Don Tonino Bello. Comunicatore del volto misericordioso di Dio. E’ questo il titolo dell’incontro-testimonianza con il giornalista ed editore Renato Brucoli, stretto collaboratore del vescovo di Molfetta don Tonino negli anni del suo ministero episcopale. L’incontro – che si terrà giovedì 28 aprile 2016 alle 18 nell’Aula Magna del Seminario diocesano di Cagliari (Via Monsignor Cogoni) – servirà a capire in profondità la affascinante e profetica figura di Don Tonino Bello. Scomparso nel 1993 ad appena 53 anni per un tumore, Don Tonino Bello ha infatti anticipato con le parole e con i segni il pontificato di Papa Francesco facendo del “potere dei segni”, contrapposto ai “segni del potere”, il punto di forza del suo episcopato, caratterizzato da una grande attenzione alla relazione e  alla comunicazione.

Don Tonino Bello: un cristiano sovversivo

Tonino belloMolto apprezzato anche dal mondo laico e mal sopportato dai politici (a loro erano indirizzati i suoi “auguri scomodi” che ancora ogni anno impazzano sui social network nel periodo natalizio) e dalle gerarchie ecclesiastiche che lo sottoposero anche ad una indagine canonica, don Tonino Bello – di cui domani 20 aprile ricorre l’anniversario della nascita – era un cristiano scomodo. Viaggiava con la sua Cinquecento e nel suo episcopio accoglieva frequentemente barboni, prostitute e immigrati. Fu peraltro il primo vescovo ad affrontare l’emergenza migranti durante la guerra a Sarajevo.

Diventate voi la coscienza critica del mondo – scriveva nella sua Lettera ai Giovani tratta dallo scritto Senza Misura-. Diventate sovversivi. Non fidatevi dei cristiani “autentici” che non incidono la crosta della civiltà. Fidatevi dei cristiani “autentici sovversivi” come San Francesco d’Assisi che ai soldati schierati per le crociate sconsigliava di partire. Il cristiano autentico è sempre un sovversivo; uno che va contro corrente non per posa ma perché sa che il Vangelo non è omologabile alla mentalità corrente“.

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Nonostante molti ostacoli e tante avversioni oggi la causa per la sua beatificazione (è Servo di Dio) è approdata a Roma.

Il relatore Renato Brucoli – al quale L’Università Cattolica del Sacro Cuore ha recentemente conferito la Medaglia d’oro al merito culturale – racconterà gli aspetti salienti del mondo di don Tonino Bello e la forza profetica del suo trascinante modo di comunicare, ricco di immagini e fortemente caratterizzato dalle sue origini salentine.

Brucoli ha collaborato strettamente con don Tonino Bello dirigendo il settimanale d’informazione religiosa della Diocesi di Molfetta e il settore emergenze della Caritas diocesana in coincidenza con gli esodi dall’Albania. Oggi è direttore responsabile della rivista d’arte Tracce, collabora mensilmente con il periodico La Nuova Città ed è addetto stampa per l’associazione Accoglienza Senza Confini Terlizzi e per la Rete Associazioni Italiane Solidarietà Accoglienza, che favoriscono l’ospitalità di minori bielorussi in Italia nel dopo Chernobyl.

L’incontro del 28 aprile sarà introdotto da don Giulio Madeddu, direttore degli uffici diocesani di Pastorale sociale e delle Comunicazioni sociali. Le conclusioni saranno a cura di monsignor Arrigo Miglio, Arcivescovo di Cagliari. L’evento è promosso dall’Ufficio diocesano per la pastorale sociale e del lavoro e dall’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali della Diocesi di Cagliari, in occasione dell’Anno Santo della Misericordia.

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