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Bisogna dare atto al centrodestra sardo di essersi sempre battuto contro i ticket sulle ricette e sui medicinali. Quando nel 2011 Ferruccio Fazio, ministro della Salute del Governo Berlusconi, aveva proposto questa malaugurata ipotesi, l’allora presidente della Regione Ugo Cappellacci e l’ex assessore regionale Antonello Liori manifestarono tutta la loro contrarietà. Era l’epoca in cui l’opposizione si strappava le vesti denunciando la sudditanza dell’amministrazione sarda dal monarca di Arcore.

Oggi la situazione politica è diametralmente cambiata ed è il centrosinistra a decidere di accollare ai cittadini la spesa sanitaria. Poche settimane fa il Governo Renzi ha deciso di far pagare una serie di oltre 200 esami finora erogati gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale perché li considera inutili. Ed è di pochi giorni fa l’annuncio della Giunta regionale di voler reintrodurre in Sardegna i ticket su ricette e farmaci e l’aumento dell’addizionale Irpef per far fronte ad una spesa sanitaria fuori controllo (attualmente tocca i 3 miliardi e 200 milioni) con un disavanzo arrivato a 400 milioni di euro.

Un piano di rientro è necessario – ha spiegato senza mezzi termini l’assessore al bilancio Raffaele Paci -: chi è in disavanzo deve procedere su questa strada. Stiamo valutando tutte le ipotesi”.

Ma la decisione impopolare e drastica di reintrodurre i ticket sta creando molte preoccupazioni. E’ di pochi giorni fa il report sulla povertà in Sardegna della Caritas in cui si attesta che un numero enorme di famiglie sarde ha enormi difficoltà ad acquistare i medicinali per curarsi.

L’insurrezione contro l’introduzione dei ticket

TicketL’annuncio dell’introduzione dei ticket su ricette e farmaci sta provocando una specie di insurrezione. I sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, hanno preannunciato battaglia contro provvedimenti che – spiegano – “scaricano sui cittadini maggiori costi derivanti dalla cattiva gestione dei servizi che, nonostante i livelli di spesa e il deficit elevati, non sono per nulla soddisfacenti“.

Anche l’opposizione in Consiglio regionale contrasterà il piano di risanamento sanitario in mancanza – afferma il presidente della commissione d’inchiesta sulla spesa sanitaria Attilio Dedoni (Riformatori Sardi) – di una approfondita “valutazione dell’operato dei commissari Asl nominati dal centrosinistra che porti alla rimozione di chi non ha rispettato gli obiettivi minimi di contenimento della spesa”.

Secondo il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis: “Pigliaru è peggio di Soru: con lui è la salute, non le barche e le ville, il nuovo lusso da tassare”. Mentre per l’ex presidente Cappellacci, oggi coordinatore regionale di FI, gli assessori della Giunta Pigliaru sono dei “contabili pasticcioni ed esattori vampireggianti“.

Avevamo proprio bisogno dei professori prestati alla politica per trovare questa soluzione innovativa per coprire il buco nella sanità sarda”, ironizza sarcasticamente Paolo Truzzu (Fratelli d’Italia-An). “Scesi dalle loro cattedre e fuori dalle polverose aule universitarie, i baroni rossi dimostrano la loro pochezza nell’affrontare i problemi reali della Sardegna, nel trovare soluzioni innovative, efficaci e risolutive”.

Dopo aver tagliato i piccoli ospedali e i servizi essenziali per i cittadini l’assessore Arru e la Giunta regionale si apprestano a dare l’ ennesimo e pesante affronto ad un diritto primario e costituzionalmente garantito quale il diritto alla salute”, commenta Marcello Orrù, consigliere regionale del Psd’az e Vice presidente della Commissione Sanità del Consiglio Regionale. “E’ un ulteriore colpo inferto ai cittadini e alle famiglie dalla giunta di centrosinistra: il tentativo di scaricare il costo della sanità e i suoi sprechi sulla pelle dei Sardi è una vergogna!”.

La replica della maggioranza di centrosinistra è quasi scontata. Qualsiasi decisione che presupponga una compartecipazione dei cittadini al deficit sanitario – ha spiegato il presidente della Commissione Sanità Raimondo Perra (PSI): è “diretta conseguenza della gestione irresponsabile della Giunta del centrodestra”.

Eppure l’aumento esponenziale della spesa sanitaria è spesso frutto di sprechi e scelte amministrative sbagliate. Allora invece di rimpallarsi reciprocamente le responsabilità perchè centrodestra e centrosinistra non affrontano seriamente il tema degli sprechi nella sanità e provano a capire dove vanno a finire questi soldi?

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