Rachel Corrie: la ragazza che sfidò Israele

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Rachel Corrie
Rachel Corrie a Gaza

Rachel Corrie era una ragazza americana che militava nell’ISM (International Solidarity Movement), movimento palestinese impegnato a resistere all’occupazione israeliana usando i metodi e i principi dell’azione-diretta non violenta. Nel 2003 si recò a Rafah, nella striscia di Gaza, per difendere la causa palestinese e venne brutalmente uccisa da un bulldozer israeliano mentre cercava di usare il suo corpo come uno scudo umano per difendere la casa di un medico palestinese. Quando venne uccisa Rachel Corrie aveva soli 23 anni.

La storia di Rachel Corrie, i suoi sogni e le sue paure sono raccontate in “Mi chiamo Rachel Corrie“, un testo teatrale tratto dai diari della attivista americana e curato da Alan Rickman. Proprio con l’obiettivo di portare in scena questo testo l’attrice fiorentina Maria Laura Caselli ha avviato un crowdfunding, cioè una raccolta di fondi su internet per progetto teatrale indipendente che consentirà di far conoscere al grande pubblico la figura di Rachel Corrie.

Rachel Corrie
Rachel Corrie

I diari di Rachel Corrie

Sapete cosa vogliamo fare io e Rachel? – scrive Maria Laura Caselli che nel 2006 si è diplomata all’Accademia D’Arte Drammatica Silvio D’Amico e da allora gira l’Italia in tournèe con le compagnie Siciliateatro di Sebastiano Lo Monaco e Teatro La Pergola di Gabriele Lavia -.  “Vogliamo idealmente incontrarci sul palcoscenico per raccontare la sua storia: perché il conflitto israelo-palestinese è ancora di grande attualità, perché quel muro che lei aveva iniziato a veder costruire oggi si staglia alto e deciso per 730 km a rappresentare sempre più l’impossibilità del dialogo tra due popolazioni, e perché ancora c’è bisogno di persone come lei, che abbiano il coraggio di toccare con mano la realtà, accompagnati dalla paura e dalla solitudine, ma presenti dove ce n’è bisogno, ognuno col suo modo“.

Io so quanto il conflitto israelo-palestinese non sia un conflitto equilibrato in quanto scontro tra un popolo quasi del tutto disarmato e la quarta potenza militare del mondo – scrive ancora l’attrice presentando lo spettacolo “Mi chiamo Rachel Corrie“- eppure non riesco neanche a parole a difendere la loro causa. Per questo oggi ti chiedo in prestito i tuoi diari, le tue paure e le tue conoscenze: per parlare anche io, col mio mezzo che è il teatro, a me stessa e a tutti noi, giovani del 2016, perché possiamo renderci conto della situazione privilegiata in cui viviamo, quella situazione che a te dava tanto disagio di fronte alla catastrofe che hai visto con i tuoi occhi

Oltre a Maria Laura Caselli collaborano al progetto indipendente  anche l’attore e regista sassarese Antonio Ligas e la scenografa romana Francesca Marasà.

Dopo aver cominciato a lavorare e studiare recitazione a Torino, dal 2004 Antonio Ligas ha iniziato a proporsi come regista per poi laurearsi in Regia presso l’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”. Nel 2016  ha firmato la regia de Il Programma (atto unico di Davis Tagliaferro prodotto dall’ Akròama di Cagliari) e continua a collaborare anche come assistente per l’ Opera e la Prosa con diversi registi: Arturo Cirillo, Gabriele Lavia e attualmente con Alessio Pizzech.

Francesca Marasà ha progettato e realizzato scenografie per il teatro e per il cinema, affinando la propria tecnica presso i laboratori di scenografia del Teatro dell’opera di Roma. Tra il  2014 e il 2015 ha progettato una mostra multimediale dedicata a Nino Manfredi.

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