’ UNA REALTA’OVVIA E CONSISTENTE, non la si potrà tenere nascosta per sempre, mentre gli altri stati membri ridono alle nostre spalle. Per quanto gli Italiani siano cosi’ c…….. da non avere neanche un porto franco commerciale in tutta l’Italia. BASTA SOLO CHE LO STATO ITALIANO DIA COMUNICAZIONE ALLA COMUNITA’EUROPEA della attivazione della zona franca della Sardegna. Non bisogna chiedere permessi ne discutere niente. Scalfaro nel ‘98 ne firmava la legge,sottolineando che era da applicare e far applicare da chi di dovere; dunque, questo professor Pigliaru di Sassari, dove centinaia di disoccupati e poveri vanno a mangiare ogni giorno alla Caritas,non solo si dimentica di avere una laurea che gli consente di leggere meglio di me una legge, si dimentica anche di essere Sardo,Sassarese e sopratutto fuori legge perché evita di rispettare e far rispettare la legge firmata dal presidente della repubblica SCALFARO nel 1998.
    Per me la Sardegna è zona franca e posso provarlo con tanto di leggi. Per chi non vuole o vuole nascondere questa realtà è ovvio che la Sardegna è vicina alla penisola e dista appena un tiro di schioppo.
    Se devo andare a Roma ad un ministero, minimo perdo 2 o 3 gg. di lavoro e spendo 4 ,5, 600 euro tra viaggio mangiare e dormire. Questa gente che ci governa la mettiamo noi a rappresentarci forse in cambio di una manciata di favori. E’ tempo di riprenderci la nostra terra e la nostra dignità perché non possiamo lasciare ai nostri figli questa mondezza!

  3. “Pigliaru: sì ai punti franchi, ma la zona franca integrale non ci interessa”
    A chi?
    Non mi pare che sia stato fatto alcun referendum per chiedere ai sardi se sono favorevoli all’istituzione della Zona Franca integrale, la quale NON INTERESSA a una certa classe politica in quanto non solo non potrebbe controllarne i benefici in esclusiva ma porterebbe benessere a tutti i sardi che in poco tempo si renderebbero conto di essere stati presi per i fondelli per decenni dai loro politicanti.
    Lascio un ultimo messaggio: colui che farà si che venga finalmente attivata la Zona Franca integrale in Sardegna avrà la carriera politica assicurata per sempre.

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