psico-manager

Usa toni dittatoriali, scarica i suoi errori sugli altri, ha una totale indifferenza verso i dipendenti che costringe a tour de force massacranti. Molti studi scientifici rilevano come per riuscire a scalare il successo e ricoprire incarichi di rilievo un moderno dirigente debba essere una sorta di psico-manager caratterizzato da una totale assenza di empatia. Capi di questo tipo sono estremamente diffusi, soprattutto all’estero, nelle società finanziarie, nelle Camere di Commercio e addirittura ai vertici delle aziende no profit. Ma se i loro tratti caratteriali aiutano gli psicomanager a fare brillanti carriere aziendali, è anche vero che questi personaggi totalmente anaffettivi sono portati a commettere dei reati (bancarotta, aggiotaggi e concussioni) con la stessa spietatezza con cui trattano i loro subordinati.

Gli psico-manager e la crisi economica

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Recenti studi hanno infatti dimostrato come gli psico-manager abbiano causato negli Usa danni per miliardi di dollari causati da sabotaggi, furti e stalking nei confronti dei dipendenti. Di contro questi dirigenti squalo sono una grande risorsa per la loro azienda: si stima che la loro attitudine alla frode e alla corruzione abbia portato alle aziende guadagni per quasi 2700 miliardi (per la maggior parte negli Usa, ma per circa un terzo anche in Europa).

Della propensione a delinquere e dei danni rilevanti prodotti alla nostra economia dagli psico-manager – che fino a quando non vengono scoperti con le mani nel sacco sono considerati ottimi dirigenti tratta un interessante volume dal titolo Colpevoli della crisi. Psicologia e psicopatologia del criminale dal colletto bianco (Franco Angeli), scritto a sei mani dai criminologi Isabella Merzagora, Guido Travaini e Ambrogio Pennati.

Gli autori hanno somministrato a 52 manager di aziende lombarde un questionario da cui emerge una buona predisposizione dei dirigenti ai comportamenti psicopatici. Paradossalmente – rivela l’analisi – ad essere disturbati sono soprattutto i più giovani nei quali si rivela maggiormente l’assenza di empatia.

Ma una descrizione molto significativa dei comportamenti di uno psico-manager viene dall’analisi delle intercettazioni di alcuni dirigenti legati a tre scandali che hanno fatto notizia in Italia negli ultimi anni (Parmalat, Mose e Clinica Santa Rita). Da queste intercettazioni emerge in maniera inquietante come lo psico-manager sia caratterizzato da quei tratti comportamentali che la psicologia denomina come Triade oscura: narcisismo, machiavellismo e psicopatia. Il dirigente squalo ha un’assenza totale di empatia, usa toni da dittatore e manifesta spietata indifferenza verso i dipendenti, i malati e i risparmiatori.

In poche parole è uno psicopatico. Come d’altronde affermava qualche anno fa anche lo psicologo di Oxford, Kevin Dutton che, nel libro “The Good Psychopath’s Guide to Success”, ha sdoganato la follia sui posti di lavoro dimostrando che l’anaffettività è un eccezionale mezzo per scalare il successo e fare carriera. Gli psicopatici che riescono a tenere a bada le loro pulsioni omicide sono infatti particolarmente adatti a ricoprire importanti ruoli di comando e vengono considerati dalle loro aziende dei dirigenti perfetti. Peccato che quelle pulsioni vengano riversate sui loro subordinati o rischino di creare danni enormi alla pubblica amministrazione.

Di Alessandro Zorco

Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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