cartelle pazze ex enpals

L’Inps annullerà le cartelle pazze recapitate ai lavoratori ex Enpals all’inizio di luglio solo ed esclusivamente se riceverà una formale richiesta da parte dei lavoratori. Lo sottolinea in una nota la Slc Cgil che invita i lavoratori autonomi dello spettacolo che hanno ricevuto la richiesta di pagamento dei contributi relativi al 2010 a recarsi quanto prima nei propri patronati dislocati su tutto il territorio nazionale per effettuare gratuitamente la contestazione delle cartelle pazze attraverso posta elettronica certificata.

Si intravede dunque uno spiraglio di luce per i tanti lavoratori dello spettacolo che (anche in Sardegna) come abbiamo già raccontato in questo sito nei primi giorni di luglio hanno ricevuto dall’Inps una raccomandata con cui l’Istituto contesta il mancato pagamento di contributi, a suodire dovuti alla Gestione Separata e ne sollecita il pagamento entro 30 giorni unitamente ad una sanzione: cifre che variano da poche centinaia a diverse migliaia di euro che hanno comprensibilmente scatenato il panico tra i lavoratori.

cartelle pazze
Contributi previdenziali: le cartelle pazze si devono contestare inviando un modello tramite pec

La beffa delle cartelle pazze

Come mai l’Inps non ha verificato in tale istituto se c’erano i contributi, cosa che per altro afferma, nella lettera, di avere fatto?“, scrive la Cgil ricordando che in seguito all’emanazione della legge 214 del 2011 i contributi che i lavoratori dello spettacolo sono sempre stati obbligati a versare all’Enpals sono finiti nelle casse dell’Inps .

E’ singolare che invece imponga di versare il contributo alla gestione separata dimenticando che la particolarità di questi lavoratori autonomi è anche che il contributo è ripartito tra lavoratore e committente e quest’ultimo ha l’obbligo di versarlo“, presegue la nota. “Noi dell’Slc-CGL ci siamo attivati immediatamente a livello nazionale e locale, raggiungendo centinaia di lavoratori che nel frattempo avevano provato diverse strade tra le quali il ricorso elettronico che, per qualche ragione, vedevano sempre respinto”.

E’ importantissimo informare chi avesse ricevuto la raccomandata che l’INPS provvederà ad una verifica e quindi all’annullamento del provvedimento esclusivamente nel caso in cui venga ricevuta una richiesta da parte del lavoratore interessato. Per questo motivo – conclude la nota – invitiamo i lavoratori a recarsi nei nostri patronati Inca su tutto il territorio nazionale nei quali è disponibile un modello per effettuare gratuitamente la contestazione attraverso posta elettronica certificata (PEC)“.

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