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Moby Prince, l’inchiesta prosegue. Nonostante i vandali

Che la nostra sia diventata una società senza memoria e senza rispetto e senso civico ormai non fa più notizia. Bastano una bomboletta spray e qualche scritta priva di significato e dei ragazzi, magari senza neppure sapere quello che stanno facendo, riescono a imbrattare la memoria ed il dolore di centinaia di famiglie. E’ quello che è successo a Livorno dove i maghi della bomboletta hanno deturpato la scultura “Koningin Juliana” inaugurata lo scorso 10 aprile sul prato della Fortezza Nuova per onorare le vittime della Moby Prince in occasione del 25° anniversario di quella assurda strage ancora avvolta dalla nebbia.

Un gesto incomprensibile, lo ha definito il presidente dell’Associazione 140 Loris Rispoli dando notizia dell’atto vandalico. “Un gesto del genere ti lascia senza parole – ha dichiarato Rispoli al Corsera -. Non credo sia un danno grave, ma è il incomprensibile. Per voi non rappresenta niente solo una tavolozza su cui esprimere la vostra stupidità… per noi e per la città rappresenta una bara urlante. Avete dei genitori, mi appello a loro: portate tutti i giorni in fortezza i vostri figli, ricordategli che ogni colpo è un morto bruciato… ricordate ai vostri degni figli artisti che Ilenia e Sara avevano 1 e 5 anni… educateli alla Memoria..”.

moby prince

Commissione Moby Prince: l’inchiesta prosegue

L’atto vandalico è stato immediatamente segnalato dalla senatrice Sara Paglini alla commissione parlamentare d’Inchiesta sul disastro Moby Prince che oggi si riuniva in Senato. “Chiederemo al Prefetto di Livorno di tenerci aggiornati sulle indagini e sull’individuazione dei responsabili”, ha affermato il presidente della commissione d’inchiesta Silvio Lai, che solo pochi giorni fa, a Cagliari, aveva promesso il massimo impegno per il raggiungimento della verità che da venticinque anni i familiari delle vittime della Moby Prince stanno chiedendo alle istituzioni.

E’ un gesto gravissimo per il quale esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai familiari delle 140 vittime – ha proseguito Silvio Lai -. Pensiamo che chi ha commesso un gesto così grave debba comprendere la volgarità dell’offesa rivolta alla memoria di 140 vittime innocenti. Per questo motivo preannuncio che a nome di tutta la commissione scriveremo una lettera al Prefetto nella quale, oltre ad esprimere tutta la nostra indignazione per quanto accaduto, rivolgeremo un appello perché si faccia piena luce“.

Intanto i lavori della commissione stanno proseguendo a pieno ritmo. Le ultime audizioni, ha fatto sapere Lai, sono state quelle di Romeo Ricci, dipendente dell’avvisatore marittimo all’epoca dell’incidente e del comandante dell’Agip Napoli Vito Cannavina. “Stiamo facendo tutto quanto nelle nostre possibilità per cercare di dare risposte ed arrivare alla verità sulla tragedia della Moby Prince – ha concluso Silvio Lai -. I familiari in questi anni hanno compiuto ogni sforzo possibile per mantenere vivo il ricordo di quanto accaduto. A fronte di tutto questo pensare che qualcuno abbia compiuto un atto di questo tipo ci riempie di tristezza ed amarezza. Confidiamo che sia un gesto inconsapevole per il quale ai colpevoli sarà necessario rendere ben noto il significato di quel monumento, anche attraverso la visione delle video inchieste”.

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Alessandro Zorco
Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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