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Sardegna Zona Franca: finalmente!!!

Dopo diciotto anni di silenzi, negligenze e omertà la zona franca arriva finalmente anche in Sardegna. Il pressing del Movimento Sardegna Zona Franca, che da quattro anni sta lottando con grande determinazione per l’istituzione di questo strumento di politica economica che la nostra regione conosce sin dal 1948, è stato finalmente ascoltato e premiato. Le istanze dei zonafranchisti – guidati dal segretario nazionale Francesco Scifo e dalla presidente Maria Rosaria Randaccio – si sono concretizzate in tre delibere con cui la Giunta regionale riconosce finalmente la zona franca come strumento di politica economica e istituisce le zone franche “non intercluse” ad Olbia, Portovesme e Sant’Antioco e nelle zone industriali collegate.

Le delibere dovranno ottenere un parere di merito dalla competente Commissione del Consiglio regionale per poi tornare a breve in Giunta per l’approvazione definitiva. L’ultimo atto sarà l’istituzione vera e propria delle zone franche, prevista con Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

E’ bello, dopo tanto lavoro, poter celebrare la vittoria della Sardegna – esulta l’avvocato Scifo -: le zone franche della Sardegna sono oggi realtà. Il lungo cammino iniziato nel 1948 con l’approvazione dello Statuto autonomistico è oggi arrivato ad un punto di svolta positivo e decisivo per lo sviluppo dell’Isola. Finalmente – prosegue il segretario del movimento Sardegna Zona Franca – anche la Giunta regionale ha compreso l’importanza di questo strumento di politica economica: oggi le zone franche della Sardegna sono state attivate e con tre delibere adottate in accordo con lo Stato Italiano. Noi abbiamo fondato il Movimento Sardegna Zona Franca e, a giusto diritto, possiamo dire di aver sollevato e portato avanti questo vessillo di indipendenza economica che era caduto nell’oblio fino al 2012”.

Proprio in esecuzione dello Statuto sardo e del decreto legislativo 75 del 1998, due norme inspiegabilmente inattuate per tanti anni, la Giunta Pigliaru ha previsto l’istituzione delle zone franche. Le delibere – che non sono ancora state pubblicate sul sito della Regione – sono tre: la prima regola il funzionamento complessivo delle zone franche doganali, considerate come strumento di politica economica, mentre le altre due propongono, come detto, l’istituzione di zone franche non intercluse ad Olbia, Portovesme e Sant’Antioco e nelle zone industriali collegate, appena in tempo prima della scadenza del 1° maggio 2016, data in cui non si potranno più istituire. “Le zone franche – spiega una nota della Regione – verranno ora istituite su iniziativa dei territori interessati, in base a piani di sviluppo territoriali, che dovranno prevedere la sostenibilità economica dell’intervento”.

Quattro anni di lotta del Movimento Sardegna Zona franca

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Francesco Scifo e Maria Rosaria Randaccio

Era il 2012 quando il movimento Sardegna Zona Franca guidato dall’avvocato Francesco Scifo e dalla dottoressa Maria Rosaria Randaccio intentò una prima class action chiedendo l’applicazione delle leggi vigenti rimaste fino ad allora inspiegabilmente inattuate. La battaglia sembrava vinta nel 2013, con l’appoggio dell’allora presidente della Regione Ugo Cappellacci, ma poi, con il sopraggiungere della campagna elettorale per le elezioni regionali, ci fu un lunghissimo stop, interrotto dalla partecipata assemblea zonafranchista dello scorso ottobre.

Ma il punto di svolta di questa battaglia è stata probabilmente la recente manifestazione organizzata dal movimento Sardegna Zona Franca il 16 febbraio 2016 quando i lavoratori del Sulcis hanno marciato verso Cagliari per portare davanti al palazzo della Regione la disperazione del loro territorio e chiedere la zona franca.

Dopo quella manifestazione – racconta l’avvocato Scifo – il Presidente Pigliaru ha accolto le nostra richieste di portare a termine il lavoro iniziato da noi nel 2012: ora, per la Sardegna, si apre una nuova era di prosperità e di lavoro. La Giunta Pigliaru ha preso una decisione storica e, con lungimiranza non comune, si è avvalsa di tutte le competenze tecniche che noi potevamo fornirle, volentieri e gratuitamente, per il benessere di tutti”.

Le dichiarazioni di Pigliaru

Abbiamo messo ordine in una vicenda che fino ad oggi aveva goduto più delle attenzioni della propaganda che delle cure della Pubblica Amministrazione – ha spiegato in una nota della Regione lo stesso presidente Francesco Pigliaru -. Una possibilità delineata dallo Statuto e mai attuata, rafforzata da un decreto legislativo nel lontano 1998, ha finalmente oggi un percorso attuativo chiaro e ben delineato per tutte le amministrazioni locali che vorranno concretizzarlo. Olbia e Portovesme, dal canto loro, possono proseguire nell’itinerario già intrapreso. La Giunta ha fatto il suo dovere e compiuto un significativo passo in avanti nell’esercizio pieno, da parte dei Sardi, delle possibilità che già oggi gli ordinamenti statali e europei riconoscono loro“.

Per avere più peso all’interno dell’Unione Europea e nei rispettivi Stati e per rafforzare le possibilità di creare una zona a fiscalità di vantaggio in grado di compensare il gap dell’insularità, la Giunta regionale sta ora valutando l’ipotesi di costituzione di una macroregione, composta da Sardegna, Corsica e Baleari, accomunata da problemi e svantaggi economici e strutturali simili. L’esecutivo sta inoltre valutando – annuncia la Regione – “tutti gli strumenti di rilievo fiscale, anche quelli non aventi carattere doganale, per la verifica della loro effettiva realizzabilità e per la ricerca della configurabilità giuridica più idonea ad innescare un processo di sviluppo nell’Isola”.

Adesso – conclude il segretario del movimento Sardegna Zona Franca- dovremo imprescindibilmente vigilare sul prosieguo della procedura, cioè D.P.C.M. della Presidenza del Consiglio dei Ministri e successiva comunicazione all’UE”.

 

Alessandro Zorco
Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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