25.1 C
New York
mercoledì, Dicembre 2, 2020
Web Radio
Home Archivio Siotto: gli studenti incontrano i detenuti

Siotto: gli studenti incontrano i detenuti

Amava il calcio e la musica. Aveva una fidanzata, tanti amici e una bella famiglia. Poi ha conosciuto la droga e la droga ha distrutto completamente la sua vita. Amicizie, amore, famiglia. Eppure ha avuto il coraggio di affrontare gli sguardi dei ragazzi del liceo Siotto e di provare a raccontare quindici anni di tossicodipendenza e un durissimo percorso di riabilitazione iniziato in comunità. Non importa se non è riuscito a raccontare fino alla fine la sua sofferenza. La sua breve testimonianza, conclusa da un interminabile attimo di silenzio imbarazzato, è stato il momento più emozionante dell’incontro che qualche giorno fa si è tenuto qualche giorno fa al Liceo Siotto.

Tutto per gioco, vita, letteratura, carcere”, lo spettacolo con i detenuti della casa circondariale di Uta che si è tenuto sabato scorso nell’Aula magna del liceo Siotto è stato un esempio di buona scuola. Ma di scuola buona per davvero. Di una scuola che riesce a parlare il linguaggio dei ragazzi per dire cose importanti. Per parlare di prevenzione, per raccontare cosa possono significare le dipendenze da droga e gioco d’azzardo, fenomeni che, dicono le statistiche, in Sardegna stanno facendo danni sempre maggiori tra ragazzi sempre più giovani.

E’ iniziato con un reading per voce e blues che ha riportato l’atmosfera al tempo delle assemblee studentesche che ben conosce chi ha vissuto gli anni Ottanta-Novanta. Le chitarre hanno accompagnato i brani del libro “Tutto per gioco” di Bruno Acquas, interpretati in maniera toccante da Dario Cosseddu, un insegnante di Storia e Filisofia che da anni lavora in prima linea nella riabilitazione all’interno delle carceri isolane.

E quei brani come cazzotti nello stomaco hanno raccontato senza mezzi termini ai ragazzi cosa vuol dire giocarsi la vita con la droga e con il gioco d’azzardo.

Ragazzi –  ha detto il sociologo Paolo Laudicina, responsabile della cooperativa sociale Ponte  per il recupero dei tossicodipendenti -: attenzione. Avete davanti a voi una vita intera da vivere: tutto quello che vi serve è dentro di voi, tutte le altre cose possono solo rubarvi la vita”.

La droga è una di quelle cose perchè rende schiavi e ruba la vita e gli affetti. Riuscire a farsela ridare è durissima: bisogna scontrarsi contro tutti e contro tutto, ma soprattutto contro se stessi. Occorre un lungo periodo di recupero e riabilitazione, fatto di rinunce e di sacrifici. E’ un lavoro estremamente duro e solo alla fine di questo percorso si potrà riuscire nuovamente a guardarsi allo specchio e magari ad essere orgogliosi di quello che si è fatto perché si è tornati in possesso della propria esistenza”.

[clickToTweet tweet=”Il monito agli studenti durante l’incontro con i detenuti: ‘Attenti a non farvi rubare la vita’” quote=”Il monito agli studenti durante l’incontro con i detenuti: ‘Attenti a non farvi rubare la vita’”]

Anche un altro ragazzo della comunità (omettiamo i loro nomi per rispetto della privacy) ha raccontato la sua storia di tossicodipendenza, iniziata per gioco dopo essersi fatto uno spinello con gli amici. Per poi arrivare alle droghe più pesanti, all’eroina e alla cocaina, e conoscere le pesanti porte del carcere di Buoncammino dove è entrato per quattordici volte. “A  46 posso dire di aver buttato via 25 anni della mia vita – ha detto ai ragazzi del Siotto –  dove passavo io da tossico distruggevo tutto. La droga ti fa diventare un delinquente”.

Dopo anni trascorsi fuori e dentro il carcere e le comunità di recupero è stata la morte di suo padre, nel 2014, ha dargli la spinta di cambiare. Ed ora spera che arrivi un “lavoretto” per riprendere in mano la sua vita. “Vado qualche volta a casa, ma ho bisogno della protezione della comunità perché non mi voglio perdere. E’ un attimo, ma non voglio tornare in quel circolo vizioso”.

