Giù le mani dall’acqua, il mio voto va rispettato”. Il Comitato Acqua bene comune prende posizione sulla Legge sull’acqua approdata in questi giorni in Parlamento dopo essere stata profondamente modificata dalla commissione Ambiente della Camera con una serie di emendamenti che ne hanno stravolto gli elementi più importanti lasciando ampi margini alle manovre di privatizzazione dell’acqua. Il Comitato chiede pertanto agli italiani di inviare una mail ai deputati ribadendo “Giù le mani dall’acqua, il mio voto va rispettato”.

La proposta di legge “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico, nonché delega al Governo per l’adozione di tributi destinati al suo finanziamento” è approdata alla Camera dopo essere stata stravolta da alcuni emendamenti del PD approvati in Commissione Ambiente (cliccando questo link è possibile scaricare un documento con il testo originario e quello “modificato” a confronto).

In particolare il Comitato lamenta la cassazione della norma che prevede che la responsabilità primaria dello Stato di garantire la piena realizzazione di tutti i diritti umani resta ferma anche in caso di delega della fornitura di acqua potabile o di servizi igienico- sanitari a enti di diritto pubblico”. E chiede il ritiro del decreto attuativo della legge Madia sui servizi pubblici locali che manifesta la volontà dell’esecutivo di favorire l’ingresso di soggetti privati nel capitale dei gestori e ripristina l’”adeguatezza della remunerazione del capitale investito” nella composizione della tariffa, nell’esatta dicitura che 26 milioni di cittadini con i referendum avevano abrogato.

Camera dei DeputatiIl calendario dei lavori della Camera dei Deputati prevede la prosecuzione della discussione in Aula fino a domani quando sono previste le votazioni finali del testo. Nel frattempo il Comitato Acqua bene comune chiede agli italiani di fare pressione sui deputati con una mail che ribadisce: “Giù le mani dall’acqua, il mio voto va rispettato!”.

Ecco la mail che il Comitato Acqua bene comune propone di inviare ai deputati italiani

Gentile Deputato,

in questi giorni sarà chiamato ad esprimersi sulla proposta di legge Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico, nonché delega al Governo per l’adozione di tributi destinati al suo finanziamento(Atto Camera 2212).

Una legge che la maggioranza, con gli emendamenti approvati in Commissione Ambiente, ha svuotato e ne ha stravolto l’impianto generale cancellando gli elementi più interessanti volti a favorire la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato.

Decine di Deputati hanno deciso, per queste ragioni, di ritirare la propria firma da tale proposta di legge.

Nel frattempo il decreto attuativo della legge Madia sui servizi pubblici locali esplicita la volontà dell’esecutivo di favorire l’ingresso di soggetti privati nel capitale dei gestori e ripristina l’”adeguatezza della remunerazione del capitale investito” nella composizione della tariffa, nell’esatta dicitura che 26 milioni di cittadini con i referendum avevano abrogato.

La invito ad opporsi a questa strategia chiedendo il ritiro della legge sull’acqua e del decreto Madia.

GIU’ LE MANI DALL’ACQUA, IL MIO VOTO VA RISPETTATO!

INDIETRO NON SI TORNA!

APPROVARE LA LEGGE D’INIZIATIVA POPOLARE SENZA STRAVOLGIMENTI!

RITIRARE SUBITO IL DECRETO MADIA!

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