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Minori stranieri non accompagnati: la Rete si mobilita

E’ l’aspetto più drammatico dell’ondata migratoria che sta portando in Europa milioni di persone provenienti dal sud del mondo. Ogni anno, dicono le statistiche, solo in Italia arrivano migliaia di minori stranieri non accompagnati (quelli identificati sono circa 7mila), che scompaiono nel nulla finendo spesso e volentieri nelle mani delle organizzazioni criminali. Qualche mese fa un rapporto di Missing Children Europe ha denunciato che nel 2015 sono svaniti nel nulla addirittura 10mila bambini, metà dei quali in Italia.

La scomparsa di tanti minori stranieri non accompagnati rappresenta dunque una emergenza nell’emergenza e, spesso nel silenzio della nostra informazione incapace di analizzare senza faziosità un fenomeno complesso come quello migratorio, interroga le nostre coscienze. I minori stranieri non accompagnati, prevalentemente maschi tra i 16 e i 18 anni provengono per la maggior parte dall’Afghanistan, dal Bangladesh, dall’Egitto, dalla Tunisia, dalla Nigeria, dalla Somalia e dall’Eritrea e, in questi ultimi mesi anche dalla Siria: senza avere un’adeguata rete di protezione finiscono spessissimo nelle mani delle organizzazioni criminali per essere avviati alla prostituzione, a nuove forme di schiavitù o anche al mercato degli organi.

minori stranieri
Migranti somali

L’emergenza dei minori stranieri

Riprendendo i ripetuti appelli dell’organizzazione Save The Children che da anni chiede di rafforzare le misure di protezione e attivare a livello europeo dei meccanismi privilegiati di trasferimento per consentire ai minori stranieri di raggiungere altri Paesi europei senza doversi rivolgere ai trafficanti di esseri umani, nell’ottobre 2013 è stata depositata alla Camera dei Deputati un’apposita proposta di legge.

Proprio sulla base dei suggerimenti di Save The Children, la proposta di legge – prima firmataria l’esponente del Pd Sandra Zampa, che tra l’altro è vice presidente della Commissione Parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza – prevede una serie di misure di protezione e di assistenza dei ragazzi che giungono da soli in Europa tra cui il riconoscimento di un vero e proprio status di minori stranieri non accompagnati.

Fermo restando che in Italia esistono esperienze di eccellenza nell’accoglienza dei minori migranti (anche a Cagliari), i loro diritti essenziali non sono purtroppo sempre rispettati: dal diritto al riconoscimento della minore età a quello ad un’accoglienza decorosa, dal diritto alla nomina di un tutore alla possibilità di essere ascoltati nelle scelte che li riguardano.

La proposta di legge, frutto della collaborazione delle maggiori associazioni internazionali impegnate nella protezione dei minori stranieri non accompagnati, mira pertanto a definire un sistema stabile di accoglienza, con regole certe in modo da garantire pari condizioni di accesso a tutti i minori, maggiore stabilità e dunque qualità nella rete di accoglienza e ottimizzazione delle risorse pubbliche (nelle fasi di emergenza cresce anche la spesa e diviene più difficile garantire efficienza e trasparenza).

In particolare – si legge nella relazione dei proponenti – si prevede di uniformare le procedure di identificazione e di accertamento dell’età, l’istituzione di un sistema nazionale di accoglienza, con un numero adeguato di posti e standard qualitativi garantiti, e l’attivazione di una banca dati nazionale per disciplinare l’invio dei minori che giungono in Italia nelle strutture di accoglienza dislocate in tutte le regioni, sulla base delle disponibilità di posti e di eventuali necessità e bisogni specifici degli stessi minori; la continuità del finanziamento di un fondo nazionale per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati che non gravi sui bilanci dei comuni; la partecipazione attiva e diretta dei minori stranieri non accompagnati a tutti i procedimenti che li riguardano, nel rispetto dei princìpi della Convenzione dell’ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, resa esecutiva dalla legge n. 176 del 1991; la promozione della presa in carico e di un sostegno continuativo dei minori stranieri in condizioni di particolare vulnerabilità (vittime di tratta e di sfruttamento, richiedenti asilo e altri); il sostegno organico all’integrazione sociale, scolastica e lavorativa dei minori stranieri non accompagnati anche vicini al compimento della maggiore età; il coinvolgimento attivo delle comunità nell’accoglienza e nell’integrazione dei minori stranieri non accompagnati, sviluppando l’affido familiare come alternativa alla comunità e la figura dei tutori volontari in rete con i garanti per l’infanzia e l’adolescenza.

Eppure, come spesso capita in Italia per le proposte di legge più importanti ed urgenti, la normativa è ancora parcheggiata in Commissione Bilancio della Camera dei Deputati.

La petizione al presidente Mattarella

Ecco perché, nel silenzio generale, ancora una volta è stata la Rete a provare a smuovere le coscienze e a punzecchiare il Parlamento su un tema così drammatico. Da un appello di una singola persona, Elisabetta di Lernia, è nata una petizione al presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha ottenuto circa 5mila sottoscrizioni per dare finalmente voce a quei ragazzi stranieri di cui i media hanno parlato soltanto per pochi giorni.

Dove sono finiti i bambini?” scrive la firmataria della petizione nella speranza che il presidente Mattarella, primo cittadino del Paese, possa dar voce in prima persona a questa tragedia, che richiede soluzioni etiche e logistiche.

La tragedia dei 10 mila bambini emigranti in Europa, sequestrati da organizzazioni criminali per avviarli alla prostituzione, o a nuove forme di schiavitù o al mercato degli organi, è prima di tutto un problema etico, che nella piramide dell’etica, individuale e collettiva, sia italiana che europea, che Internazionale, dovrebbe essere collocato al vertice; in quanto il problema della tutela dei bambini, ossia della protezione dell’infanzia, è un problema prioritario per ogni società”.

Nella speranza che l’appello possa favorire una presa di coscienza da parte delle istituzioni e una ricerca delle possibili soluzioni e iniziative, in primo luogo per l’individuazione delle organizzazioni criminali interessate al business dei minori, la petizione chiede in primo luogo che venga finalmente sbloccata la proposta di legge Zampa (Modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e altre disposizioni concernenti misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati”). E’ un atto di civiltà e rispetto nei confronti dei tantissimi bambini stranieri che continuano ogni giorno ad approdare nelle coste italiane.

Per firmare la petizione puoi cliccare qui.

Alessandro Zorco
Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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