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Avvocato Scifo (Zona Franca): sit-in per difendere la legalità

Due giorni fa è stato per l’ennesima volta  a Roma, al dipartimento per le Politiche regionali della presidenza del Consiglio dei ministri, per discutere dell’attuazione della zona franca istituita in Sardegna dallo Statuto Speciale del 1948 e da un decreto legislativo del 1998. In quell’occasione l’Agenzia delle Dogane ha negato perfino la stessa esistenza delle leggi, finora inspiegabilmente inattuate, che prevedono la zona franca in Sardegna. Per questo motivo, Francesco Scifo, avvocato cagliaritano e segretario nazionale del Movimento Sardegna Zona Franca, ha deciso di passare ai fatti. Sabato mattina alle 11 l’ avvocato Scifo protesterà davanti al palazzo della Regione Sardegna, che nel giorno prefestivo sarà presumibilmente deserto, per chiedere simbolicamente alle istituzioni isolane – completamente addormentate sul tema della zona franca e in generale sui temi dello sviluppo e del lavoro –  il ripristino della legalità.

La protesta dell’ avvocato Scifo

Sono un avvocato della Repubblica Italiana – ha scritto qualche giorno fa Francesco Scifo sul suo profilo facebook dove ha postato il sottostante video che ha avuto oltre novemila visualizzazioni: “il 1 ottobre 2016 alle ore 11 sarò a Cagliari davanti alla Regione Sardegna viale Trento con un semplice cartello che ripeterà questo: Le leggi della Repubblica, come è il decreto legislativo n.75/98 che ha istituito le zone franche della Sardegna, si applicano e non si discutono. Basta anche una sola persona decisa per salvare la legalità e la democrazia. Chiunque è invitato”.

Se tutti gli attestati di stima e le adesioni che gli sono arrivate sulla rete non saranno soltanto virtuali, sabato l’ avvocato Scifo non sarà certamente solo. E questa iniziativa spontanea, questo urlo di dolore, questa richiesta di legalità al di là di qualsiasi schieramento di partito potrebbero ricompattare un movimento, quello della  zona franca, che due anni fa ha avuto un enorme contraccolpo negativo dalla decisione dei vertici di allearsi con il centrodestra alle ultime elezioni regionali. Spaccatura di cui si vedono ancora le conseguenze.

Perché in questa ultima protesta dell’ avvocato Scifo – che ricorda gli avvocati del periodo dei moti rivoluzionari in Sardegna che coraggiosamente mettevano a disposizione del popolo sardo le loro conoscenze in campo giuridico – si va oltre le distinzioni da addetti ai lavori tra zona franca doganale e zona franca al consumo, o tra punti franchi e zona franca integrale. Qui si tratta di combattere per la legalità: perché in Sardegna vengano applicate le leggi dello Stato. E il decreto legislativo 75 che nel 1998 ha attuato lo Statuto speciale è senza dubbio una legge dello Stato. Seppure mai attuata, per incompetenza o per mala fede dei nostri governanti.

E a proposito di legalità e di trasparenza la protesta dell’avvocato Scifo – che  qualche mese fa ha denunciato i responsabili dell’attuale disastrosa situazione economico-sociale che sta mettendo in ginocchio la Sardegna perfino alla Corte Penale internazionale dell’Aja per genocidio e crimini contro il popolo sardo – sarà l’occasione per portare alla luce anche alcune questioni dirimenti che fanno capire come oggi viene amministrata la cosa pubblica in Italia.

avvocato scifo
Una recente manifestazione del Movimento Sardegna Zona Franca

Ad esempio il tema presunti concorsi truccati all’Agenzia delle Dogane messo in evidenza da una recente inchiesta di Report. Inchiesta che sembra spiegare abbastanza chiaramente i perversi meccanismi con cui certi personaggi mediocri senza arte né parte, dotati di ben poche qualità ma di molti amici potenti, riescono sistematicamente a scalare le graduatorie dei nostri concorsi pubblici.

E sarà anche l’occasione per parlare della richiesta di commissariamento dell’Agenzia delle Entrate – organismo pubblico chiamato ad accertare il rispetto della legge da parte dei contribuenti – dove, come testimoniano numerose sentenze del Tar e del Consiglio di Stato, in questi anni pare si sia operando in continua e sistematica violazione della legge con la distribuzione di incarichi dirigenziali “senza concorso, senza criteri  e con un esercizio di discrezionalità del quale sfuggono al giudice amministrativo parametri e limiti”.  Perché, lo dice in una sentenza del 2015 il Consiglio di Stato:  “l’amministrazione finanziaria nel suo complesso è stata oggetto di una conformazione che l‘ha posta, nelle proprie strutture di vertice, e per anni, al di fuori del quadro delineato dai principi costituzionali”.

Questa è la situazione in cui stiamo vivendo. E questa è la lettera con cui il segretario nazionale di DirPubblica (Federazione del Pubblico impiego), Giancarlo Barra, chiede al presidente del Consiglio dei Ministri e al ministro dell’Economia il commissariamento dell’Agenzia delle Entrate.

La sola certezza, oggi, è che l’unica zona franca pienamente in vigore è la zona franca dalle regole che qualcuno si arroga il diritto di interpretare a suo piacimento. Per questo ben vengano persone che, come l’avvocato Scifo, si mettono in gioco e mettono in gioco la propria faccia per testimoniare la verità. Perché è pieno di persone che viceversa, per difendere i propri interessi particolari e le loro rendite di posizione, continuano a mettere la testa sotto la sabbia e ad essere complici di questo sistema marcio che ci sta portando alla rovina. Bravo Francesco Scifo!

 

Alessandro Zorco
Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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