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Il Governo rottama la famiglia e la democrazia

Blindando con la fiducia la legge sulle Unioni Civili e impedendo un dibattito parlamentare democratico Matteo Renzi e il Pd hanno dato ai cittadini un messaggio politico ben preciso: la famiglia, intesa come cellula fondamentale della società finalizzata alla nascita e alla protezione della vita umana, non è più una priorità per il Governo italiano. Per il Governo oggi le priorità sono altre: l’integrazione nel tessuto sociale italiano di un numero sempre maggiore di immigrati che magari possano aumentare il tasso delle nascite e la tutela economica delle coppie dello stesso sesso che, salvo abbiano grande disponibilità di denaro per procurarseli, non possono prevedibilmente avere dei figli. In un colpo solo vengono dunque rottamate la famiglia prevista dalla Costituzione, che per secoli ha rappresentato il punto di riferimento fondamentale per gli italiani, e la stessa democrazia.

democrazia
La Camera dei deputati

Si tratta di scelte politiche, condivisibili o meno. Ma questa presa di coscienza è imprescindibile per comprendere questo momento storico dell’Italia (che segue quello che da tempo sta avvenendo nel resto dell’Europa e nel mondo) e per intuire quale potrà essere il futuro di una nazione in cui la popolazione sta invecchiando inesorabilmente e non si fanno più figli. In un Paese sempre più povero e con un tasso di natalità sempre più basso il Governo ha deciso di accontentare una piccola ma potente lobby lasciando senza tutela la maggioranza dei cittadini: milioni di famiglie che hanno nei figli il loro più grande patrimonio, da far crescere e immettere nella società.

Giusto per essere chiari: in questa faccenda i diritti civili c’entrano ben poco e probabilmente non sono mai stati messi in discussione. I diritti di cui si parla sono soprattutto di natura economica e le conseguenze di questa legge le subiranno con il tempo proprio i bambini, visto che, senza tutele e aiuti finanziari, sempre meno famiglie decideranno di farne.

La vittoria delle lobby

Intervistata da Libero, l’avvocato matrimonialista Annamaria Bernardini De Pace, uno dei massimi esperti di diritto di famiglia in Italia, ha detto che la legge Cirinnà “sembra scritta apposta per accontentare certe lobby”.

In effetti, come hanno evidenziato tanti giuristi (590 hanno firmato l’appello promosso dal centro Studi Rosario Livatino), la legge sulle unioni civili è un grande pasticcio ambiguo e incostituzionale che è riuscito a scontentare tutti. Tutti tranne ovviamente gli avvocati perché con i suoi buchi aprirà il campo ad un’infinità di contenziosi.

Sta di fatto che il provvedimento è legge perché difficilmente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si opporrà alla sua promulgazione.

Bisogna vedere come il variegato mondo cattolico reagirà alla rottamazione della famiglia e della democrazia e alla scelta consapevole di Matteo Renzi di non ascoltare le istanze di una parte vitale e elettoralmente influente della società italiana.

Renzi ha rottamato la famiglia e la democrazia

Il via libera del provvedimento ha immediatamente scatenato le proteste di gran parte dell’associazionismo cattolico. Dai Forum delle associazioni familiari, che rappresentano milioni di famiglie, al Comitato Difendiamo i nostri figli, che ha raggruppato in piazza milioni di persone negli ultimi anni, fino all’Associazione medici cattolici.

Massimo Gandolfini, portavoce del Family Day, ha accusato Renzi di essersi dimostrato “il presidente delle lobby e non del popolo“. “Questa le legge rappresenta il primo passo per la liquidazione della famiglia naturale fondata sul matrimonio, descritta all’articolo 29 della Costituzione”, ha aggiunto  Filippo Savarese, portavoce di Generazione famiglia-Manif por tous che ha lanciato la petizione Renzi ci ricorderemo contro la una legge che – accantonati i principi della democrazia parlamentare – equipara d’imperio e senza dibattito il matrimonio alle unioni dello stesso sesso e soprattutto aprirà la strada alla maternità surrogata per via giudiziale.

Il Governo ha ignorato le istanze del popolo del Family Day, rifiutandosi anche di prendere in considerazione le mozioni di contrasto alla maternità surrogata”, scrive Generazione famiglia-Manif por tous.“Con questa petizione vogliamo manifestare il dissenso di chi ha a cuore il valore della famiglia naturale e il diritto di ogni bambino a mamma e papà nei confronti del governo Renzi e di chi ne fa parte, soprattutto in vista di appuntamenti elettorali come le imminenti elezioni amministrative e il referendum costituzionale del prossimo autunno. Chi ha a cuore il valore della famiglia e il diritto di ogni bambino a mamma e papà non può continuare a sostenere i partiti che fanno parte della maggioranza del Suo governo”.

Alessandro Zorco
Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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