25.1 C
New York
lunedì, Novembre 30, 2020
Web Radio
Home Archivio Tutti felici senza lavorare: il Paradisismo dei Raeliani

Tutti felici senza lavorare: il Paradisismo dei Raeliani

Altro che festa del lavoro. Altro che lotta alla disoccupazione. Altro che padri di famiglia che si devono fare un mazzo così per portare a casa il pane. Altro che sudore e fatica. Il primo maggio è stato dichiarato “Giornata internazionale del Paradisismo” dal Movimento per il Paradisismo, un ramo dei cosiddetti Raeliani, seguaci di un credo religioso che sostiene che la vita sulla terra non sia stata creata da un Dio Onnipotente, ma da un manipolo di extraterrestri molto progrediti in materia di ingegneria genetica.

Il movimento per il Paradisismo – che, si legge su Wikipedia, sostiene che grazie a un accurato connubio tra clonazione e trasferimento della mente l’uomo possa addieirttura raggiungere anche l’immortalità – ritiene che sia giunta l’ora di dare un nuovo sogno all’Umanità: creare una società senza lavoro o denaro dove gli esseri umani possono spendere il loro tempo per creare, divertirsi e riposare. Insomma per cazzeggiare allegramente. Un credo evidentemente in sintonia con il pensiero unico mondialista che vorrebbe eliminare tutte le religioni monoteiste e sostituirle con una grande religione umanista e umanitaria. E soprattutto con la visione moderna e progressista di chi pensa di poter ottenere tutto con la tecnologia.

Il primo maggio coincide con la Giornata Internazionale dei Lavoratori, oppure con la Festa del Lavoro, com’è chiamata in molti Paesi“, ha spiegato il leader del Movimento per il Paradisismo Jarel Aymonier. “Essa venne istituita nel 1886 per sostenere il diritto a usufruire di otto ore di lavoro, otto ore di svago e otto ore di riposo. All’inizio, ciò era considerato un’utopia, ma non lo è più oggi per molte persone. Ora, è il momento di portare un nuovo sogno all’Umanità e di fare in modo che questo si realizzi il più velocemente possibile”.

Il Paradisismo raeliano

In un fritto misto di progressismo e New Age, con incursioni nel Vecchio e nel Nuovo Testamento e nelle scritture delle altre religioni monoteiste (pare che gli extraterrestri, una volta creato il mondo abbiano contattato per divulgare i loro messaggi il gotha della religione mondiale, da Mosè ad Elia, da Budda a Maometto, fino ovviamente a Giovanni Battista e Gesù), i propugnatori del Paradisismo raeliano ritengono assolutamente realizzabile e non utopistico l’obiettivo di eliminare la fame nel mondo in modo che tutti possano nutrirsi gratuitamente di cibo sano e nutriente (insetti, ndr?).

Paradisismo raeliani
Il paradiso dei raeliani

Nel Paradisismo raeliano non ci saranno inoltre poveri e senza tetto. Tutti avranno gratuitamente una casa in cui risiedere. Non ci sarà neppure chi non può curarsi perché ha una pensione di 500 euro con cui deve pagarsi anche l’affitto: nel paradiso raeliano l’assistenza sanitaria sarà infatti accessibile a tutti e del tutto gratuita.

Ma soprattutto con l’avvento del Paradisismo gli esseri umani non saranno costretti a faticare eseguire alcun lavoro retribuito. In pratica viene superato a piè pari il peccato originale dopo il quale, lo si ricorderà, il Padreterno aveva condannato Adamo e la sua progenie a lavorare con sudore.

È spaventoso che le persone siano portate a credere che dovranno lavorare duramente e preparare le giovani generazioni a lavorare altrettanto faticosamente“, ha spiegato Aymonier: “I bambini hanno bisogno di sapere che sono stati creati per gioire della vita, non per soffrire o vivere nel costante timore che potrebbero non avere i mezzi per sopravvivere“. I raeliani sostengono dunque che con l’avvento del Paradisismo ognuno farà ciò che più ama, mentre i robot faranno tutto il lavoro. “Non ci sarà più denaro. Il dare sostituirà il vendere e il condividere sostituirà il comprare. L’amore sarà la nostra nuova moneta“.

