Cattedrale di Cagliari giubileo dei giornalisti comparetti

Dopo l’apertura delle ventotto Porte Sante dislocate in tutta la Sardegna che tra sabato e domenica ha ufficialmente aperto l’anno della misericordia in Sardegna, alla fine del mese si terrà anche il Giubileo dei giornalisti sardi. Promosso dall’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali e dall’Unione cattolica stampa italiana della Sardegna, l’evento si terrà a Cagliari mercoledì 30 dicembre 2015, a partire dalle 10.

Al Giubileo dei giornalisti sono invitati “tutti coloro che svolgono la professione giornalistica, quanti hanno mansioni tecniche e di produzione presso le emittenti radiofoniche e televisive, coloro che, a diverso titolo, collaborano presso le redazioni delle testate locali”.

La stampa verrà accolta in episcopio dall’Arcivescovo di Cagliari Arrigo Miglio alle 10. Dopo una breve processione verso la porta della Misericordia che si trova al lato della Cattedrale, alle 11 si terrà la Santa Messa presieduta dal vescovo e infine il consueto scambio degli auguri. Dalle 10 in Cattedrale saranno a disposizione i sacerdoti per le confessioni.

Il Giubileo dei giornalisti

sentenza CretiIl Giubileo dei giornalisti arriva in un periodo particolarmente difficile per l’informazione isolana dove ormai vige da tempo un regime di sostanziale oligopolio in cui le nuove attività editoriali non riescono ad emergere. Negli ultimi dieci anni le esperienze di Epolis, Sardegna 24, Sardegna Quotidiano hanno lasciato l’amaro in bocca a molti giornalisti professionisti che, dopo aver sperato in un futuro professionale, si sono trovati in molti casi in mezzo ad una strada. Per non parlare della più recente crisi delle tv locali come Sardegna 1, che ha licenziato gran parte del personale giornalistico e amministrativo e di Cinque Stelle che ha totalmente chiuso i battenti. O della stessa Videolina che per un lungo periodo ha dovuto ricorrere ai contratti di solidarietà.

Nell’isola le redazioni tradizionali sono sempre più sguarnite con giornalisti ormai diventati multitasking e le testate e micro-testate online (che dovrebbero rappresentare il futuro) non trovano ancora i mezzi per sopravvivere.

In questo contesto la redazione più folta, in Sardegna, è ancora quella dei giornalisti precari, fuori dai contratti e dalle tutele giornalistiche e poco rappresentati negli organi di governo della categoria, che ormai cercano di salvare il salvabile. Precari che sperano che in questo Giubileo dei giornalisti, l’apertura delle porte della Misericordia divina si traduca anche nella provvidenziale apertura di nuove strade professionali in un mercato del lavoro asfittico come quello della Sardegna.

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