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La proposta è ghiotta. Soprattutto in un mondo precario e difficile come quello dell’informazione sarda. Una collaborazione per un anno alla Asl di Sassari per gestire l’ufficio stampa (con tanto di aggiornamento del sito internet istituzionale) a fronte del modico compenso di 20mila euro lordi oltre i contributi Inpgi 2. A far discutere sono però i requisiti previsti dal bando. Per partecipare alla selezione – deliberata lo scorso 21 aprile dal Commissario Straordinario della Asl di Sassari – bisogna infatti essere iscritti da almeno 5 anni all’Albo dei giornalisti professionisti o essere iscritti all’albo dei pubblicisti. Bisogna poi aver esercitato la professione giornalistica per almeno 5 anni presso una testata giornalistica e, per ultimo, bisogna avere una comprovata e riconosciuta esperienza professionale maturata presso gli uffici stampa di enti pubblici, questa volta per due anni.

Il bando della Asl di Sassari

Il bando – che equipara un giornalista pubblicista di primo pelo a un professionista che lavora da almeno un quinquennio nel settore – ha scatenato le rimostranze di una categoria ormai fatta soprattutto di precari. E parecchi giornalisti hanno segnalato all’Ordine un avviso pubblico che – lo dice lo stesso Odg – sembrerebbe limitare un po’ troppo la cerchia dei possibili candidati al posto.

Dopo le numerose segnalazioni il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Sardegna ha dunque deciso di chiedere qualche chiarimento al Commissario Straordinario della Asl di Sassari.

Desta perplessità – si legge in una nota dell’Odg Sardegna – il fatto che ai giornalisti professionisti sia richiesta un’iscrizione all’Albo da almeno cinque anni, oltretutto perché ai pubblicisti non è richiesta alcuna anzianità. Si ritiene corretto che ai candidati sia richiesta un’esperienza almeno biennale presso uffici stampa di enti pubblici. Meno comprensibile, invece, il requisito dei cinque anni di esercizio della professione presso una testata giornalistica. Ciò perché si ricerca un addetto stampa. La combinazione dei requisiti indicati nel bando, infatti, limita il numero dei candidati ad una fascia assai esigua rispetto al totale degli iscritti all’Ordine, che sono tutti giornalisti”.

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