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Diritti dell’infanzia: i dati drammatici del rapporto CRC

Bisogna approvare urgentemente la proposta di legge sulla protezione dei minori stranieri che giungono in Italia senza i loro genitori. E’ una delle 143 raccomandazioni contenute nel 9° Rapporto di monitoraggio dell’attuazione della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (CRC) che le 91 associazioni del Gruppo CRC hanno pubblicato nei giorni scorsi in occasione del 25° anniversario dalla ratifica della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia. Il rapporto – oltre a ricordare la drammatica situazione delle migliaia di adolescenti stranieri che scompaiono letteralmente dopo essere giunti nelle nostre coste a bordo dei barconi – offre una fotografia molto significativa della situazione generale dei minori in Italia rivolgendo, come detto, 143 raccomandazioni ai rappresentanti del Governo, agli Enti Locali e ai parlamentari perché ogni istituzione, nel proprio ambito, possa risolvere le tante problematiche e migliorare le politiche per l’infanzia e l’adolescenza in Italia.

Il rapporto CRC 2016

Il dato che salta agli occhi nell’imponente dossier CRC 2016 di oltre 200 pagine intitolato I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia è che nel nostro Paese un minore su dieci è povero. Le ultime statistiche, risalenti al 2014, evidenziano che i minori in condizioni di povertà assoluta sono un milione e 45 mila e le situazioni più drammatiche sono rappresentate dalle famiglie al cui interno ci sono più figli minorenni: la povertà incide maggiormente in famiglie composte da oltre cinque persone e nel caso di coppie con 3 o più figli soprattutto se questi sono minori.

Ma la cosa che preoccupa maggiormente non è solo la dimensione economica di questo diffuso fenomeno che potrebbe essere combattuto con delle vere politiche di sostegno alle famiglie numerose: la mancanza di mezzi di tante famiglie italiane si ripercuote infatti in quella che viene definita povertà educativa dei minori, cioè, la privazione da parte dei bambini e degli adolescenti della possibilità di apprendere, sperimentare, sviluppare e far fiorire liberamente capacità, talenti e aspirazioni.

In Italia – nell’Italia delle ingiustizie sociali, delle sperequazioni immorali, dei supermanager superpagati, degli stipendi, delle indennità e delle pensioni d’oro – tanti bambini non possono esprimere i loro talenti e le loro legittime aspirazioni perché le loro famiglie non hanno i soldi per farli studiare. Un dato questo, che grida davvero vendetta.

A questo proposito il rapporto evidenzia come l’ultima legge di Stabilità abbia previsto in via sperimentale per il triennio 2016-2018 l’istituzione di un fondo dedicato specificatamente al contrasto della povertà educativa minorile alimentato dalle fondazioni bancarie. Ma il gruppo CRC chiede al Governo di stabilizzare questa tipologia di interventi e soprattutto di monitorare come questi soldi vengono spesi e quale impatto questi interventi hanno effettivamente sui ragazzi.

In generale – si legge nel rapporto CRC – l’Italia è tra i Paesi europei con il più alto tasso di dispersione scolastica: nel 2014, il 15% dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni ha conseguito al massimo il diploma di scuola media. Molti di loro finiscono per ingrossare le fila della categoria dei cosiddetti Neet, cioè di quei giovani che non studiano, non lavorano né fanno formazione professionale. Secondo i dati Istat in Italia ce ne sono ben 2 milioni: sono circa il 24% dei giovani tra i 15 e i 29 anni, una quota di gran lunga superiore alla media dell’Unione Europea.

CRC
Un’adolescente ed il suo smartphone

La fotografia dei nostri adolescenti

Il 9° Rapporto sull’attuazione della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza traccia l’identikit dei nostri adolescenti.

I ragazzi tra i 14 e 17 anni sono ormai connessi giorno e notte con smartphone e tablet, sono molto disinvolti nel bere superalcolici (ma chi glieli vende? ndr) e fumare sigarette e cannabis.

