nuova sardegna

Sono giorni difficili per l’informazione sarda. Non è certo una novità per chi bazzica questo settore, caratterizzato da un gran numero di giornalisti precari che vivono alla giornata senza alcun futuro professionale. Negli ultimi anni tante dolorose crisi aziendali hanno lasciato in mezzo alla strada centinaia di professionisti. Ma oggi la crisi sembra mordere anche le testate più solide. Testate che stanno subendo, come ovunque, un crollo delle copie dovuto da un lato alla disaffezione di tanti lettori e dall’altro alla concorrenza sempre più accanita dei giornali online, molto meno onerosi da gestire rispetto ad un giornale cartaceo. L’Unione Sarda ha subìto nei giorni scorsi un piccolo terremoto dopo le improvvise dimissioni del direttore Antony Muroni e la sua sostituzione con Emanuele Dessì che dopo aver gestito lo scorso anno una fase difficile per Videolina d’ora in poi sarà chiamato a dirigere tutte le testate del gruppo: Unione Sarda, Videolina e unionesarda.it. Cambio di guardia che si spera non preluda ad ulteriori tagli di personale. Ma a preoccupare maggiormente è la situazione della Nuova Sardegna la cui redazione in questi giorni è impegnata in una durissima azione di protesta contro l’annunciata cessione della testata dal parte del Gruppo l’Espresso-Finegil.

La vertenza Nuova Sardegna

Stando alle ultime notizie lo storico quotidiano sassarese dovrebbe essere ceduto o quanto meno affittato dal Gruppo l’Espresso-Finegil: cambio di mano che aprirebbe orizzonti molto incerti per i redattori che hanno proclamato immediatamente lo stato di agitazione, con il blocco delle dirette Facebook, delle dirette sportive e degli inserti, affidando al Cdr un pacchetto di cinque giorni di sciopero.

Il quotidiano La Nuova Sardegna non può essere messo al centro di operazioni finanziarie senza che in via preliminare sia assicurata l’indipendenza del giornale, finora garantita anche grazie all’imparzialità dimostrata in questi anni dallo stesso gruppo editoriale – si legge in un comunicato del Comitato di Redazione della Nuova Sardegna -. I nuovi possibili scenari prospettati dai vertici di Espresso-Finegil aprono una grave e inaspettata situazione d’incertezza sul futuro de La Nuova Sardegna”.

I giornalisti della Nuova Sardegna “denunciano e respingono con forza l’annuncio pubblico da parte dei vertici del Gruppo l’Espresso-Finegil ‘di avere in corso ragionamenti’ sulla possibile vendita o affitto della testata La Nuova Sardegna a soggetti terzi non ancora definiti. Vendita o affitto, sempre secondo l’azienda, si renderebbero necessari per rispettare le quote del 20% delle tirature nazionali dei giornali quotidiani stabilite dalla legge 416/285, in seguito alla decisione di fondere il gruppo l’Espresso con la società editrice Itedi. La risposta della redazione a qualunque delle due ipotesi prospettate dall’amministratore delegato Monica Mondardini è un no secco e senza appello”.

L’assemblea dei giornalisti della Nuova Sardegna – si legge nella nota – resterà convocata durante tutte le fasi del confronto sul futuro della Nuova Sardegna che l’amministratore delegato Monica Mondardini ha comunque assicurato di voler aprire con il Cdr, assistito dalla Fnsi.

Questo non è un passaggio di poco conto – scrivono l’Ordine dei Giornalisti della Sardegna e l’Associazione della Stampa Sarda intervenendo sulla  vertenza Nuova Sardegnacon un comunicato congiunto -. Non è semplicemente una fase complicata di una vicenda aziendale: è un capitolo nuovo, allarmante e per ora molto illeggibile nella vita di un giornale che da 125 anni rappresenta una voce determinante per l’opinione pubblica isolana”, scrivono i vertici delle organizzazioni dei giornalisti sardi.

Secondo Odg e Assostampa “è in questione un pezzo di democrazia, è in questione il presente e il futuro dell’informazione sarda. Di sicuro per adesso c’è soltanto il passato, che parla di garanzie per i lettori e per i lavoratori dell’informazione, di pluralismo e di scelte editoriali leggibili e trasparenti. I giornalisti, ma prima ancora i cittadini e le Istituzioni che li rappresentano, hanno il diritto di conoscere il futuro dell’informazione. Hanno il dovere di pretenderlo. L’Assostampa e l’Ordine dei Giornalisti sono accanto ai giornalisti della Nuova Sardegna, condividono la loro protesta e la loro preoccupazione e chiedono alla Regione Autonoma della Sardegna di impegnarsi perché tutti i passaggi di questa vicenda avvengano sotto un fascio di luce”.

Preoccupazione e massima attenzione sull’imminente cessione della Nuova Sardegna da parte del Gruppo editoriale l’Espresso – Finegil è stata manifestata anche dal presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Gianfranco Ganau. “Non è certo compito della politica entrare nel merito di scelte imprenditoriali – ha dichiarato  Ganau – ma credo che le istituzioni abbiamo il compito di vigilare e provare a garantire il massimo del pluralismo e dell’autonomia. I progetti di ristrutturazione aziendale, seppur necessari per rispettare le quote del 20% delle tirature nazionali dei quotidiani devono tener conto da una parte del radicamento nell’isola di uno dei principali quotidiani che hanno fatto la storia dell’editoria sarda, e dall’altra della specificità del nostro territorio, dove i temi dell’identità e dell’autonomia caratterizzano  da sempre la storia di un popolo. Chi oggi ha il compito di scegliere il futuro della Nuova Sardegna, non può prescindere da questi aspetti. Ai giornalisti, tecnici e collaboratori del quotidiano – ha concluso – esprimo solidarietà, a nome di tutto il Consiglio regionale della Sardegna, garantendo il massimo sostegno nel rispetto dei ruoli e delle competenze di ciascuno, e condividendo appieno il diritto legittimo, manifestato con la proclamazione dello stato di agitazione, di essere informati sui principali passaggi di questa delicata transizione”.

Il cambio di guardia all’Unione Sarda

A preoccupare gli addetti ai lavori è però anche la situazione dell’Unione Sarda. “Lo scopo della nomina di un unico direttore per tutti i nostri mezzi d’informazione è quello di garantire coerenza e armonia ai contenuti multimediali offerti ai nostri lettori, telespettatori, radioascoltatori e utenti web, così che qualunque sia la loro preferenza possano ritrovare sempre lo stesso stile, stessa linea editoriale e il medesimo “tono di voce”, come si dice per il mondo di internet”, ha scritto venerdì Sergio Zuncheddu in un anomalo editoriale in cui ringraziava Muroni per il lavoro svolto e presentava ai lettori dell’Unione il nuovo direttore Emanuele Dessì al quale – si legge – è stata affidata una grande responsabilità: “quella di fare ogni sforzo possibile per garantire un futuro a questa prestigiosa Testata giornalistica e a tutti coloro che, all’interno di questa Azienda, sono concentrati e impegnati con me ad assicurare una migliore qualità, credibilità e autorevolezza dei contenuti e, di conseguenza, un maggiore successo in edicola”.

Questi i fatti. Ma cosa davvero succederà nella già disastrata informazione isolana lo scopriremo soltanto leggendo.

Di Alessandro Zorco

Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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