Anche la Sardegna ha celebrato la XXI “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie” che – in concomitanza con la manifestazione nazionale di Messina – ha portato nelle piazze di tutta Italia circa 350mila persone per commemorare le vittime della mafia. In 5mila, tra studenti, volontari, cittadini, rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni provenienti da tutta l’isola, hanno dato vita ad una grande festa della legalità e della memoria che nell’isola ha avuto come punto di riferimento Sestu, il paese d’origine di Emanuela Loi, l’agente della scorta del giudice Paolo Borsellino rimasta uccisa nella terribile strage di via D’Amelio del 19 luglio 1992.

Emanuela Loi simbolo delle vittime di mafia

Claudia, sorella Emanuela LoiVentiquattro anni fa la strage di via D’Amelio ha segnato la mia vita e quella della mia famiglia, ma non abbiamo un sentimento di odio nei confronti degli assassini di Emanuela”, ha detto la sorella di Emanuela Loi, Claudia:solo un forte desiderio di legalità, di giustizia e di memoria. Prima della morte di mia sorella non sapevo neanche cosa fosse la mafia, poi ho capito che tutto nasce dalla sete di potere e di denaro. Il cambiamento deve partire da un cambio di mentalità e cambiare la storia è possibile”.

Tutti i nomi devono essere ricordati allo stesso modo”, ha detto poi la sorella di Emanuela Loi. Anche Pino Tilocca, familiare di un’altra delle vittime delle mafie, ha lanciato il suo messaggio di speranza ai tanti giovani presenti: “Hanno ucciso i nostri familiari, ma non ci hanno piegato e non ci hanno sconfitto perché possiamo contare su di voi. Finché non ci lascerete soli, noi non saremo mai sconfitti”.

Chiediamoci ogni giorno dove inizia e dove finisce la mafia, con la consapevolezza che la si rafforza ogni volta che crediamo di essere in buoni rapporti con Dio senza essere in buoni rapporti col prossimo”, ha detto l’arcivescovo di Cagliari monsignor Arrigo Miglio salutando dal palco i tantissimi ragazzi presenti alla manifestazione.

Studenti Libera SestuMemoria, giustizia, legalità, responsabilità, impegno civile, lotta alla corruzione e al malaffare. Queste le parole chiave della grande festa che, coinvolgendo 350mila persone in tutta la penisola, ha avuto – come ha spiegato a Messina don Luigi Ciotti, fondatore di Libera e oggi a capo di una rete di 1.600 associazioni di volontariato che si raccolgono attorno alla sua associazione – ha il significato di un “grido forte che si alza da un Paese dominato da mafia e corruzione, parassiti di un sistema che si autoalimenta e che costringe milioni di persone a vivere sotto la soglia di povertà”.

Intervistato da Repubblica don Ciotti si è detto molto preoccupato “La corruzione nel nostro Paese è molto forte – ha detto -. La crisi economica ha fatto sì che anche la massoneria abbia ripreso potere: dove ci sono capitali da investire e lobby che diventano protagoniste di processi finanziari. Faccio mio l’allarme del procuratore della Corte dei Conti e dico che di fronte a tutto questo non sono possibili ambiguità”.

Sestu non è stato l’unico centro della Sardegna in cui si è celebrata la “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie”, organizzata nell’isola dall’associazione Libera Sardegna in collaborazione con il Comune di Sestu, il Centro di Servizio per il Volontariato “Sardegna Solidale”, l’Unione degli Studenti della Sardegna, con il patrocinio della Regione Sardegna, del Comune di Sestu e dell’Ufficio Scolastico Regionale. La lettura dei nomi delle vittime è stata fatta in circa cinquanta luoghi di ventisette comuni sardi (oltre Sestu, Cagliari, Sassari, Oristano, Olbia, Alghero, Carbonia, Iglesias, Porto Torres, Tempio Pausania, Ozieri, Villacidro, Guspini, Siniscola, Muravera, Decimomannu, Isili, Senorbì, Laconi, Gonnosfanadiga, Mogoro, Arzachena, Seui, Palau, Perfugas, Genoni e Gergei).

Di Alessandro Zorco

Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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