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I cagliaritani e il servizio di bike sharing

Bike sharing e ascolto: ecco come ho fatto a convincere i ragazzi. Esattamente un mese fa il quotidiano Repubblica sintetizzava così la ricetta con cui il sindaco Massimo Zedda ha convinto i cagliaritani a confermarlo al primo turno delle recentissime elezioni comunali. Da questa dichiarazione si dovrebbe dedurre che il servizio di bike sharing, citato dal primo cittadino, abbia avuto in questi anni risultati eclatanti. E che i ragazzi cagliaritani abbiano percorso con gioia ed entusiasmo le piste ciclabili realizzate in gran parte delle strade cittadine, tracciate talvolta addirittura sui marciapiedi.

Eppure da una superficiale ed empirica osservazione del fenomeno, risulta che più che dal servizio di bike sharing i cagliaritani sono attratti dalle due ruote soprattutto quando si tratta di smontarle per fregarle. Basta infatti lasciare una bici incustodita qualche giorno in una strada cittadina per capire quanto i cagliaritani, oltre che dalle due ruote, siano attratti anche dai pedali, dai manubri, dai fanalini e soprattutto dai sellini. Non ne perdono uno. Di solito lasciano della bici solo il telaio perché è attaccato con la catena ad un palo della luce (ma talvolta riescono persino a fregarsi anche il palo).

bike sharing
Una bicicletta abbandonata in una strada del centro di Cagliari

Il servizio di bike sharing

Inaugurato nel 2012 il servizio di bike sharing è costato – stando a notizie di stampa – circa 500 mila euro alle casse comunali (circa 72mila annuali). Eppure, nonostante si trattasse di un servizio estremamente innovativo e interessante, il bike sharing non è mai davvero decollato in città. Forse per la poca abitudine dei cagliaritani a muoversi sulle due ruote in una città a tratti molto impervia, forse per la scarsa sicurezza delle piste ciclabili realizzate spesso tra i marciapiedi e le auto parcheggiate (con il rischio per i ciclisti di essere presi a sportellate).

Bike sharing
Biciclette comunali al Cimitero di Bonaria – Cagliari – Foto di Adriano Vargiu

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Biciclette comunali al Parco di Terramaini – Cagliari – Foto di Adriano Vargiu

D’altronde il sistema di bike sharing, così come è stato organizzato in questi anni, non ha mai permesso neppure ai turisti che arrivavano a Cagliari per qualche giorno di prendere a noleggio una bicicletta per andare al Poetto, in quanto per ottenere la tessera bisognava aspettare come minimo venti giorni.

Morale: attualmente il servizio pare sia stato ufficialmente sospeso (questo per lo meno si legge nel sito Bicincittà) anche se cinque colonnine su dieci (Piazza Palestrina, Piazza Giovanni XXIII, Cimitero di bonaria, via Is Mirrionis e Parco di Terramaini) risultano ancora operative (molte biciclette sono state saccheggiate dai vandali). Non sono operative invece e colonnine di via Sonnino, Piazza Repubblica, Marina Piccola, Piazza Matteotti e viale Buoncammino.

Ora, viste le considerevoli somme pubbliche spese, l’auspicio è che il servizio di bike sharing del Comune di Cagliari venga ripristinato in maniera efficiente. E magari che venga ideato un sistema che consenta anche ai turisti di prendere le biciclette a noleggio (non ci vuol molto, basterebbero delle tesserine prepagate a tempo). Con la speranza, infine, che i cittadini cagliaritani meno attenti imparino, oltre che a smontarle, ad utilizzare le biciclette per salirci sopra e pedalare.

 

Alessandro Zorco
Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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