Insomma, sostengono, la terra ritornerà ad una sorta di Eden tecnologico: “se messe a disposizione di tutti invece che di pochi le attuali conoscenze e tecnologie, combinate con le risorse fisiche di cui disponiamo, sarebbero in grado di trasformare il pianeta in un paradiso: se i robot eseguiranno tutto il lavoro e se noi condivideremo equamente tutto ciò che essi produrranno in abbondanza, saremo in grado di liberare l’Umanità dalla schiavitù del lavoro e del denaro”.

C’è da scommettere che il Paradisismo avrà un sempre maggiore numero di proseliti. Magari anche chi oggi accusa i cristiani di essere degli ingenui sempliciotti perché credono al dogma dell’Immacolata Concezione e alla Verginità di Maria non esiterà a credere che  duemila anni fa Gesù Cristo è stato contattato dagli extraterrestri per diffondere il loro verbo. Ma vuoi mettere uno che ha fatto della Croce e della sofferenza la sua bandiera e si è fatto ammazzare per salvare i fratelli, con una società tecnologica dove non si fatica per avere le cose e ci si diverte soltanto? Non c’è storia. E voi allora, cosa aspettate ad aderire al Paradisismo?

Alessandro Zorco
Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

- Advertisment -Web Radio

Most Popular

5G, la Commissione UE pensa ad organismi indipendenti per la valutazione dei potenziali rischi sulla salute

Dopo la denuncia del legale cagliaritano Francesco Scifo, l'Europa fa marcia indietro: indagine sui potenziali rischi sulla salute derivanti dal 5G

Tribunale di Cagliari, salta la programmazione d’urgenza: processi celebrati senza avvocati e imputati

Avvocati in fibrillazione a l Foro di Cagliari dove, senza una comunicazione ufficiale, è ripresa la regolare attività ed è venuta meno la programmazione d'urgenza delle udienze determinata dall'emergenza Covid 19

Diamanti, i migliori amici degli investitori

Anche in Sardegna sempre più risparmiatori investono in diamanti: ma come distinguere una pietra preziosa di qualità da un fondo di bottiglia?

Racconti dalla Sardegna: concorso letterario per autori sardi

Al via la seconda edizione del concorso letterario Racconti dalla Sardegna indetto da Historica edizioni in collaborazione con il sito Cultora: scadenza il 1° marzo 2019

Recent Comments

Petizione per tutelare le storie di Villa Clara: un patrimonio abbandonato (Alessandro Zorco) - NewsRss24 Italia on Le storie di Villa Clara: un patrimonio abbandonato
Educazione: le parole di Don Bosco – Famiglia Cattolica on Salesiani: le quattro parole di Don Bosco
GENOCIDIO SARDO: DENUNCIA ALL’AJA | on Genocidio del popolo sardo: denuncia all’Aja
GENOCIDIO SARDO: DENUNCIA ALL’AJA | on Zona franca
La XXIX Marcia della Pace – Famiglia Cattolica on A Carbonia la XXIX Marcia della Pace
Santo Stefano: un piccolo gesto di unità – Famiglia Cattolica on Santo Stefano: un piccolo passo verso l’unità
Scrivere una lettera a Dio – Famiglia Cattolica on Concorso dell’Ucsi Catania: scrivi una lettera a Dio
Adolescenti tra la famiglia e il web – Famiglia Cattolica on Adolescenti: istruzioni per l’uso
IL PROFUMO ECOSOSTENIBILE DEL VETIVER - Diario della Coltivazione on L’orto sinergico e l’agricoltura a misura d’uomo
IL PROFUMO ECOSOSTENIBILE DEL VETIVER - Diario della Coltivazione on Il profumo ecosostenibile del Vetiver