2030

In Sardegna nascono sempre meno bambini, i giovani emigrano in cerca di lavoro e la popolazione invecchia sempre più. Si stima che nel 2030 un sardo su tre avrà più di 60 anni. La situazione è drammatica e, se non si correrà ai ripari, porterà a preoccupanti squilibri generazionali. Eppure gli anziani non dovrebbero mai rappresentare un problema, ma sempre una risorsa preziosa per la comunità. Soprattutto se mettono a disposizione degli altri la loro importante esperienza. Magari favorendo la coltivazione degli orti sinergici che oggi vanno per la maggiore per l’autoproduzione alimentare, oppure dando il loro aiuto in ambito sociale e sociosanitario, ovvero dando sostegno alle giovani generazioni in campo educativo e formativo.

E’ questo il ragionamento che ha spinto le Acli sarde e la Fap (Federazione anziani e pensionati Acli) a elaborare una interessante proposta di legge per la “Promozione della cittadinanza attiva e del servizio civile delle persone anziane in Sardegna”, nata dall’elaborazione degli ultimi dati Istat realizzata dall’Istituto Acli per la ricerca e lo sviluppo (Iares).

2030 anziani
Una panchina vuota

Squilibrio generazionale dal 2030

Secondo lo studio dello Iares, in Sardegna nel 2030 gli over 60 anni saranno il 33,8% della popolazione totale sarda, per salire addirittura al 38,6% nel 2065. Se le cose non cambieranno, questa situazione demografica manderà completamente fuori controllo il cosiddetto indice di dipendenza strutturale, cioè il rapporto tra la popolazione in età non attiva (fino a 14 anni e oltre i 65 anni) e la popolazione in età attiva (15‐64 anni), creando un pericoloso squilibrio generazionale dovuto al crescente peso dei soggetti non attivi su quelli attivi: se nel 2011 questo peso era del 46%, nel 2030 sarà del 67,7% e nel 2065 salirà addirittura al 96,7%.

La proposta di legge delle Acli – che sarà presentata sabato 11 giugno 2016, a Cagliari nel corso di un convegno dal titolo “Anziani Risorsa Sociale” (ore 10.30, Hotel Flora, in via Sassari 45) – punta a promuovere la cittadinanza attiva e il servizio civile degli anziani nell’ambito della programmazione delle azioni del welfare locale e attraverso il più ampio coinvolgimento delle organizzazioni del terzo settore (soggetti sociali e solidali), proprio per ovviare ai pericoli di una Sardegna sempre più vecchia e “squilibrata” nel rapporto tra le generazioni a causa dell’allungamento dell’aspettativa di vita, della denatalità e dell’emigrazione giovanile.

I possibili ambiti di applicazione della proposta sono molteplici – si legge in una nota delle Acli – : si pensi all’innovativo filone degli orti sociali finalizzati al recupero dell’autoproduzione alimentare, oppure alla collaborazione degli ultra 65enni nell’ambito sociale e sociosanitario, fino al sostegno in campo educativo e formativo”.

All’iniziativa “Anziani Risorsa Sociale” parteciperanno il presidente delle Acli della Sardegna, Fabio Meloni, il segretario regionale di Fap Acli, Gaetano Tufariello e il segretario nazionale di Fap Acli, Serafino Ziglio.

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