accise

Ogni volta che facciamo rifornimento di benzina o gasolio continuiamo inconsapevolmente a pagare delle anacronistiche accise che risalgono addirittura ad ottant’anni fa: la più vecchia ci addebita ancora il finanziamento della guerra in Etiopia del 1935. Solo le accise più vecchie di vent’anni fanno aumentare un litro di carburante di € 0,230891: pari a circa 11 euro a pieno. Considerando due pieni al mese, l’aumento di prezzo e di circa 264 euro all’anno. E’ ammissibile tutto questo?

benzinaAssociazioni di consumatori, politici e semplici cittadini si sono battuti tante volte senza alcun successo per l’abolizione di queste accise obsolete. In tutti questi anni gli automobilisti hanno continuato a pagare con il rifornimento di benzina e gasolio tasse che risalgono a decenni fa: il finanziamento della guerra d’Etiopia del 1935, il finanziamento della crisi di Suez del ’56. Nel nostro pieno c’è ancora la restituzione dei soldi per le ricostruzioni avvenute dopo i disastri, le alluvioni e i terremoti avvenuti in Italia negli ultimi cinquant’anni e quelli per il finanziamento di missioni militari come quella in Bosnia nel 1996.

Per eliminare queste accise inique è stata lanciata una petizione all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, al Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e all’intero Governo. Le accise risalenti a oltre 20 anni fa, ormai obsolete e totalmente ingiuste, dovrebbero infatti essere abolite in modo da far calare il prezzo dei carburanti e favorire l’economia italiana.

La petizione chiede di inserire un limite massimo per le nuove accise introdotte dalla legge (ad esempio 20 anni) o, in ogni caso, l’eliminazione delle stesse una volta raggiunto l’importo necessario per finanziare il progetto a cui si riferiscono.

In Sardegna la speranza è quella di vincere la battaglia per attivare le norme che prevedono la zona franca ed eliminano del tutto Iva e accise sui carburanti e gli altri beni al consumo. Nell’attesa è opportuno almeno iniziare ad alzare la testa e capire cosa stiamo pagando.

Le accise su un litro di carburante

Queste sono le accise che attualmente aumentano il prezzo di un litro di carburante:

€ 0,000981: finanziamento della guerra d’Etiopia del 1935-1936;
€ 0,00723: finanziamento della crisi di Suez del 1956;
€ 0,00516: ricostruzione post disastro del Vajont del 1963;
€ 0,00516: ricostruzione post alluvione di Firenze del 1966;
€ 0,00516: ricostruzione post terremoto del Belice del 1968;
€ 0,0511: ricostruzione post terremoto del Friuli del 1976;
€ 0,0387: ricostruzione post terremoto dell’Irpinia del 1980;
€ 0,106: finanziamento della guerra in Libano del 1983;
€ 0,0114: finanziamento della missione in Bosnia del 1996;
€ 0,02: rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004;
€ 0,005: acquisto di autobus ecologici nel 2005;
€ 0,0051: terremoto dell’Aquila del 2009;
€ 0,0073: finanziamento della manutenzione e la conservazione dei beni culturali, di enti ed istituzioni culturali nel 2011;
€ 0,04: arrivo di immigrati dopo la crisi libica del 2011;
€ 0,0089: alluvione in Liguria e Toscana nel novembre 2011;
€ 0,082 (€ 0,113 sul diesel): decreto “Salva Italia” nel dicembre 2011;
€ 0,02: finanziamento post terremoti dell’Emilia del 2012.

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