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La lunga agonia del Trenino verde

E’ uno dei modi più affascinanti per percorrere la Sardegna e assaporare le bellezze del suo interno. Il piccolo convoglio consente ai turisti di conoscere le meraviglie naturalistiche, storiche e archeologiche dell’isola viaggiando attraverso paesaggi selvaggi in cui la natura verde prende il sopravvento. Negli anni scorsi per valorizzare questo percorso sono state avviate numerose iniziative imprenditoriali, di accoglienza e ristorazione. Iniziative che avrebbero potuto portare alle zone interne dell’isola sviluppo e posti di lavoro. Eppure il Trenino Verde (questo il sito ufficiale), il percorso raccontato nel lontano 1921 dallo scrittore inglese David H. Lawrence nel suo libro Mare e Sardegna, invece di diventare un volano per il turismo della Sardegna sta vivendo una inesorabile agonia.

Il Trenino Verde: un patrimonio abbandonato

La storica linea ferroviaria, circa 430 chilometri di rete risalente all’Ottocento (151 chilomentri della Sassari-Tempio-Palau, 46 della Macomer-Bosa, 83 della Isili-Sorgono e 159 della Mandas-Arbatax), ha preso il nome di Trenino Verde nel 1984. All’inizio degli anni Novanta, vista la crescente domanda di turismo ferroviario nell’isola, l’allora proprietario, le Ferrovie della Sardegna, ottenne – con il supporto dell’Esit e di associazioni ambientaliste come WWF e Italia Nostra – congrui finanziamenti dalla Comunità europea e dalla Regione Sardegna per restaurare le locomotive e ripristinare varie parti della storica linea ferroviaria.

Eppure dal 2008 quando l’intera linea ferroviaria del Trenino Verde è stata presa in carico dall’ARST non è più stato effettuato alcun tipo di investimento sulla rete. Più volte la Regione ha fatto sapere che per mettere in sicurezza l’intero tracciato servirebbero circa 120 milioni di euro: una fortuna.

D’altronde la questione Trenino Verde è finita spesso nell’agenda politica con mozioni e interrogazioni in Consiglio regionale. Per lo meno a parole, la Regione ha sempre affermato di voler valorizzare questo enorme patrimonio turistico. ”Nessuno stop alle corse del Trenino Verde e nessuna soppressione da parte della Giunta regionale – aveva assicurato due anni fa il presidente della Regione Francesco Pigliaru -. In tempi di spending review e di vincoli sul patto di stabilità, che per il 2014 non sono stati ancora modificati, ogni scelta è difficile e questa non fa eccezione. Ma siccome il Trenino Verde è un mezzo straordinario per viaggiare dentro il nostro paesaggio e per portare il turismo verso l’interno, le risorse le troviamo e le corse proseguiranno”.

La lettera aperta

Le parole del presidente Pigliaru sono state ricordate in una lettera aperta che i rappresentanti dell’Associazione Turistica Trenino Verde Alta Ogliastra e alcuni altri imprenditori della zona hanno indirizzato al presidente della Giunta Regionale e agli assessori regionali ai Trasporti e al Turismo, Deiana e Morandi.

Ecco le sue parole, Presidente, che ci lasciavano intendere come il Trenino Verde poteva continuare le sue corse, ma a distanza di due anni siamo sempre alle solite. Nulla di nuovo all’orizzonte”, scrivono il presidente dell’Associazione Turistica Trenino Verde Alta Ogliastra Sergio Podda (Ulassai), il Vice Presidente Alessandro Murino (Gairo), Roberto Pilia (Osini), Marco Dessi (Ussassai) e i rappresentanti della Coop. Le Tre Fate di Sadali. “Eppure abbiamo lavorato per quel Trenino, abbiamo fatto viaggiare un migliaio di persone in questo autunno 2015, da soli senza nessuna istituzione a noi vicina. Tanti lasciati a terra. Ma il Vostro è stato un silenzio tombale quasi come evocare il Trenino Verde fosse una maledizione. Noi abbiamo tenuto in vita quella linea. Nessun piano strategico, nessuna previsione per il futuro, nessuna possibile programmazione turistica”.

Avete riempito le pagine dei media di EXPO 2015, di vetrina Sardegna, di Blue Zone, di percorsi del gusto ma del Trenino nessuna traccia – prosegue la lettera aperta -. Abbiate il coraggio pubblico di spiegarci cosa succederà, come possiamo lavorare per le zone interne. Per il loro sviluppo. Meno slogans, meno piani, meno faldoni di progetti chiusi negli armadi. Vorremo da Voi la stessa passione che noi mettiamo ogni giorno, sacrificando il nostro tempo per qualcosa in cui crediamo. Qualcosa di cui quei territori hanno bisogno. Ma ci sentiamo soli in questo duro lavoro. Siete stati invitati, sempre, agli incontri che intendevano portare avanti la salvaguardia di questo fenomenale attrattore. Lo sappiamo Gairo Taquisara non è la platea di EXPO 2015 ma doveva avere la stessa attenzione. Nessuno del palazzo si è mai presentato. E Lei assessore Morandi che nella sua pagina di tutto scrive e parla ma di Trenino nessuna traccia. Voi mai visti in una di quelle stazioni che raccontano la storia dei nostri paesi”.

Diteci cosa farà l’assessorato ai Trasporti con l’ARST, cosa farà l’assessorato al Turismo. Abbiamo necessità di certezze, dimostrazione che si può lavorare tutto l’anno. Abbiate il coraggio di fare delle scelte, di farle con noi, di condividerle. Noi questa primavera ci saremo, lo faremo anche senza il Treno. La responsabilità pubblica sarà la Vostra. Responsabilità di farci capire cosa costa quella linea, di farci capire i numeri del Trenino Verde, che la gomma non va confusa con il ferro. E se nessuno viaggerà su quella linea la responsabilità non sarà certo nostra, anzi il nostro impegno ci sarà come sempre. Vogliamo sapere da Voi se chiudere per sempre quelle stazioni, mantenere l’isolamento di quelle comunità. A Voi il coraggio di farlo, le chiavi sono nelle Vostre mani”.

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