Trainati dai cattivi esempi degli adulti e privi di un’adeguata educazione alla sessualità, utilizzano sempre più spesso i social network per praticare il cosiddetto sexting: per la maggior parte di loro condividere su Instagram o Whatsapp le proprie foto a contenuto sessuale non è, come dovrebbe essere, un’enorme sciocchezza di cui si pentiranno amaramente: per loro è una “scelta individuale”. Moltissimi intervistati hanno inoltre raccontato di utilizzare il cellulare per giocare d’azzardo online, invogliati anche dalla pubblicità dei casinò online presente persino sulle reti tv statali.

Il tutto ovviamente senza che i genitori abbiano la minima idea di quello che avviene dentro i loro smartphones. Dove molto spesso i nostri adolescenti, comunque fragili e indifesi, subiscono pesanti violenze: oltre il 50% dei ragazzi, rivela la ricerca, hanno subito episodi di bullismo e soprattutto di cyberbullismo.

Il disagio dilagante nei ragazzi italiani – segnala il rapporto CRC – si traduce spesso in episodi di autolesionismo, sempre più manifesti anche in Italia, e in disturbi psichici: disturbo bipolare, schizofrenia, disturbi del comportamento alimentare, disturbi della condotta e della personalità.

Allora, la domanda nasce dal profondo: conoscendo questi dati, perché sicuramente li conoscerà, come fa chi ci governa a non preoccuparsi per i suoi giovani? Perché non fa qualcosa per difendere e valorizzare questi ragazzi che hanno grandi qualità e voglia di impegnarsi nel sociale?

L’8,5% dei ragazzi italiani, rileva il rapporto CRC – partecipa infatti ad attività di associazioni culturali e comunità e quasi il 10% è impegnato nel volontariato.

Le 143 raccomandazioni che il Gruppo di associazioni del CRC rivolge alle istituzioni hanno proprio lo scopo di rendere effettivi i diritti ad una dignitosa infanzia e adolescenza dei nostri ragazzi che rappresentano la vera risorsa su cui deve investire il nostro Paese. A partire dalla piena operatività del Piano nazionale per l’infanzia, approvato lo scorso febbraio con tanto di parere positivo della conferenza Stato-Regioni, ma non ancora attuato. E dal disegno di legge che da mesi giace in Parlamento per tutelare i minori stranieri non accompagnati che sbarcano in Italia per sfuggire alla guerra e alla povertà e poi scompaiono, lasciati in balìa delle organizzazioni malavitose che li avviano alla prostituzione o li utilizzano per i traffici di organi (sull’urgenza di accelerare l’iter di questa importante legge la Rete si sta mobilitando grazie ad una petizione online promossa da Elisabetta Di Lernia).

Occorre investire e progettare per garantire un supporto alle famiglie, rinforzando le competenze genitoriali”, evidenziano nel rapporto le associazioni del Gruppo CRC sottolineando la “necessità di interventi educativi qualificati, che coinvolgano sinergicamente e congiuntamente gli attori del  cosiddetto “quadrilatero formativo” (famiglia, scuola, istituzioni, Terzo Settore) e, allo stesso tempo, attivino le risorse dei ragazzi e delle ragazze e ne valorizzino il protagonismo. Investire adeguatamente – proseguono le associazioni – significa permettere agli adolescenti di progettare percorsi di vita, rafforzati da un forte senso di appartenenza e di cittadinanza, e di viversi fuori dalla marginalità, come protagonisti reali – e non virtuali – del tessuto sociale; significa riconoscergli il diritto a una formazione continua ed efficace e alla sperimentazione di sé attraverso percorsi scuola-lavoro organizzati. È urgente che si ricominci a parlare dell’adolescenza come di una fase di crescita, di evoluzione e di preparazione all’età adulta”.

Il futuro del nostro Paese passa inevitabilmente attraverso la cura e la valorizzazione dei ragazzi e l’aiuto alle famiglie che devono farli crescere.

Alessandro Zorco
Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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