Il Siotto incontra il carcere

siottoStorie toccanti, seguite con attenzione dagli studenti che stanno portando avanti con i loro docenti un progetto, Il Siotto incontra il carcere, che li sta portando a conoscere la drammatica realtà della casa circondariale di Uta dove vivono anche detenuti e detenute molto giovani che vivono le stesse loro problematiche. In carcere, lo ha spiegato il professor Dario Cosseddu, la cultura sta diventando un elemento di vitale importanza per il riscatto dai propri errori. Tanti detenuti, se messi in condizione di farlo, avrebbero tanto da esprimere.

Nella successiva tavola rotonda i tecnici hanno dibattuto sulle prospettive di riforma di un sistema carcerario ancora inadeguato. Si è parlato della necessità di una nuova visione della pena e della punizione, dell’abbandono di una visione troppo “carcericentrica”. Della necessità di istituti di pena più umani che consentano ai detenuti una vera riabilitazione. Nonostante gli ammonimenti dell’Europa, le carceri italiane sono infatti ancora sovraffollate e impreparate ad affrontare le emergenze. In primo luogo quella della tossicodipendenza che non può essere curata in carcere, ma con un duro percorso riabilitativo in comunità.

Mentre i tecnici parlavano del sistema carcerario, i detenuti, dopo aver raccontato la loro storia, erano già stati ricondotti alla casa circondariale di Uta e gli studenti erano già tornati in classe. Ma con ben chiaro il monito di Paolo, responsabile di una comunità dove chi entra deve affrontare un percorso durissimo per ritrovare se stesso: “Attenzione ragazzi, avete davanti a voi una vita davanti da vivere: le cose che vi servono davvero sono dentro di voi, tutte le altre possono solo rubarvi la vita”.

Ti è piaciuto l’articolo? Iscriviti alla newsletter

[mc4wp_form id=”8273″]

Alessandro Zorco
Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

- Advertisment -Web Radio

Most Popular

5G, la Commissione UE pensa ad organismi indipendenti per la valutazione dei potenziali rischi sulla salute

Dopo la denuncia del legale cagliaritano Francesco Scifo, l'Europa fa marcia indietro: indagine sui potenziali rischi sulla salute derivanti dal 5G

Tribunale di Cagliari, salta la programmazione d’urgenza: processi celebrati senza avvocati e imputati

Avvocati in fibrillazione a l Foro di Cagliari dove, senza una comunicazione ufficiale, è ripresa la regolare attività ed è venuta meno la programmazione d'urgenza delle udienze determinata dall'emergenza Covid 19

Diamanti, i migliori amici degli investitori

Anche in Sardegna sempre più risparmiatori investono in diamanti: ma come distinguere una pietra preziosa di qualità da un fondo di bottiglia?

Racconti dalla Sardegna: concorso letterario per autori sardi

Al via la seconda edizione del concorso letterario Racconti dalla Sardegna indetto da Historica edizioni in collaborazione con il sito Cultora: scadenza il 1° marzo 2019

Recent Comments

Petizione per tutelare le storie di Villa Clara: un patrimonio abbandonato (Alessandro Zorco) - NewsRss24 Italia on Le storie di Villa Clara: un patrimonio abbandonato
Educazione: le parole di Don Bosco – Famiglia Cattolica on Salesiani: le quattro parole di Don Bosco
GENOCIDIO SARDO: DENUNCIA ALL’AJA | on Genocidio del popolo sardo: denuncia all’Aja
GENOCIDIO SARDO: DENUNCIA ALL’AJA | on Zona franca
La XXIX Marcia della Pace – Famiglia Cattolica on A Carbonia la XXIX Marcia della Pace
Santo Stefano: un piccolo gesto di unità – Famiglia Cattolica on Santo Stefano: un piccolo passo verso l’unità
Scrivere una lettera a Dio – Famiglia Cattolica on Concorso dell’Ucsi Catania: scrivi una lettera a Dio
Adolescenti tra la famiglia e il web – Famiglia Cattolica on Adolescenti: istruzioni per l’uso
IL PROFUMO ECOSOSTENIBILE DEL VETIVER - Diario della Coltivazione on L’orto sinergico e l’agricoltura a misura d’uomo
IL PROFUMO ECOSOSTENIBILE DEL VETIVER - Diario della Coltivazione on Il profumo ecosostenibile del Vetiver