La Pubblica Amministrazione italiana è informata al principio di trasparenza. Un principio al quale deve ovviamente attenersi anche Equitalia, agente unico per la riscossione dei crediti tributari, che ha il dovere di rispondere alle richieste di accesso agli atti da parte dei contribuenti che ne fanno richiesta. E’ questo il motivo per cui la Procura della Repubblica di Sassari ha chiesto il rinvo a giudizio per omissione di atti d’ufficio per tre dirigenti regionali di Equitalia che non avevano risposto alle richieste di un artigiano gallurese che chiedeva di accedere agli atti per provare a contestare la mancata notifica di una cartella che non aveva mai ricevuto.

Le accuse ai dirigenti di Equitalia

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La richiesta di rinvio a giudizio della procura della Repubblica di Sassari

Nella coraggiosa richiesta di rinvio a giudizio la Procura sassarese contesta ai tre pubblici ufficiali (il responsabile dell’Ufficio gestione ruoli, il direttore centrale e il responsabile dell’ufficio relazioni contribuenti di Equitalia) il reato di omissione di atti d’ufficio in concorso tra loro “per avere omesso di adempiere alla legittima richiesta del contribuente con riferimento ad alcune cartelle esattoriali da lui non ricevute di avere in copia chiara la relata di notifica e di conoscere il nome del messo notificatore, il suo atto di nomina e l’autorizzazione ad esercitare nel territorio comunale, per i quali aveva interesse al fine di contestare la corretta notifica”.

Il Giudice per le indagini preliminari di Sassari (che deciderà il prossimo novembre sulla richiesta di rinvio a giudizio per i tre funzionari) ha autorizzato – su istanza dell’avvocato cagliaritano Francesco Scifo, procuratore dell’artigiano – la chiamata in causa di Equitalia come responsabile civile per una richiesta risarcitoria di 100mila euro.

I tre funzionari di Equitalia – fa sapere l’avvocato Scifo – non avevano ottemperato alle ripetute richieste dell’artigiano gallurese neppure dopo un ordine di esibizione arrivato dalla Commissione per l’accesso presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.

E’ una lotta senza quartiere perché lo Stato rispetti la legalità e noi la combattiamo per tutti”, spiega l’avvocato Scifo invitando tutte le associazioni che difendono i contribuenti sardi in casi simili (“in cui Equitalia non ha risposto alla richieste di accesso agli atti o non ha applicato la legge 228/12 art.1 comma 540 nonostante la richiesta del contribuente“) a chiedere di costituirsi parte civile alla prossima udienza che sarà fissata per il procedimento.

Queste prassi di discrezionalità nell’applicare le leggi dello Stato devono finire – aggiunge il legale -. Il mondo sarà migliore se lo costruiremo noi sul semplice principio di legalità e di uguaglianza di tutti davanti alla legge: anche lo Stato deve rispettare le regole che si da. Noi lavoriamo insieme per questo”.

Di Alessandro Zorco

Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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