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Tuvixeddu deve essere riconosciuto monumento Unesco

Se chiedi a un cagliaritano come si arriva a Tuvixeddu il più delle volte non lo sa. Tant’è che il parco – che dovrebbe rendere accessibile ai cittadini e ai turisti un patrimonio archeologico che ci invidia tutto il mondo – è perennemente vuoto. Non c’è un cartello che indichi che per entrare a Tuvixeddu bisogna passare da via Falzarego. Se per caso una comitiva di turisti decidesse di inerpicarsi per le strade di Cagliari e cercasse la più grande necropoli fenicio-punica del Mediterraneo (che di per sè meriterebbe l’inserimento nel patrimonio mondiale Unesco )  la strada è talmente stretta che il loro pullman non riuscirebbe ad arrivarci. Infine, se quei turisti riuscissero dopo tante peripezie ad arrivare a destinazione non ci sarebbe una guida turistica a spiegargli la storia del sito, né un punto di ristoro per permettergli di rinfrescarsi bevendo una coca cola fresca.

Tuvixeddu è il paradosso dei paradossi cagliaritani. E’ un’area che tutto il mondo ci invidia, ma è quasi totalmente degradata. E’ stata oggetto di un’epica battaglia legale tra la Regione e alcune imprese costruttrici che ha costretto a un maxi indennizzo che ha portato a sprecare un mare di denaro pubblico. Spreco peraltro inutile, perché nonostante la stampa e la politica per anni abbia raccontato una cosa molto diversa, a quanto pare, la zona contesa da tanti anni non ha alcuna rilevanza archeologica.

Nel contempo invece – come testimonia la sottostante galleria fotografica – gli 80 ettari in cui insistono le tombe sono in gran parte lasciati al degrado, in balia di disperati che ne hanno fatto la loro abitazione. Nel corso degli anni i tombaroli hanno fatto man bassa dei corredi funerari. Artigiani e commercianti della zona hanno fatto delle tombe i magazzini per le loro attività. La stessa tomba di Rubellio, restaurata e inaugurata in pompa magna lo scorso giugno, è inaccessibile perché manca un accesso pubblico: per entrarci bisognerebbe chiedere il permesso a un condominio privato.

Tuvixeddu: una proposta per il rilancio

Per superare un immobilismo che ormai dura da decenni Roberto Copparoni (Verdi) e Francesco Accardo (Centro studi Riformatori Sardi) hanno presentato un progetto per la rivalutazione del sito chiedendo l’avvio formale iter per la istituzione di Tuvixeddu come sito Unesco, essendo la necropoli fenicio punica più estesa del Mediterraneo.

“È necessario un impegno politico forte da parte del Comune per togliere dal degrado questa zona e restituirla completamente alla collettività, non solo con interventi puntuali come la risistemazione della tomba di Rubellio, ma con un intervento pianificato e complessivo che abbracci simbolicamente il quartiere di Sant’Avendrace”, spiegano Copparoni e Accardo. “Attualmente Tuvixeddu non è altro che un semplice parco urbano, ma gestito male se si pensa all’eco mediatica avuta negli scorsi anni e al patrimonio storico, culturale e naturalistico di quest’area. La zona è stata infatti affidata all’assessorato comunale al verde pubblico, con le conseguenze che questo ha determinato: non c’è cura dell’aspetto archeologico e l’impressione è quella di poter essere in qualsiasi parco (poco) verde della città”.

Queste, schematicamente, sono le iniziative proposte dai due esponenti politici per il rilancio immediato di Tuvixeddu in attesa che venga definita al meglio la situazione complessiva sulla proprietà delle aree:

  • passaggio di competenze dall’assessorato al verde pubblico all’assessorato ai beni culturali;
  • assegnazione del servizio di guida ad associazioni abilitate;
  • creazione di un accordo scuola-lavoro per l’inserimento di giovani studenti dei licei cagliaritani come guide e responsabili dell’area;
  • realizzazione di un accesso alla tomba di Rubellio anche da vico II Sant’Avendrace, per evitare di chiedere il permesso di accesso al condominio privato;
  • ultimo ma non ultimo la richiesta insieme a tutte le altre amministrazioni competenti di avvio del formale iter per la istituzione di Tuvixeddu come sito UNESCO essendo la necropoli fenico punica più estesa del Mediterraneo.

Della situazione di degrado dell’area di Tuvixeddu abbiamo parlato anche in questa intervista a Roberto Copparoni, presidente dell’associazione Amici di Sardegna, andata in onda su Radio Bonaria.

Alessandro Zorco
Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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