defibrillatori

Per salvare una vita umana e riconoscere in tempo i segnali di un arresto cardiocircolatorio occorrono fondamentalmente due cose: la presenza di un defibrillatore nei paraggi e ovviamente la presenza di qualcuno che lo sappia usare. Se si conta che in Italia circa 60mila persone muoiono ogni anno per crisi cardiaca improvvisa, la necessità di un intervento di primo soccorso può manifestarsi in qualsiasi circostanza. Quando si fa sport, quando si va al bar, quando si fa un acquisto, quando si va in spiaggia. Per questo, oltre alle società sportive, che dal 2013 sono obbligate per legge ad averli in dotazione, ad installare i defibrillatori sono anche tanti esercizi commerciali. L’ultimo caso è quello di due concessionarie di auto sassaresi che si sono dotate di cinque defibrillatori e nei giorni scorsi hanno organizzato una giornata informativa dedicata all’autoprotezione alla quale ha partecipato tra gli altri il cardiologo di fama internazionale Maurizio Cecchini.

E’ noto che la possibilità di salvare una persone colpita da arresto cardiocircolatorio si riduce del 10% ogni minuto che passa dall’inizio dell’evento: un intervento adeguato di defibrillazione precoce effettuato nei primi 5 minuti è in grado di aumentare la sopravvivenza delle vittime e diminuire la possibilità di danni neurologici che viceversa sono quasi sempre permanenti quando trascorrono più di 10 minuti dall’arresto cardiaco.

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Il cardiologo Maurizio Cecchini durante la Giornata dell’autoprevenzione

Nel corso della manifestazione – che si è tenuta negli autosaloni Autoprestige e Autoelegance dei fratelli Massimo e Pinuccio Mele – è stato illustrato il funzionamento dei defibrillatori di ultima generazione che, se utilizzati adeguatamente, forniscono tutte le informazioni per eseguire correttamente le manovre di defibrillazione di un paziente.

La normativa sui defibrillatori

La legge 120 del 2011 stabilisce che in caso di emergenza il primo soccorso in caso di arresto cardiaco possa essere prestato da qualsiasi cittadino adeguatamente formato all’uso dei defibrillatori semiautomatici (DAE) senza commettere reato o compiere un abuso della professione medica. Per questo motivo la legge raccomanda la presenza di apparecchi automatici per la defibrillazione in tutti i luoghi di grande affluenza come alberghi, ristoranti, centri commerciali, cinema, piscine e stabilimenti balneari.

Il quadro legislativo è completato dal cosiddetto decreto Balduzzi del 2013 che, visto il verificarsi di molti casi di arresto cardiaco in ambito sportivo, ha esteso l’obbligo dei defibrillatori alle società sportive, sia professionistiche che dilettantistiche.

Oltre alla presenza di defibrillatori per una adeguata prevenzione è necessaria una accurata informazione. Ecco perchè le manifestazioni come quella organizzata a Sassari con la partecipazione del cardiologo Cecchini sono così importanti.

Nato ad Alessandria ma trapiantato a Pisa, il dottor Cecchini – forte di una pluriennale attività negli ospedali pisani e un costante impegno sul territorio – è infatti una vera e propria autorità nel campo della defibrillazione precoce in quanto ha realizzato il primo servizio di emergenza cardiologica alla Pubblica Assistenza di Pisa e ha installato personalmente oltre 250 defibrillatori nelle scuole della provincia, tenendo centinaia di corsi gratuiti e formando migliaia di persone al primo soccorso.

Il progetto della Olimpia Onlus

Alla Giornata per l’autoprotezione erano presenti anche gli atleti speciali della Polisportiva Olimpia Onlus che – grazie alla  recente donazione di uno di questi speciali defibrillatori (DAE samaritan PAD 350P) questa estate forniranno un prezioso servizio di cardioprotezione per i bagnanti della spiaggia cagliaritana del Poetto.

La donazione del defibrillatore – resa possibile grazie al supporto dell’American Heart Association (AHA) e dalla azienda EMD118, la cui referente regionale di Simona Buono è stata promotrice di numerosi progetti di cardioprotezione nel territorio sardo – ha innescato un progetto che coinvolge dodici atleti della Polisportiva Olimpia Onlus, associazione di volontariato e associazione sportiva dilettantistica che organizza attività sportive per persone con disabilità intellettive di tutte le età.

L’idea di svolgere assistenza sanitaria utilizzando uno dei carretti generalmente adoperati per distribuire granite o bevande sulla spiaggia del Poetto è nata dal presidente dell’Olimpia, Carlo Mascia. I defibrillatori di questo tipo possono infatti essere utilizzati anche sulla battigia delle spiagge grazie ad un sistema di protezione contro l’ingresso di polveri ed acqua più sicuro rispetto alla media dei dispositivi salvavita disponibili in commercio.

Sempre dal presidente e fondatore della Polisportiva Olimpia Onlus è anche scaturita l’idea di creare un nuovo marchio, “Insieme per la vita”, che unisca la mission dell’associazione stessa a quella di EMD118: offrire nuove opportunità di integrazione sociale a persone affette da disabilità mentali attraverso lo sport e donare una seconda chance di vita alle persone colpite da arresto cardiaco mediante l’utilizzo dei DAE. Il logo di “Insieme per la vita” sarà presente sulle divise dei dodici atleti ragazzi dell’associazione sportiva – opportunamente formati nei mesi scorsi – che quest’estate presteranno assistenza sanitaria nella spiaggia del Poetto.

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