Monumento Tortura Nunca Mais - Recife

Ho firmato la petizione che chiede al Governo e al Parlamento l’introduzione in Italia del reato di tortura. L’ha promossa Ilaria Cucchi che da quasi sette anni sta lottando per conoscere la verità sulla morte del fratello Stefano, avvenuta il 22 ottobre 2009 quando era in custodia cautelare nel carcere romano di Regina Coeli. Senza entrare nel merito del caso Cucchi, perché per ristabilire quella verità non sono bastati tre gradi di giudizio ma è stato necessario aprire anche un’altra inchiesta (il prossimo 27 maggio è previsto il processo d’Appello che vede imputati 5 medici), ho firmato perché un Paese civile non può non avere una legge che punisce il reato di tortura.

Non si tratta di andare contro le forze dell’ordine, questa non è una battaglia di sinistra o di destra. Quella contro la tortura è una battaglia di civiltà. Perché la tortura è un atto di vigliaccheria compiuto da uno Stato autoritario che non riesce a manifestare la sua autorevolezza se non usando la forza. E’ un reato compiuto da servitori dello Stato che approfittano della divisa, del camice bianco o della uniforme che indossano.

Tanti tipi di tortura

Certo, la stragrande maggioranza di poliziotti e carabinieri svolgono con abnegazione il loro dovere e devono essere valorizzati. Ma proprio per il loro bene e la loro credibilità è necessaria una legge che consenta di punire chi abusa del suo potere, chi in branco picchia vigliaccamente chi è in stato di inferiorità. Oppure chi approfitta comunque della sua autorità, spesso e volentieri quando dall’altra parte c’è una donna.

Anche la stragrande maggioranza dei medici e degli infermieri italiani svolge con abnegazione il suo servizio. Ma ci sono anche quelli che picchiano i malati e gli anziani, quelli che li legano al letto e li trattano come bestie. Bè, una legge che consenta di punirli in maniera esemplare farebbe bene a tutto il sistema della sanità.

Ecco perché ho firmato la petizione che Ilaria Cucchi ha indirizzato al Parlamento e al Governo italiano perché entro quest’anno venga introdotto il reato di tortura in Italia. Giustamente la Cucchi ricorda che il nostro Paese sta chiedendo verità alle autorità egiziane per quello che è successo a Giulio Regeni. Ma nonostante dopo il G8 di Genova del 2001 l’Italia sia stata condannati dalla Corte di Strasburgo che ha imposto una legge ad hoc, siamo tuttora l’unico paese europeo che non ha una legge che punisce la tortura di Stato.

Dallo Stato italiano ci aspettiamo tutele e garanzie, sia per chi è vittima di un reato sia per chi ne è colpevole. Questo principio fondamentale di uno Stato di diritto si chiama garantismo ed in uno Stato di diritto non c’è spazio per la tortura, da chiunque sia compiuta.

Per questo quasi 90mila italiani di ogni appartenenza politica hanno già firmato perché il Parlamento legiferi davvero e al più presto per la tutela dei veri diritti civili.

Ecco il link per firmare la petizione che chiede al ministro della Giustizia Andrea Orlando, al presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi e a tutto il Parlamento italiano che entro quest’anno sia introdotto nel nostro ordinamento penale il reato di tortura.

Di Alessandro Zorco

Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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